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LIBRO CUORE – Edmondo De Amicis

LIBRO CUORE

libro cuore edmondo de amicis anni 60 copertina

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Libro Cuore

Cuore. Libro per ragazzi è un romanzo scritto da Edmondo de Amicis e pubblicato dai fratelli Treves nel 1886.

Fu un grande successo, tanto che de Amicis divenne lo scrittore più letto d’Italia. L’ambientazione è la Torino all’indomani dell’unità d’Italia e più precisamente tra il 1878 (anno d’incoronazione del Re Umberto I) ed il 1886 (anno della pubblicazione), e il testo ha il chiaro scopo di insegnare ai giovani cittadini del Regno le virtù civili, ossia l’amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio, l’eroismo, la carità, la pietà, l’obbedienza e la sopportazione delle disgrazie.

Edizione Garzanti 1966

Dedica dell’autore  

  « Questo libro è particolarmente dedicato ai ragazzi delle scuole elementari, i quali sono tra i 9 e i 13 anni, e si potrebbe intitolare: Storia d’un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d’una scuola municipale d’Italia. – Dicendo scritta da un alunno di terza, non voglio dire che l’abbia scritta propriamente lui, tal qual è stampata. Egli notava man mano in un quaderno, come sapeva, quello che aveva visto, sentito, pensato, nella scuola e fuori; e suo padre, in fin d’anno, scrisse queste pagine su quelle note, studiandosi di non alterare il pensiero, e di conservare, quanto fosse possibile, le parole del figliuolo. Il quale poi, 4 anni dopo, essendo già nel Ginnasio, rilesse il manoscritto e v’aggiunse qualcosa di suo, valendosi della memoria ancor fresca delle persone e delle cose. Ora leggete questo libro, ragazzi: io spero che ne sarete contenti e che vi farà del bene. »
  (Edmondo de Amicis)

 Lista dei racconti  

libro cuore illustrazione originaleUn’illustrazione originale
  • Ottobre: Il piccolo patriota padovano
  • Novembre: La piccola vedetta lombarda
  • Dicembre: Il piccolo scrivano fiorentino
  • Gennaio: Il tamburino sardo
  • Febbraio: L’infermiere di Tata
  • Marzo: Sangue romagnolo
  • Aprile: Valor civile
  • Maggio: Dagli Appennini alle Ande
  • Giugno: Naufragio

La piccola vedetta lombarda 

Il racconto narra la storia di un ragazzo delle campagne del vogherese che incontra un drappello di soldati italiani. L’ufficiale in comando, temendo di incontrare austriaci lungo il cammino, chiede al ragazzo di salire su un frassino a far da vedetta. Il ragazzo effettivamente scopre un drappello di austriaci poco lontano ma, disgraziatamente, anche gli austriaci notano il ragazzo e iniziano a bersagliarlo con tiri di fucile. Nonostante l’ufficiale gli ordini di scendere, il ragazzo continua l’osservazione del nemico, finché un colpo di fucile non lo ferisce gravemente a un polmone. Il ragazzo cade e, dopo poco, spira tra le braccia dell’ufficiale. La storia si conclude con un grosso battaglione di bersaglieri che, sfilando in marcia accanto alla salma del ragazzo coperta da un tricolore, getta fiori e offre gli onori militari. Il racconto è ispirato alla figura diGiovanni Minol

Dagli Appennini alle Ande  

Un’altra illustrazione originale

Dagli Appennini alle Ande narra la storia di Marco che, da Genova, si imbarca alla volta di Buenos Aires per raggiungere sua madre, emigrata in Argentina per lavoro. La madre, ammalata, rifiuta di farsi curare; nel frattempo Marco compie un viaggio lungo e apparentemente senza speranza sulle tracce dei vari spostamenti che la famiglia presso cui sua madre è a servizio ha effettuato da Buenos Aires verso l’interno, dapprima a Rosario, poi a Córdoba e infine a San Miguel de Tucumán, ai piedi delleAnde, da cui il titolo del racconto; dopo numerose peripezie (stanco, affamato, senza soldi) Marco ottiene un passaggio da una carovana che però lo lascia a metà strada; continua a piedi per giorni fino a raggiungere Tucumán e da lì finalmente il luogo dove vive la madre (chiamata la geneisa, la genovese, dagli abitanti del luogo).

Raggiunta finalmente sua madre, che nel frattempo è peggiorata, scopre la sua malattia, ma la donna, una volta ritrovato suo figlio, decide di sottoporsi all’operazione chirurgica che le salva la vita.

Dal racconto sono stati tratti diversi film e due trasposizioni animate di produzione giapponese.

Il piccolo patriota padovano 

Un’altra illustrazione originale

Il piccolo patriota padovano narra la storia di un ragazzo dalle origini umili e figlio di contadini padovani i quali, per risollevarsi dalla miseria, vendono il proprio figlio ad una compagnia di saltimbanchi che lo porterà in giro per l’Europa. Riuscito a sfuggire, il giovane si imbarca su un battello diretto a Genova. Qui conosce tre stranieri ai quali il ragazzo racconta la sua triste storia. Questi gli offrono delle monete, ma successivamente avanzano aspre critiche nei riguardi del popolo italiano, allorché il ragazzo le rifiuta sentendosi offeso nel proprio sentimento patriottico. Anche questa novella come la precedente ha avuto una trasposizione da parte della Nippon Animation che l’ha inserita nell’anime Cuore.

Edizione Malipero 1973

Il piccolo scrivano fiorentino 

Questo racconto narra di un ragazzino fiorentino, Giulio, che vive in una famiglia numerosa e povera. Il padre, per mantenerla, fa lo scrivano di giorno e il copiatore di notte. Giulio va a scuola e il padre tiene allo studio del figlio, poiché questi, dopo la scuola, avrebbe trovato un buon lavoro per aiutare la famiglia. Il padre si lamenta spesso del lavoro notturno che lo stanca troppo, per cui lavorava molto e guadagnava poco. Giulio ha l’idea di aiutare il padre e gliela riferisce, ma non viene accettata: il padre vuole che l’unica preoccupazione del figlio sia la scuola. Giulio così decide di aiutarlo di nascosto: quando il padre si sarebbe addormentato, si sarebbe messo a scrivere al posto suo. E così fa. Giulio si mette a scrivere tutte le notti e il padre guadagna sempre di più, ma a risentirne è il rendimento scolastico di Giulio che studia sempre più svogliatamente date le poche ore di sonno. Il padre, ignaro del vero motivo della sua svogliatezza, lo rimprovera, fino alla notte in cui si risveglia e vede il figlio che scrive. Gli va incontro e lo abbraccia chiedendogli perdono e mandandolo a dormire.

Cuore la-piccola-vedetta-lombarda

Il tamburino sardo 

Il tamburino sardo racconta la storia di un reggimento di soldati italiani che, messi alle strette dagli austriaci, si rifugiano in una casetta. Gli austriaci continuano ad avanzare ed il comandante ordina a un tamburino quattordicenne di calarsi dal retro dove i nemici non vedevano, e correre fino a un capannone all’orizzonte dove stavano i rinforzi per dare l’allarme. Il tamburino allora scende e inizia a correre per i campi. Dopo aver corso molto il tamburino cade e incespica, ma si rialza subito zoppicando e continua a correre. Purtroppo, poco dopo cade di nuovo e si siede per riposare. A quel punto i soldati nemici sono vicinissimi e sta per arrendersi quando arrivano finalmente i rinforzi che salvano gli italiani. La storia si conclude con l’arrivo del capitano in ospedale dove trova il tamburino che gli mostra la gamba che si è dovuta amputare a causa degli sforzi a cui l’ha sottoposta; il capitano, quindi, saluta militarmente il ragazzo dicendogli: «Io non sono che un capitano; tu sei un eroe». A0230

libro cuore edizioni lampo figurine Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_Cuore

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