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ASTEROIDS – Atari – (1979)

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Asteroids – Atari

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Asteroids è un videogioco arcade a grafica vettoriale realizzato da Atari nel 1979. È considerato uno dei videogiochi più famosi della storia, nato nell’età d’oro dei videogiochi arcade, ideato da Lyle Rains e disegnato e programmato da Ed Logg. In Asteroids il giocatore deve guidare una navicella spaziale attraverso un campo di asteroidi occasionalmente attraversato da dischi volanti: lo scopo del gioco è quello di colpire e distruggere gli asteroidi ed i dischi volanti senza entrare in collisione con essi e senza essere colpiti dal fuoco dei dischi volanti.

Originariamente il gioco, che si doveva chiamare Cosmos, era molto simile a Space Wars con la semplice aggiunta degli asteroidi come dettaglio estetico. Successivamente venne elaborata una nuova idea: i pianeti. Venne ideato un gioco, denominato Planet Grab, che consisteva nel “catturare” dei pianeti semplicemente toccandoli con la navicella, con la possibilità però di distruggere i pianeti presenti nello schermo mentre si combatteva con l’avversario. A dare la svolta definitiva al progetto fu Lyle Rains che due anni dopo Cosmos rielaborò quell’idea iniziale proponendo le basi dell’innovativo Asteroids, programmato poi magistralmente da Ed Logg. Gli effetti sonori furono invece curati da Howard Delman: per la musica di sottofondo scelse un tema dai toni molto bassi che ricordava il battito cardiaco e che aveva la particolarità di aumentare la frequenza dei “battiti” man mano che gli asteroidi sullo schermo diminuivano, per sottolineare l’aumento di tensione del giocatore stesso.

asteroids videata

Modalità di gioco

Il gioco è piuttosto semplice. Il giocatore comanda una navicella (rappresentata da un triangolo) intrappolata in un campo di asteroidi. Lo scopo è distruggere tutti gli asteroidi nelle vicinanze. Lo spazio in cui si muove la navicella è toroidale: questo significa che se un oggetto esce dalla parte destra dello schermo ricompare dalla parte sinistra, se esce dalla parte alta riappare nella parte bassa.

Gli asteroidi, una volta colpiti, si dividono in due frammenti più piccoli che a loro volta, se colpiti, si scindono in altri due frammenti minuscoli. La difficoltà principale è l’uso, per la prima volta nel panorama videoludico, di leggi fisiche reali all’interno dei meccanismi di gioco: in Asteroidsviene infatti introdotta l’inerzia che complica non poco le manovre d’evasione e rende ancora più pericolosi gli asteroidi: quando vengono colpiti, questi schizzano via in direzioni ed a velocità imprevedibili.

Un’altra minaccia arriva da un disco volante, una navicella aliena che fa saltuariamente comparsa nello schema di gioco: essa percorre lo schermo diagonalmente sparando in direzione del giocatore, rendendo l’ambiente ancora più pericoloso.

Il numero di asteroidi presenti all’inizio del 1º livello è 4: successivamente il numero aumenta di 2 per ogni livello fino a raggiungere il massimo di 12 (dal 5º livello in poi).

I Controlli

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A differenza della maggior parte dei videogiochi, il sistema di controlli di Asteroids era composto esclusivamente da pulsanti. I due pulsanti collocati a sinistra permettevano di ruotare l’astronave, rispettivamente in senso orario e antiorario. I due pulsanti a destra servivano, rispettivamente, a sparare e ad attivare il propulsore per muovere l’astronave. Il movimento dell’astronave era quindi gestito dall’uso combinato di tre pulsanti che richiedevano una buona di coordinazione tra le due mani, ma anche una grande abilità da parte del giocatore che, a seconda dei casi, doveva capire se spostare l’astronave fosse la soluzione migliore per sfuggire agli asteroidi o se invece potesse essere pericoloso.

Infatti, poiché il videogioco simulava in maniera decisamente efficace l’inerzia di un corpo che si muove nello spazio aperto, il giocatore era costretto ad utilizzare con molta attenzione il propulsore: premerlo troppo a lungo significava perdere il controllo dell’astronave, la cui traiettoria non poteva essere modificata se non ruotando la navicella e attivando nuovamente il propulsore. L’unico modo per frenare -senza aspettare la fine del movimento inerziale- era, invece, ruotare l’astronave di 180° e utilizzare il propulsore come freno.

Questo sistema di controllo impediva al giocatore di esagerare con le manovre evasive, che invece sarebbero state facilmente realizzabili tramite dispositivi di controllo più intuitivi, come un joystick o una trackball.

Al centro delle due coppie di pulsanti, collocato leggermente più in basso, vi era il tasto del teletrasporto, che faceva ricomparire l’astronave in un punto a caso dello schermo. Il suo utilizzo era altamente rischioso, in quanto l’astronave poteva riapparire sulla traiettoria di un asteroide: pertanto era un tasto da utilizzare esclusivamente in situazioni estreme, quando il giocatore si rendeva conto che comunque non avrebbe potuto salvarsi in altro modo.

Il Successo

Asteroids ebbe subito un enorme successo, perfino all’interno degli studi dell’Atari, dove i programmatori erano costretti a cacciare gli altri dipendenti dell’azienda dalle macchine prototipo. Anche il gruppo dirigenziale di Atari era entusiasta del nuovo gioco tanto che tagliò bruscamente la distribuzione di un gioco che aveva iniziato a far produrre soltanto qualche manciata di mesi prima, Lunar Lander. Addirittura le prime 200 macchine di Asteroids furono messe in commercio riutilizzando i cabinet di Lunar Lander, con tanto di decalcomanie attaccate.

La fiducia fu ben riposta in quanto in breve tempo il gioco spopolò in tutto il mondo divenendo l’arcade Atari più venduto di sempre, con 56.565 unità prodotte (47.840 con cabinet di tipo verticale e 8.725 con cabinet di tipo “a tavolino”).

Curiosità

  • A causa del limite per i punti fissato a 99.999 punti, se un giocatore otteneva un punteggio superiore il contatore semplicemente ripartiva da zero.
  • La prima versione del gioco conteneva un bug per cui se il giocatore si “nascondeva” nella porzione dello schermo riservata alla visualizzazione del punteggio, diventava immune alle collisioni con gli asteroidi.
  • La seconda versione del gioco conteneva un bug relativo al movimento: se la navicella veniva lanciata a tutta velocità verso il basso o verso sinistra e, mentre si continuavano a tenere accesi i motori, si ruotava la navicella nella direzione opposta, questa non rallentava.
  • Il gioco è contenuto come Easter egg all’interno dell’oscilloscopio Agilent HP 54622D, dove può essere attivato eseguendo una determinata sequenza di comandi, si accede al gioco.
asteroids e il suo ideatore ed loggetesto tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Asteroids

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