Gli Anni D’oro di: RENATO ZERO

Filmato d’epoca – 1972 Un provino d’eccezione con Loredana Bertè – Clicca Qui

VIDEO 2  – Renato Zero si confessa – Intervista con Mollica – Clicca

VIDEO 3   – VIDEO 4  – Due delle sue più belle canzoni – Il Cielo e La Favola Mia – Clicca  

Nella griglia  delle sue classifiche, alla fine del post ,  TUTTI I VIDEO dei suoi 45 GIRI – da non perdere assolutamente.

—————————————————————————————————————————

Renato Zero, nome d’arte di Renato Fiacchini (Roma, 30 settembre 1950), è un cantautore, cantante, showman attore cinematografico italiano.

Considerato un vero e proprio “cantattore” e chansonnier dalle grandi capacità istrioniche, provocatrici e trascinatorie, nel corso della sua lunga carriera ha pubblicato 34 album e scritto complessivamente più di 500 canzoni (alcune non ancora pubblicate), oltre numerosi testi e musiche per altri interpreti. Con più di venti milioni di copie vendute in oltre quarant’anni di attività, è uno dei cantautori italiani più amati, popolari e di maggior successo.

Renato Zero – Le Origini

Figlio di Ada Pica, un’infermiera, e di Domenico, un poliziotto di origine marchigiana, Renato vive la sua adolescenza nella borgata della Montagnola (esperienza che gli ispirerà la canzone “Periferia”, dall’album “EroZero”).
Frequenta le scuole fino alla terza media, poi va all’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione R. Rossellini, che lascia al terzo anno non già per scarsità di profitto ma per dedicarsi completamente alle sue passioni: la musica, la danza, il canto, la recitazione.

gli ex compagni di scuola lo ricordano come un giovane simpatico, perbene, vestito in modo tradizionale ed elegante (giacca e cravatta), e soprattutto con un bell’aspetto che molto attirava gli sguardi delle ragazze. Nel tempo libero si dedicava a suonare insieme ai compagni di scuola che invitava spesso a casa sua, in via Mario Musco, dietro la fiera di Roma. Le prime canzoni che lui e gli amici cantavano erano “cover” tratte da gruppi stranieri: si ricorda “I will stay by your side” dei Lollipop, e tante altre. Nel 1968, nasce il Beat Raduno, per premiare, con il Marchio Beat, gli artisti scelti da una giuria di giovani. Tra gli artisti premiati c’erano Maurizio Arena, Alberto Lupo, Isabella Biagini, Paolo Carlini. L’evento si svolse nella piazza di Monte Compatri, paesino nei pressi di Roma. Un gruppo di giovani, tra cui Loredana Bertè, ballavano su una pedana circolare, posta ai piedi del palco. Renato si esibiva, cantando con i The Spaectres Groups. Partecipa con gli amici del Beat Raduno al film di Fernando Di Leo “Brucia ragazzo, brucia”. Giovanissimo, inizia a travestirsi e ad esibirsi in piccoli locali romani, assumendo, come sfida verso i tanti denigratori («Sei uno zero», è la frase che si sente ripetere più spesso), proprio il nome di Renato Zero. A 14 anni ottiene il suo primo contratto, al Ciak di Roma, per 500 lire al giorno. Viene notato da Don Lurio, in una delle tante serate trascorse al Piper, noto locale notturno di Roma. Da qui, la scrittura per il gruppo di ballo I Collettoni, che fa da supporto a una giovanissima Rita Pavone nel suo show serale.

Registra anche alcuni caroselli per una nota marca di gelato. È proprio in quegli anni che nasce l’amicizia di Renato con Loredana Bertè e Mia Martini, trio che spesso girava la penisola in cerca di scritture. Proprio con Loredana fece parte de I Collettoni. Nel 1965, incide i suoi primi brani – “Tu”, “Sì”, “Il deserto”, “La solitudine” – che non verranno mai pubblicati. Per il primo 45 giri, bisogna aspettare il 1967: “Non basta sai/In mezzo ai guai”, prodotto da Gianni Boncompagni, anche autore del testo (le musiche sono invece di Jimmy Fontana), che vende soltanto 20 copie (verrà poi inserito come omaggio nel VHS “La notte di Icaro”, circa 20 anni dopo).

Interpreta la parte del venditore di felicità nel musical Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. Lavora come comparsa in alcuni film di Federico Fellini (Satyricon e Casanova) e fa parte del cast della versione italiana del musical Hair, insieme, tra gli altri, a Loredana Bertè e Teo Teocoli.

La Costruzione del Personaggio

Ma nell’atmosfera dei tardi anni sessanta, che si sta impercettibilmente spostando dalla ingenua fase del beat (1964-1967) all’impegno politico post-’68, Renato è ancora alla ricerca di un’identità.

Sarà nei primi anni settanta, con lo sviluppo completo del glam-rock, caratterizzato da cipria, lustrini e paillettes, che potrà proporre senza problemi il suo personaggio.

Questo personaggio provocatorio ed alternativo, che Zero racconterà in pezzi come “Mi vendo” (serio e volutamente sfrontato grido di un «prostituto felice») e, in genere, l’intero album Zerofobia, da “Morire qui” a “La trappola”, da “L’ambulanza” al brano-emblema della filosofia zeriana, “Il cielo”. Nel disco, è presente anche una cover in lingua italiana, di “Dreamer” dei Supertramp, qui divenuta “Sgualdrina”.
Al periodo successivo (Zerolandia, la terra promessa dell’amore e dell’amicizia, senza distinzioni sessuali) si ascrivono pezzi come “Triangolo”, “Fermo posta” e la fin troppo esplicita “Sbattiamoci”, che si fondono e si completano con accorati messaggi anti-aborto, già presenti nei primi album (“Sogni nel buio”), nonché anti-droga (“La tua idea”, interamente scritta da Renato, parole e musica, “Non passerà”, “Uomo no” e “L’altra bianca”) e contro il sesso troppo facile (“Sesso o esse”).

Nelle composizioni più recenti dell’artista, e ad esempio nell’album Il dono si alternano temi sociali (“Stai bene lì”, “Radio o non radio”, “Dal mare”) e spirituali-esistenziali (“Immi ruah”, “La vita è un dono”).

La forza di Renato Zero è stata quella di aver dimostrato la «normalità del diverso»: anch’egli, come e più degli altri – questo il messaggio – è capace di sentimenti d’amore, di rispetto, di solidarietà e di fede.

Il Rapporto col pubblico

E proprio questa personalità unica che cattura negli anni un pubblico numeroso, al limite dell’idolatria: i cosiddetti «sorcini», termine che ha poi sostituito quello originario di «zerofolli». La leggenda vuole che, nel 1980, trovandosi a Viareggio, mentre si spostava in auto, assediato dai fans che con i motorini sfrecciavano da tutti i lati, disse: «Sembrano tanti sorci». Da quel momento, i suoi ammiratori sono diventati ufficialmente «sorcini» e il cantante, per analogia, «il re dei sorcini». Nel 1981, ai suoi fan l’artista dedicò il brano “I figli della topa”, inserito all’interno di Artide Antartide e tenendo fede a ciò che aveva scritto nel brano, l’anno successivo, organizzò le “Sorciadi” presso lo Stadio Eucalipti nei pressi di Viale Marconi a Roma, partecipando di persona alla premiazione dei vincitori, con grande entusiasmo da parte dei giovani fans. Anche nel 2003 il cantante dedicò un brano ai suoi fan: “A braccia aperte” ed era incluso nell’album Cattura.

Anni Settanta: i primi album

Il 1970 è l’anno di Hair, versione italiana del Musical statunitense. Al progetto, oltre a Renato, aderiscono giovani di belle speranze quali Teo Teocoli e Ronnie Jones. Andrà in scena al Teatro Sistina di Roma.

Dopo aver firmato un contratto con la casa discografica Rca, con sede in Roma, alla fine del 1972 Renato entra subito in studio di registrazione con l’intenzione di realizzare un LP con un filo conduttore che legasse i brani l’uno con l’altro. Il disco uscì normalmente ma non soddisfò i discografici dell’Rca, perché si ebbe la sensazione di confondersi con altri cantautori. In seguito a ciò, si decise di cambiare l’atmosfera, inserendo nelle registrazioni pubblico e applausi. Come ha dimostrato Musica Leggera si tratta di un finto live, registrato in realtà nello studio “A” di via Tiburtina e nello studio Sonic di Aurelio Ciarallo e Franco Patrignani. Alle registrazioni furono poi aggiunti degli applausi finti, simulando quindi l’effetto di un disco dal vivo.

Nel 1974 nasce Invenzioni con brani dai testi un po’ forti per il periodo: “Qualcuno mi renda l’anima”, “L’evento”, “Tu che sei mio fratello”, “Depresso”, sono pezzi sintomatici di argomenti e situazioni che, in alcuni casi, Renato ha addirittura anticipato.

renato-zero-bei-tempi

Arriva il 1976 prepara un nuovo album e la sua prima tournée, entrambi con uno stesso filo conduttore: Trapezio. Renato stesso spiega il senso del suo nuovo lavoro: “Trapezio non è altro che la rappresentazione di una Broadway fallimentare, in decadenza, dove tutti i personaggi alla fine dello spettacolo si scoprono meno artisti ma più esseri umani, forse anche perché sconfitti. In generale il Trapezio è il circo, la scena della vita. Per un acrobata il momento più importante della serata è quando lascia la piattaforma, stacca i piedi dalla terraferma e si lancia nel vuoto. Se afferrerà il trapezio sarà un vincitore, un realizzato, in caso contrario… È una scelta che dura una frazione di secondo e proprio per questo è fondamentale. Questo succede anche nella vita quotidiana prima o poi a tutte le persone si presenterà l’occasione di lanciarsi nel vuoto, ma quante lo faranno? Quante avranno il coraggio sufficiente? I realizzati, gli espressi fino in fondo, per me sono coloro che si sono tuffati nel vuoto, che hanno rischiato. “Hanno arrestato Paperino” cioè la salvezza della nostra antica giovinezza, che è stata messa in galera per spaccio e detenzione, oppure “Il caos” che prende in considerazione l’incomunicabilità tra le persone. Per me le cose sarebbero molto più semplici se si uscisse in venti e non in due, mano della mano oppure soltanto con l’amico d’infanzia.

Gli+Anni+70+disc+1+zero70

Per la prima volta entra in classifica, nella Hit Parade dei dischi più venduti, il suo 45 giri “Madame / Un uomo da bruciare”, sale fino alla 15ª posizione. Sempre di questo periodo è la presenza nella trasmissione RAI Zero & Company.

È il 1977 e Renato si rimette al lavoro. La sua popolarità è aumentata vertiginosamente in un solo anno, l’artista si sente responsabilizzato e sa che non può fallire. Il suo cervello vulcanico partorisce Zerofobia e sarà la sua fortuna. Quando il disco viene dato alle stampe, l’accoglienza del pubblico è praticamente identica al precedente lavoro, cioè tiepida. La molla trascinante sarà il successivo spettacolo che prende lo stesso titolo dell’album, uno show con un tema ben identificato, quello di vivisezionare la nostra società, farla passare ai raggi X affrontando le figure base che accompagnano la nostra vita: il padre e la madre prima, l’amante poi, e per molti di noi la psicoanalisi, un “fenomeno” dei nostri tempi, ma allo stesso tempo, rappresentato come un grosso bluff.
Il disco avrà un grosso successo di vendite, così come il 45 giri Mi vendo/Morire qui.

 1978

Arriva il 1978 e Renato riunisce il suo staff di sempre: ha deciso di produrre da solo i suoi dischi. Crea la “Zeromania Music Edizioni” ed una nuova etichetta: “Zerolandia“, distribuita dalla casa discografica RCA. Dopo l’album precedente, il pubblico si aspetta sempre di più e l’artista pubblica Zerolandia, una sorta di viaggio senza passaporto, nella terra senza tempo e senza certezza. Brani come “La favola mia”, “Sogni di latta”, “Triangolo”, “Sesso o esse”, “Sbattiamoci”, “Una guerra senza eroi”, “Uomo no!”, diventano immediatamente dei veri e propri “cult” ed il 45 giri balza subito ai vertici della Hit Parade, così come l’album, ormai è successo pieno.

Il 1979 è l’anno della definitiva consacrazione. Nel mese di febbraio esce il suo primo (e finora unico) film da protagonista, intitolato “Ciao nì!”. È un successo di pubblico incredibile, supererà negli incassi addirittura il kolossal americano Superman.
Affitta un tendone dai circensi Togni e lo chiama Zerolandia. Pubblica un nuovo lavoro discografico intitolato EroZero, logica conseguenza del precedente. Il suo 45 giricontenente Il carrozzone/Baratto così come l’album stesso, arriveranno al primo posto in classifica dove rimarranno per ben otto settimane. A settembre vincerà la Gondola D’Oro grazie alle vendite del suo singolo.

 1979

Dopo EroZero prende l’avvio un nuovo progetto discografico il cui titolo provvisorio, che circola in via ufficiosa tra i fans, pare debba essere “Spiridiota”. Purtroppo un nastro con i provini delle canzoni viene sottratto dallo studio di registrazione e nel giro di pochi giorni circolano migliaia di cassette pirata contenenti i diversi brani intorno ai quali Renato stava lavorando insieme a Piero Pintucci. L’accaduto porta ovviamente all’annullamento del progetto. Alcuni dei brani circolati in versione pirata (“Al mercato dell’usato”, “Nafta”, ecc.) verranno ripresi solo alcuni anni dopo ne La coscienza di Zero (1991). Altri brani (“Le scale”, “N.U.”) sono tuttora inediti.

Dal 1980 al 1983: Tre anni di fortuna

È il 1980 e nel mese di maggio l’artista raduna i suoi collaboratori di sempre (Evangelisti, Conrado, Caviri, Cini, Pintucci) ed entra in sala d’incisione. I brani escono da soli tanto che Renato sarà costretto a pubblicare un doppio album, acquistabile anche singolarmente. Il disco, il cui titolo è Tregua, è dedicato al padre Domenico, scomparso nello stesso anno. Il 45 giri contenente Amico/Amore si, amore no arriva immediatamente al primo posto in classifica (ci resterà per ben dieci settimane) così come l’intero lavoro (dieci settimane anch’esso al numero 1).
È un album ricco di canzoni trascinanti oltre la “classifica” come “Niente trucco stasera”, “Fortuna”, “Potrebbe essere Dio”.

sorrisi-canzoni-tv-renato-zero

Il 1981 presenta un Renato ricco di sorprese e di trovate. A marzo pubblica il doppio live Icaro, contenente due brani inediti, “Chi più chi meno” e “Più su“, oltre alle sue canzoni più riuscite, rigorosamente dal vivo. È un successo senza precedenti per un disco “live”, arriva addirittura al primo posto in classifica. In estate, senza nessun preavviso, Renato pubblica un 45 giri con una canzone inedita, “Galeotto fu il canotto” e sull’altro lato, l’ormai famosissima “Più su“.
Subito dopo l’estate, l’artista raduna il suo staff (Conrado, Evangelisti, Baldan Bembo, Pintucci, manca il grande Ruggero Cini, perché prematuramente scomparso) e prepara il nuovo lavoro discografico. La sua intenzione è quella di rappresentare gli opposti: il bianco e il nero, il bene e il male, il polo sud e il polo nord. Tra ottobre e novembre Renato entra in sala di registrazione e il 1 dicembre presenta uno dei più bei dischi di tutta la sua produzione: Artide Antartide, grazie al quale vincerà il premio per il Disco più venduto dell’anno, (un milione di copie vendute). L’album contiene canzoni ancora oggi considerate dei capisaldi della sua produzione. “Ed io ti seguirò”, “Marciapiedi”, “Non passerà”, “Sterili”, “Padre Nostro”, “Il jolly”, “Gente”, “Stranieri”.

Nel 1982 partecipa come ospite fisso con un suo spazio autogestito, alla trasmissione di Rai1 abbinata alla Lotteria Italia, “Fantastico 3”, dove presenterà brani storici del suo repertorio, intervallati con altri della nuova produzione, raccolta nel doppio album “Via Tagliamento 1965/1970“. Il disco è un tributo al periodo del Piper ed arriva subito al primo posto in classifica dove resterà per ben 8 settimane consecutive. Il nuovo lavoro discografico sarà presentato proprio al Piper Club e furono invitati i frequentatori dell’epoca. Le canzoni più rappresentative di quel magico periodo sono: “Piper club”, “Che bella libertà”, “Resisti”, “Ragazzo senza fortuna”, “Angeli”, “Ci tira la Vita”, “Soldi” (sigla finale di Fantastico 3), “Viva la RAI” (sigla del suo spazio nell’ambito della trasmissione Fantastico 3), “Ancora fuoco”. Presenta in Radio (RAI), la trasmissione “Zerolandia Fermoposta”, il cui successo porterà alla luce altre due edizioni: “Zerolandia Fermoposta ci riprova” e nel 1983, “Zerolandia fermoposta in StereoZero”.

Renato Zero a Bussoladomani (Focette – Lucca)

Il 1983 è l’anno del Q Disc estivo Calore. Renato, per ringraziare il suo pubblico (i dischi, purtroppo sono molto cari e Renato ha pubblicato in 3 anni 4 album doppi di levatura eccelsa), esegue questo lavoro discografico che avrà un notevole gradimento (resterà 6 settimane consecutive al primo posto).
Sulle “Spiagge”, la “Voglia” di “Navigare”, con “Fantasia”.

Anni novanta: i Festival di Sanremo ed il ritorno al successo

Renato Zero a Sanremo 1991

Nel 1991 Renato Zero partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, con una canzone scritta per l’occasione da Mariella Nava: “Spalle al muro“. La sua esibizione, così come il significato del brano, ricevono un lunghissimo applauso con tutto il pubblico in piedi. Non vincerà il Festival (ne risulterà il vincitore morale, riscuotendo grande approvazione, specialmente dagli addetti ai lavori del Festival), ma sarà l’inizio di un nuovo successo di pubblico.

Il 1993, il suo nuovo lavoro discografico si intitola Quando non sei più di nessuno. Partecipa ancora una volta al Festival di Sanremo, presentando il brano, Ave Maria ed alla fine della sua esibizione, tutto il pubblico, in piedi, gli tributa un applauso di dieci minuti. Per questo lavoro ha convocato musicisti stranieri che hanno suonato con i grandi del rock e del blues, Centofanti, il Maestro Serio, l’Orchestra Sinfonica ed il Coro dell’Unione Musicisti di Roma. I testi dei brani contenuti nell’album sono tutti scritti da Renato Zero, fatta eccezione per “Figli della guerra” e “Casal De’ Pazzi” (liberamente tratto dagli scritti di P.P. Pasolini), per i quali ha chiesto la collaborazione di Franca Evangelisti. Le musiche sono state scritte ed arrangiate dal Maestro Renato Serio e da Dario Baldan Bembo. Contemporaneamente incide un mini CD, Passaporto per Fonòpoli (contenente un calendario disegnato da Giovanni Barca e la Tessera dell’Associazione) i cui proventi sono interamente destinati a Fonòpoli. Il CD in questione contiene 3 brani inediti (“Menefotto“, “I ragazzi nella pioggia” e “Giorni senza storia“) più “Ave Maria“, già inclusa nell’album.

Schermata 2014-02-12 alle 1.11.27 AM

Il 1993, sarà anche l’anno del suo ritorno alle scene, da cui mancava da tre anni, con la tournée ZerOpera, tenuta nei principali teatri italiani, eseguita insieme all’Orchestra Filarmonica di Parma. La prima data venne tenuta al Teatro Regio di Parma il 19 aprile. Scene di fanatismo e isteria impressionanti, si verificarono quel giorno, i sorcini, (molti sprovvisti di biglietto), presero letteralmente d’assedio il Regio per vedere il loro idolo, addirittura una zerofolle, per avere il biglietto, prese a pugni il vetro della biglietteria ferendosi alla mano. Il tour si concluse il 2 giugno allo Stadio Flaminio di Roma.

Il 1994 è l’anno de L’imperfetto. Il disco viene registrato e mixato presso lo Studio Fonòpoli di Roma con la partecipazione di 13 i musicisti e di coristi del calibro di Baraonna, Augusto Giardino e Pasquale Schembri. Tutto il disco è di grande spessore a livello di testi, musica e arrangiamenti, con sonorità rock.
Sempre dello stesso anno è la partecipazione di Renato alla Colonna Sonora (nella versione italiana) del film di Henry Selick (prodotto da Tim Burton) “Nightmare Before Christmas”. Le canzoni in cui è presente l’Artista sono “Re del blu re del mai“, “Cos’è“, “Assemblea cittadina“, “L’ossessione di Jack“, “Far Natale“, “Povero Jack” e “Finale/Reprise“. Inoltre presta la voce al personaggio Jack Skeletron nei dialoghi.

Nel 1995 pubblica il CD, omaggio per i 30 anni di carriera: Sulle tracce dell’imperfetto. In questo lavoro parteciperà l’Orchestra dell’Accademia Musicale Italiana diretta e arrangiata dal Maestro Renato Serio, oltre che i musicisti della ritmica (i collaboratori usuali di Renato). Il disco contiene il brano “I migliori anni della nostra vita“, titolo che sarà usato, inoltre, per presentare il Cofanetto natalizio contenente i due album L’imperfetto e Sulle tracce dell’imperfetto.

Il 1998 Renato pubblica il lavoro discografico che risulterà il “disco dell’Anno” e “l’Album più venduto nel 1998” (un milione e duecentomila copie): Amore dopo amore. L’Album è stato realizzato da Renato Zero e prodotto da Stefano Senesi, Phil Palmer, Stephen W. Tayler e Renato Serio con i musicisti dell’Orchestra Aurora ed arrangiata e diretta dal Maestro Renato Serio con i musicisti della ritmica.

Nel 1999, Renato pubblica l’album live Amore dopo amore, tour dopo tour,  registrato a Milano, al FilaForum di Assago, il 20 ottobre 1998 da Franco Finetti. I 5 brani inediti, sono stati registrati presso lo Studio Fonopòli di Roma: “Si sta facendo notte, “Che strano gioco è“, “Al buio“, “Il circo” e “Il coraggio delle idee“. Nello stesso anno viene pubblicato il cd singolo Il coraggio delle idee/Matti. Quest’ultima è una delle canzoni più conosciute dal pubblico televisivo, essendo ancora oggi sigla iniziale delle varie edizioni del programma “Ciao Darwin”.

 Album nelle classifiche italiane

Album di Renato Zero
Primo 1967 RCA 100.000
 
No! Mamma, no! 1973 RCA 100.000
Invenzioni 1974 RCA 100.000
Trapezio 1976 17 12 RCA 100.000
Zerofobia 1977 5 58 RCA 24 450.000
Zerolandia 1978 3 36 Zerolandia/RCA 7 900.000
EroZero 1979 1 26 Zerolandia/RCA 6 900.000
Tregua 1980 1 31 Zerolandia/BMG 3 1.000.000
Icaro 1981 1 37 Zerolandia/BMG 3 900.000
Artide Antartide 1981 1 29 Zerolandia/BMG 1 1.300.000
Via Tagliamento 1982 1 26 Zerolandia/BMG 12 700.000
Leoni si nasce 1984 1 17 Zerolandia/BMG 36 350.000
Identikit 1984 14 8 Zerolandia/BMG 85 100.000
Soggetti smarriti 1986 2 22 Zerolandia/BMG 26 300.000
Zero 1987 13 17 Zerolandia/BMG 58 150.000
Voyeur 1989 7 21 Zerolandia/BMG 32 250.000
Prometeo 1991 2 20 Zerolandia/BMG 30 350.000
La coscienza di Zero 1991 5 10 RCA 70 150.000
Quando non sei più di nessuno 1993 1 13 Zerolandia/BMG 38 250.000
Zerofavola**** 1993 6 17 BMG 250.000
L’imperfetto 1994 1 22 Fonopoli/Sony 22 350.000
Sulle tracce dell’imperfetto 1995 2 21 Fonopoli/Sony 19 350.000
Le origini**** 1996 10 12 BMG 76 100.000
Zero**** 1996 30 9 BMG 50.000
Zero 70**** 1997 4 15 BMG 77 250.000
Amore dopo amore 1998 2 51 Fonopoli/Sony 1 1.400.000
Amore dopo amore, tour dopo tour 1999 1 29 Fonopoli/Sony 14 500.000
I miei numeri**** 2000 4 15 Fonopoli/Sony 72 200.000
Tutti gli Zeri del mondo 2000 3 19 Fonopoli/Sony 53 300.000
La curva dell’angelo 2001 1 40 Tattica/Sony 10 550.000
Cattura 2003 1 53 Tattica/Sony 5 800.000
Figli del sogno 2004 2 39 Tattica/Sony (CD) 17
(DVD) 1
(CD) 400.000
(DVD) 400.000
Il dono 2005 1 35 Tattica/Sony-BMG 4 1.000.000
Renatissimo!**** 2006 3 40 Tattica/Sony-BMG 5 380.000
Doppio Zero*** 2007 23 11 Tattica/Sony-BMG  ?
Zero Infinito**** 2008 15 7 RCA Italiana/Sony-BMG 250.000
Presente** 2009 1 92 Tattica srl 2 400.000+
Segreto amore ***/* 2010 3 9 Tattica srl/IndipendenteMente 19 120.000

   

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

ranto sergreto amoreo

Singoli nelle classifiche italiane

Singoli di Renato Zero
Nome singolo Anno  Posizione
in class.
 Settimane
in class.
 Etichetta discografica  Classifica
annua
 
Non basta sai VIDEO 1967 RCA 100+
Inventi VIDEO 1974 RCA 100+
Madame VIDEO 1976 41 13 RCA 100+
Mi vendo VIDEO 1977 8 19 RCA 36
Triangolo VIDEO 1978 2 31 Zerolandia/RCA 10
Il carrozzone VIDEO 1979 1 19 Zerolandia/RCA 10
Amico VIDEO 1980 1 26 Zerolandia/BMG 5
Galeotto fu il canotto VIDEO 1981 3 20 Zerolandia/RCA 27
Viva la RAI VIDEO 1982 12 13 Zerolandia/RCA 79
Calore VIDEO 1983 1 20 Zerolandia/BMG 100+
Ave Maria VIDEO 1993 3 15 Zerolandia/BMG 55
Menefotto VIDEO 1993 7 15 Zerolandia/BMG 89
L’impossibile vivere   1998 1 7 Fonopoli/Sony 60
Cercami VIDEO 1998 3 14 Fonopoli/Sony 56
Dimmi chi dorme accanto a me   1998 4 6 Fonopoli/Sony 100+
La pace sia con te   1998 8 5 Fonopoli/Sony 95
Si sta facendo notte  1999 3 6 Fonopoli/Sony 91
Il coraggio delle idee    1999 10 3 Fonopoli/Sony 100+
Tutti gli Zeri del mondo   2000 1 10 Fonopoli/Sony 63
Innocente   2002 1 10 Tattica/Sony 91
Qualcuno mi ha ucciso   2002 14 8 Tattica/Sony 100+
A braccia aperte    2003 2 16 Tattica/Sony 47
Come mi vorresti   2004 7 8 Tattica/Sony 95

I singoli in cui viene segnalata la posizione nella classifica annuale con 100+, sono i singoli non rientranti nelle prime 100 posizioni della classifica italiana.

Renato Zero nelle classifiche italiane

Ad oggi, Renato Zero ha venduto circa 20 milioni di dischi in Italia (fra i quali, quasi 2 milioni di singoli) e altri 2 milioni nel mondo (principali paesi: Svizzera, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Regno Unito, Venezuela, Argentina, Brasile, Stati Uniti d’America e Canada) per un totale di circa 22 milioni di dischi.

Ad oggi, Renato Zero ha raggiunto il #1 della classifica italiana con gli album qui di séguito elencati:

  • EroZero – per 9 settimane
  • Tregua – per 12 settimane
  • Icaro – per 5 settimane
  • Artide Antartide – per 10 settimane
  • Via Tagliamento 1965/1970 – per 5 settimane
  • Leoni si nasce – per 1 settimana
  • L’imperfetto – per 1 settimana
  • Amore dopo amore, tour dopo tour – per 1 settimana
  • La curva dell’angelo – per 1 settimana
  • Cattura – per 2 settimane
  • Il dono – per 5 settimane
  • Presente – per 3 settimane

Insieme a Mina, Adriano Celentano, Claudio Baglioni, Antonello Venditti ed Pink Floyd , Renato Zero è l’unico riuscito ad avere album al #1 della classifica italiana in quattro decenni diversi (anni settanta, ottanta, novanta e 2000). In tutta la sua carriera, Zero è stato 46 settimane al #1 della classifica italiana.

Amore dopo amore è il suo album più venduto di sempre, con oltre un milione e quattrocentomila copie. Curiosamente, non raggiunse mai il primo posto in classifica: rimase però in top-10 per dieci mesi consecutivi.

Renato Zero resta l’unico artista italiano ad essere riuscito a piazzare cinque album doppi (Tregua; Icaro; Artide Antartide; Via Tagliamento 1965/1970; Amore dopo amore, tour dopo tour) al primo posto della classifica. Più volte, fra il 1978 e il 1982, si trovano due suoi album contemporaneamente nella Top 50. Quest’evento si è ripetuto anche nel 2010.

Renato Zero ha raggiunto più volte anche il Numero Uno della classifica dei singoli italiani:

  • Il carrozzone” – per 6 settimane
  • “Amico” – per 9 settimane
  • “Passaporto per Fonopoli” – per 3 settimane (EP o mini CD, contenente 4 brani, tra i quali “Ave Maria”)
  • “L’impossibile vivere” – per 1 settimana
  • “Tutti gli zeri del mondo” – per 2 settimane
  • “Innocente” – per 1 settimana

elt7

È ad oggi il solo cantante italiano ad aver ottenuto il Numero Uno dei singoli in 4 decenni distinti (anni settanta, ottanta, novanta e 2000).

Relativamente alla classifica di vendita dei DVD musicali (nata in Italia a fine 2003), Renato Zero ha raggiunto i seguenti Numeri Uno:

  • Figli del sogno – per 7 settimane
  • Zero 40 Live – per 1 settimana. Trattasi di riedizione su DVD del VHS omonimo pubblicato nel 1991
  • ZeroNoveTour – per 1 settimana

Figli del sogno è stato il DVD musicale più venduto del 2004.

Zero 40 è stato il 6º DVD musicale più venduto del 2008.

Tour

  • 1973 – No! Mamma, no! Tour
  • 1976 – Trapezio Tour
  • 1977 – Zerofobia Tour
  • 1978 – Zerolandia Tour
  • 1979 – La favola di EroZero
  • dal 1979 al 1983 – Natale a Zerolandia
  • 1980 – Senza Tregua
  • 1981 – Estate a Zerolandia
  • 1984/1985 – Identikit Tour
  • 1985 – Caravan Zero
  • 1985 – Capitan Zero
  • 1986 – Zero Tour
  • 1987/1988 – Zero Live
  • 1989/1990 – Voyeur Tour
  • 1990 – Voyeur Zerolandia Tour
  • 1990 – Stellarium Live
  • 1990 – Zero 40
  • 1993 – ZerOpera
  • 1993 – ZerOpera Estate
  • 1995 – L’Imperfetto in Tour
  • 1995 – Tutto Zero
  • 1998 – Tour dopo Tour
  • 1999 – Cantiere Fonòpoli
  • 2002 – Prove di volo
  • 2002 – Prove di volo Estate
  • 2004 – Cattura il sogno
  • 2004 – Il sogno continua…in tour
  • 2006 – Zero Movimento
  • 2007 – MpZero
  • 2010 – ZeroNoveTour
  • 2010 – Sei Zero

 Per saperne di più : http://fanclub.renatozero.com/  – (Sito ufficiale)

http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Zero

web



free counters

Chiunque vanti titoli sulle foto di questo articolo mi contatti subito per la loro immediata rimozione

Per contattare l’amministratore di questo sito invia una mail a: francoberte1963@virgilio.it

oppure mi invii un messaggio sulla pagina Facebook

Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*