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Storia dell’auto: CITROEN 2CV – (1948/1990)

Citroen 2CV

Citroen 2cv

La storia della  Citroen 2 Cv – Clicca Sopra

E’ impossibile ribaltare una 2 Cv …se non in retromarcia – Clicca sopra

VIDEO 2– Un giro su una 2 Cv Sahara a due motor – Clicca  

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La Citroën 2CV (deux chevaux – francese, letteralmente “due cavalli”, dalla valutazione dei cavalli fiscali in Francia) è un’autovettura utilitaria prodotta dall’industria francese Citroën dal 1948 al 1990.

Storia della Citroen 2CV

citroen 2cv prototipi
I prototipi del 1939 della Citroën 2CV

Dopo la scomparsa del fondatore André Citroën (1935) e la conseguente acquisizione da parte della Michelin, Pierre-Jules Boulanger si trovava a dirigere la gloriosa azienda produttrice della Traction-Avant ed a fare i conti con la nuova richiesta di locomozione autonoma della classe media. Le automobili, in Francia, non erano da tempo una novità, ma il prezzo di acquisto dei modelli prodotti restava proibitivo per le tasche di agricoltori, artigiani, piccoli professionisti ed impiegati.

Nel maggio del 1936, Boulanger dà il via al programma T.P.V. (Très Petite Voiture), basandosi su alcuni studi di forma eseguiti l’anno precedente da Flaminio Bertoni. La direzione del progetto viene affidata allo stesso Bertoni per la parte estetica ed a André Lefèbvre per quella meccanica.

Citroën 2CV 1949–1961

Le disposizioni di Boulanger sono semplici e, nel contempo, rivoluzionarie. La nuova vettura, di concezione particolarmente economica, dovrà essere in grado di trasportare “quattro passeggeri ed un sacco di patate a 60 chilometri all’ora con un consumo di tre litri per cento chilometri”. Le sospensioni dovranno permettere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle e la vettura deve essere concepita in modo semplice per permettere ai contadini di utilizzarla. Boulanger pretese inoltre che fosse possibile entrare a bordo con il cappello in testa.

Agli inizi del 1939 i primi due prototipi funzionanti sono pronti per essere esposti al Salone di Parigi, mentre inizia la produzione di 250 esemplari per le prove d’affinamento. Il conflitto mondiale interromperà di progetto T.P.V. che verrà ripreso nell’immediato dopoguerra.

citroen_2cv_prototipo_1939

Per inciso, la temuta prova di attraversamento del campo arato trasportando un paniere di uova venne davvero eseguita personalmente da Boulanger. La leggenda narra che il patron si mise alla guida della T.P.V., con tanto di cappello in testa, e fece un’andata e ritorno sulle zolle di un campo appena arato. Disceso dalla vettura controllò lo stato delle uova nel paniere e ne bevve anche una, forse al fine di controllare che non fossero uova falsificate.

2CV degli anni ’80

Conclusa la lunga parentesi bellica (durante la quale Boulanger aveva fatto “sparire” i prototipi demolendoli e nascondendone alcuni in un’azienda agricola), il cammino evolutivo della 2 CV riprende per arrivare ad essere esposta in forma definitiva al Salone di Parigi il 7 ottobre 1948. La 2 CV-A, nella sua primigenia livrea grigia voluta da Bertoni, viene presentata e descritta da un gongolante (con moderazione) Boulanger al meravigliato Vincent Auriol, primo Presidente della Quarta Repubblica francese.

citroen 2cv anni 80

L’accoglienza della stampa fu fredda ed in alcuni casi la 2CV fu addirittura derisa. Con grande scorno per i giornalisti invece, l’auto divenne ben presto un bestseller presso il ceto medio che poté anch’esso fruire di un mezzo di trasporto proprio.

Per avere un’idea del successo enorme riscosso dalla 2CV, basti pensare che, dopo pochi mesi dalla sua presentazione, si crearono liste d’attesa di ben tre anni e che, nel 1950, la produzione passò dalle originarie 4 a ben 400 unità al giorno.

Le principali attrattive della Citroen 2CV erano il prezzo d’acquisto (costava la metà di un Maggiolino), gli irrisori costi di gestione e la capacità di adattarsi a qualunque tipo di fondo stradale: grande tenuta di strada sull’asfalto e un eccellente comportamento sui percorsi accidentati. Le quattro porte, il tetto apribile ed il capiente bagagliaio, consentito dalla posizione anteriore del motore, le conferivano una versatilità veramente unica.

Citroën 2CV4 1975–1978

Nei successivi 42 anni ininterrotti di produzione la Citroen 2CV ha subito centinaia di piccoli aggiornamenti che non hanno però modificato la sostanza del progetto originale. Molte sono le automobili derivate dal progetto T.P.V. che vennero costruite per soddisfare le più svariate esigenze, come le Ami 6 e Ami 8, la Dyane e la Méhari.

Il 25 febbraio 1987 lo storico stabilimento di Levallois viene chiuso dopo aver sfornato 2.790.472 Citroën 2CV. La produzione continuerà in Portogallo fino alle ore 16.00 del 27 luglio 1990, quando l’ultima 2CV esce dallo stabilimento di Mangualde. I consuntivi delle unità prodotte di 2CV e derivate nelle varie fabbriche, sono da capogiro. Anche se i dati dei modelli FAF non sono conosciuti, si stima che le “figlie” del progetto T.P.V. siano state circa 10 milioni: 3.872.583 2CV berlina, 1.504.221 2CV Furgonetta, 1.443.583 Dyane, 1.840.159 Ami e 144.953 Mehari.

Citroen 2cv 1975
Citroën 2CV rossa del 1975

Dal punto di vista costruttivo, il livello di semplicità tecnologica che stava alla base della realizzazione della Citroen 2CV, la poneva all’epoca come una delle auto più economiche del mondo. Anche in seguito non usufruì di grosse modifiche, se si eccettuano alcuni aggiornamenti ai freni (passando ai dischi nel 1980) ed al motore, passato dagli originari 375 cc di cilindrata a 425 ed infine a 602 cc, ferma restando la originaria architettura del motore stesso (raffreddato ad aria).

Tra le caratteristiche più evidenti di questa semplicità costruttiva vi era il sedile posteriore sostituito da una pura e semplice panchetta. Inoltre, essendo il motore raffreddato ad aria, non vi erano radiatore e pompa dell’acqua, né termostato. Al momento del lancio, la 2CV disponeva delle seguenti caratteristiche:

  • motore anteriore
  • trazione anteriore
  • 2 cilindri contrapposti
  • cambio a 4 marce
Citroën 2CV Fourgonnette AZU 1955–58
Citroën 2CV Fourgonnette AZU 1955 1958

le sospensioni erano estremamente morbide, in maniera tale da permettere alla Citroen 2CV di poter accedere anche a terreni accidentati, mentre la trazione anteriore conferiva alla vettura una certa sicurezza di guida. Il motore adottato era un 2 cilindri boxer raffreddato ad aria da 375 cc di cilindrata. Il cambio era a 4 marce, soluzione d’avanguardia, all’epoca, per un’utilitaria. La 2CV disponeva inizialmente di un unico faro sia all’anteriore che al posteriore. Il tergicristalli era azionato da un meccanismo connesso alla trasmissione, che a sua volta azionava anche il tachimetro. In questo modo, maggiore era la velocità dell’auto, maggiore era la velocità con cui si muoveva il tergicristallo.

Motori

La 2CV era disponibile all’inizio della commercializzazione con un bicilindrico boxer da 375 cc. Questo propulsore era raffreddato ad aria e poteva sviluppare una potenza massima di soli 9 CV, pari a 6.5 kW. Una cifra che oggi potrebbe far sorridere, ma che all’epoca era all’incirca la norma per un’utilitaria, specie se molto essenziale e ridotta all’osso come la 2CV. La velocità massima raggiungibile dalla 2CV era di soli 65 km/h.

Citroën_Méhari_auto_epoca
Citroen Mehari la versione spiaggina

A partire dal 1955, fu introdotto un nuovo motore da 425 cc che la 2CV mantenne fino al 1968, anno in cui la gamma si sdoppiò: venne presentato un nuovo motore da 602 cc e 28 CV di potenza massima, mentre il motore da 425 cc fu portato a 435 cc. Contemporaneamente mutarono leggermente anche le denominazioni: la versione meno potente fu battezzata 2CV 4, mentre la versione più grande prese il nome di 2CV 6. Quest’ultima nel 1970 beneficiò di un incremento di potenza, salendo così a 33 CV. Il 1978 vide invece l’uscita di produzione della 2CV 4, lasciando in listino solo la motorizzazione maggiore.

Nel 1979 la potenza massima del bicilindrico da 602 cc scese a 29 CV, ma fu rivisto il resto della meccanica in maniera tale da ridurre i consumi e migliorare le prestazioni. A questo punto la velocità max della 2CV 6 era di 115 km/h.

 

  Quattro ruote motrici (4WD)

  • 2CV Sahara: il suo vero nome è AZ 4/4, era una versione a trazione integrale della 2CV. Era caratterizzata dal fatto di possedere due motori: uno anteriore ed uno posteriore, meccanicamente indipendenti. Questi propulsori, in grado di erogare 12 CV ciascuno, possedevano due serbatoi separati, uno per ciascun motore ed una sola leva del cambio che poteva comandare un solo motore (quello anteriore) oppure tutti e due insieme. Pensata inizialmente per le colonie francesi, divenne presto un oggetto di culto presso gli appassionati di fuoristrada.

citroen 2cv frontale

  • L’idea fu di un certo sig. Bonnafous che nel 1954 costruì artigianalmente il primo esemplare con due motori 375 cm³. Un agente Citroën venne a conoscenza di quest’auto fuori dal comune e molto versatile e fu così che Citroën decise di costruirla in serie. Il primo prototipo venne presentato alla stampa il 7 marzo 1958, assemblato nella fabbrica Panhard dove venivano montate le furgonette.

  • Dei problemi di raffreddamento del motore posteriore richiesero la realizzazione di un secondo prototipo, con la leva del cambio sul pavimento, presentato nel novembre del 1958. Il 9 settembre 1959 venne presentato il 3º prototipo (sempre senza fori nelle porte) e nel dicembre del 1960 cominciò la produzione in serie che terminò nel 1966, con 694 veicoli; nel 1971 venne assemblata in Olanda una 2CV partendo da pezzi rimanenti in magazzino.

 

image description

 Nel 1962 con l’indipendenza dell’Algeria, venne abbandonato per ragioni politiche il nome Sahara, anche se ufficiosamente restò. Secondo il censimento di un appassionato si stima che ne rimangano un centinaio. Per le prestazioni, la Casa dichiarava una velocità massima di 65 km/h con il solo motore anteriore in funzione, che diventavano però 105 con entrambi i motori in funzione

Allestimenti Speciali

Dalla seconda metà degli anni anni ’70, allo scopo restituire freschezza all’immagine della “2CV” progettata 40 anni prima, venne presa la decisione di affidare a Serge Gevin, designer del centro stile Citroën, di creare l’allestimento speciale “Spot” che, visto il successo, fu il primo di una lunga serie, comprendente gli allestimenti “Charleston”, “James Bond 007”, “France 3”, “Dolly”, “Cocorico” e “Perrier”.

Spot

CItroen 2cv spot

Commercializzata dal 10 aprile 1976, si caratterizzava per la carrozzeria bicolore bianco-arancio (blanc Meije – orange Ténérée) con interni e capote che riprendevano le stesse tonalità e con l’aggiunta di un telo parasole per la parte anteriore del tetto. I lotto dei 1.800 esemplari realizzati, andò esaurito in breve tempo.

Charleston

Citroën 2CV6 Charleston 1981–1990

 

Per il Salone dell’automobile di Parigi dell’ottobre 1980 venne approntato l’allestimento “Charleston” con verniciatura bicolore nero-bordeaux (nero – rosso delage) e filettature bianche. Riprendeva i temi stilistici degli anni trenta, sottolineati dai tessuti interni “pied de poule” e dalla denominazione dedicata al ballo di moda all’epoca.

 

Visto il precedente successo, si pensò di aumentare la tiratura a 8.000 esemplari che, tuttavia, risultò inadeguata alla domanda. Nel 1982 la Citroën decise di mettere l’allestimento “Charleston” in listino, ove rimarrà fino al termine della produzione, aggiungendo le nuove colorazioni nero-giallo e nero-grigio. Nel 2008 è stata lanciata una variante Charleston della Citroën C3 Pluriel con la classica colorazione nero-bordeaux.

James Bond 007

Nel 1982 venne proposto l’allestimento conseguente al film “Solo per i tuoi occhi“, appartenente alla saga James Bond, nel quale veniva utilizzata una 2CV gialla (jaune Helios AC 336) in spericolate acrobazie. La versione, realizzata in 700 esemplari, è colorata nell’identica tonalità di quella del film e dotata di adesivi riproducenti il logo “007” ed i fori delle pallottole.

France 3

In seguito alla sponsorizzazione del veliero “France 3”, concorrente all’America’s Cup, nel 1983 la Citroën approntò l’omonimo allestimento, anche venduto sui mercati esteri con la denominazione “‘Beachcomber” o “Transat“; quest’ultima per il mercato italiano. Verniciata di bianco con bande decorative bleu, questa versione fu complessivamente costruita in 4.000 esemplari.

Dolly

Nel 1985 viene presentata la versione “Dolly“, prevalentemente rivolta ad un pubblico femminile, che si distingueva per la verniciatura bicolore grigio-bianco, grigio-giallo o grigio-rosso e gli interni in panno grigio. La prima serie di 3.000 esemplari andò esaurita in pochi mesi e venne realizzata, nel 1986, una serie aggiuntiva con le nuove colorazioni bianco-rosso, bianco-verde, giallo-bordeaux e giallo-bleu, in 2.000 esemplari.

Cocorico

Citroen 2cv cocorico

Pensata per celebrare la partecipazione della nazionale francese alla Coppa del Mondo di calcio nel 1986, la “Cocorico” era verniciata in bianco con le fiancate bleu nella parte anteriore e rosse in quella posteriore, oltreché dotata di adesivi inneggianti la squadra. La nazionale francese venne però eliminata prima della finale e così gli adesivi furono eliminati. I mille esemplari costruiti vennero distribuiti esclusivamente sul mercato nazionale.

Perrier

Citroen 2cv perrier

L’ultimo allestimento speciale, la “Perrier” del 1988, è contraddistinto dalla verniciatura bianca, dalla capote verde e dotata di un piccolo frigo con capienza di sei bottiglie. Dedicata alla nota marca di acque minerali, si distingueva per gli interni verdi, i pannelli grigi con logo della “Perrier”, i copricerchi in plastica grigio metallizzato a tutta ruota, l’adesivo posteriore “Perrier” e l’adesivo riproducente una crepa lungo tutto il cofano, terminante in una statuetta di resina raffigurante uno scimmione che impugna una mazza. Costruita in 1.000 esemplari, La “Perrier” venne commercializzata esclusivamente in Belgio e Lussemburgo.

Hermes

Nel 2008, per celebrare il sessantesimo anniversario della “2CV“, al Salone dell’Automobile di Parigi è stata presentata la “2CV by Hermès“. Basandosi su una 2CV Special del 1989, la celebre casa di alta moda francese, oltre alla scelta del colore della carrozzeria, ha rielaborato, in chiave extra-lusso, gli interni dell’auto, con abbondante uso di pelle pregiata. A1182Testo tratto e modificato:  http://it.wikipedia.org/wiki/Citro%C3%ABn_2CV

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