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Chiude la SCUOLA RADIO ELETTRA – (1995)

Scuola Radio Elettra

scuola radio elettra
 
La “Scuola Radio Elettra” non e’ riuscita a sopravvivere al suo fondatore, morto l’ anno scorso. Dopo 45 anni di attivita’ la prima e piu’ nota scuola italiana per corrispondenza e’ stata “spenta” dal Tribunale di Torino, che l’ ha dichiarata fallita.
 

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Scuola Radio Elettra

La crisi in cui da tempo versava l’ “istituto” torinese si e’ dimostrata irreversibile. Inutile anche l’ estremo tentativo di salvataggio del gruppo “Marcon spa”, di Citta’ di Castello, gia’ titolare del marchio “Cepu” (Centri per la preparazione agli esami universitari), che da un paio di settimane l’ aveva preso in gestione.

Le famose dispense

Cosi’ alla sede di via Stellone numero 5 sono stati apposti i sigilli e le dispense multilingue sulle quali si sono “diplomati” migliaia di radiotecnici italiani e stranieri sono rimaste sugli scaffali a prendere polvere. Fra gli allievi, un nome famoso: Umberto Bossi. “La prima tappa del mio avvicinamento alla cultura fu la Scuola Radio Elettra”, racconta il leader della Lega nell’ autobiografia curata da Daniele Vimercati. Era stato il profugo polacco Tomas Carver Paszkowski, a fondare nel 1951, con l’ amico torinese Vittorio Veglia, la “Scuola Radio Elettra”. Paszkowski, che durante la guerra aveva aiutato molti suoi connazionali a scappare dalla Polonia, era fuggito a sua volta, stabilendosi a Torino, dove si era sposato con un’ italiana.

Per vivere fece svariati mestieri, dal commesso al rappresentante. L’ idea di aprire la scuola per corrispondenza era scoccata dopo che il profugo polacco e il suo amico torinese, benche’ digiuni di cognizioni tecniche, avevano riparato insieme un piccolo apparecchio radio. Quel successo aveva convinto i due sulla possibilita’ di insegnare per posta a migliaia di persone l’ arte di riparare radio nell’ anno del boom, mentre l’ Italia era ancora impegnata nella ricostruzione. Utilizzando proprio l’ invenzione di Marconi per reclamizzare l’ iniziativa, la “Scuola Radio Elettra” divenne negli anni Cinquanta la piu’ grande e piu’ nota scuola per corrispondenza.

    

In breve la fama travalico’ i confini nazionali e la scuola si espanse in Europa, con sedi in Francia, Germania, Belgio e nei Paesi africani dell’ area francese. Nell’ azienda, intanto, erano entrati anche i figli di Paszkowski, Riccardo e Marzio. La scolarizzazione di massa e il grande sviluppo della televisione hanno provocato nel tempo problemi sempre piu’ gravi alla “Scuola Radio Elettra”.

All’ inizio degli anni Ottanta Paszkowski, malato di cuore, si trasferi’ a Montecarlo, lasciando la gestione dell’ azienda al figlio Riccardo e a Vittorio Veglia. I tempi pero’ erano cambiati e la “Scuola Radio Elettra” perse il suo appeal e con esso a mano a mano anche i suoi studenti corrispondenti.

Il 1 novembre 1994 Tomas Carver Paszkowski muore a Montecarlo e qualche giorno dopo il giuri’ della pubblicita’ boccia una campagna della “Scuola Radio Elettra”: all’ azienda torinese viene contestata, in particolare, l’ affermazione inserita in un messaggio pubblicitario a proposito del “valore legale dell’ attestato di studio”. Da allora le cose sono andate sempre peggio fino alla dichiarazione di fallimento.      Articolo di Pisano Mario.

Oggi il marchio  Scuola Radio Elettra è stato rilevato e continua la sua attività  che così si potrae dal 1951. A0572

scuola radio elettra un manufatto

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4 Risposte a “Chiude la SCUOLA RADIO ELETTRA – (1995)”

  1. Buongiorno, sono un allievo diplomato della Scuola Radio Elettra,disgraziatamente o perso l’attestato,facendo alcuna indagine sul sito ho scoperto che non esiste piu ,mi domando come posso fare per avere un attestato conforme a l’originale visto che la sede di via Stellone numero 5 sono stati apposti i sigilli e le dispense multilingue sulle quali si sono “diplomati” migliaia di radiotecnici italiani e stranieri sono rimaste sugli scaffali a prendere polvere.( compreso io)
    desidero sapere se ci fosse qualcuno che mi potesse aiutare.grazie mille.
    Fabrizio

  2. Avevo dodici anni nel 1976 e studiavo in terza media. Affascinato dai fili che io padre montava per collegare i relè delle centrali elettromeccaniche Siemens a commutazione e rotazione all’ epoca impiegate dalla SIP, mi imbattei in una pubblicità della Scuola Radio Elettra, e così che, con
    l’ immenso sacrificio mensile di 12500 lire (ben oltre la mia “paghetta” dell’ epoca) al mese, aspettavo con ansia l’ arrivo di ciascuna delle 52 lezioni del corso Radio Stereo a Transistori recapitate a casa. La passione per l’ elettronica mi prese così, e mi portò al diploma prima e a studiare ingegneria poi. Quasi trent’ anni ho lavorato in R&D presso importanti aziende mondiali di telecomunicazioni, vedendo nascere ovunque le reti ottiche, fin dai sistemi plesiocroni, sincroni SDH, DWDM e alle attuali reti interamente ottiche, con belle soddisfazioni di lavoro all’ estero ed esperienze con colleghi di molte nazionalità. E’ con la nostalgia che si prova a pensare a quando si era giovani tanti anni fa, e alla curiosità di sapere cosa l’ allora futuro ci riservava di scoprire, e la voglia di conoscere, insaziabile, di quei tempi. E’ così che mi prende quel pizzico di dolce nostalgia nel vedere queste foto. Un saluto a tutti – Marco.

  3. ho lavorato nel laboratorio della SRE nel 1960. Mi ricordo Maggia, Vanzetti, Saba e altri ma di nessuno vi è più traccia su internet.

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