5GEN14 ai confini della realtà

ai confini della realtà serie tv

L’indimenticabile Intro della prima stagione – Clicca Sopra 

VIDEO 2 - Qui l’ Intro della terza stagione – Clicca

VIDEO 3 - Inizio di un episodio della seconda stgione – Clicca

VIDEO 4 - Spezzone episodio Tempo di Leggere – Clicca 

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Ai confini della realtà (The Twilight Zone) è una serie televisiva di genere fantascientifico trasmessa in tre diversi periodi dalla televisione americana. La serie classica, creata da Rod Serling e che vide tra gli sceneggiatori Richard Matheson e Ray Bradbury andò in onda dal 1959 al 1964, la seconda serie fu trasmessa dal 1985 al 1989, e la terza è andata in onda tra il 2002 e il 2003.

Seppure considerata fantascientifica, la serie in realtà esplorò raramente i temi classici della fantascienza, focalizzandosi invece su storie incentrate sulle vite di normali persone che venivano radicalmente cambiate dall’incontro con l’”ignoto”, con uno squarcio nella realtà che faceva diventare credibile anche l’impossibile.

Spesso, se non sempre con una morale finale, la serie contribuì a diffondere la fantascienza. Famosi i suoi switching endings, in cui la visuale dello spettatore veniva ribaltata con un colpo di scena finale che capovolgeva la prospettiva. Ogni episodio della serie originale era presentato da Serling, che introduceva lo spettatore nella vita di una persona che stava per cambiare per il suo ingresso nella zona “ai confini della realtà”.

Il titolo originale della serie, The Twilight Zone“La zona del crepuscolo”, è un termine in cui in aviazione si indica il momento in cui, in fase di atterraggio di un aereo, la linea dell’orizzonte scompare sotto il velivolo, lasciando per un attimo il pilota senza riferimenti. Inoltre, tale titolo per molto tempo si attribuì alla caratteristica dell’ideatore Rod Serling che, soffrendo d’insonnia, sembrava fosse solito registrarsi (nella luce del crepuscolo, metaforicamente, quindi) le tracce di quelli che poi divenivano gli episodi della serie.

Prima stagione de Ai confini della realtà

ai confini della realtà

Il 2 ottobre 1959 la serie iniziò sulla CBS, con l’episodio Where’s everybody?. Accolta da ottime recensioni, la serie tuttavia non incontrò immediatamente il favore del pubblico, e rimase a rischio di chiusura anticipata, almeno fino a novembre, quando andò in onda uno degli episodi più amati di tutte le stagioni, Time enough at last, con Burgess Meredith nei panni dell’ultimo uomo rimasto sulla Terra dopo un disastro nucleare: amante dei libri, pensa che si consolerà con la lettura, ma purtroppo rompe i suoi occhiali, e non c’è proprio nessuno che glieli possa riparare.

Third from the Sun e People Are Alike All Over, due altri classici assoluti, giocati tutti sul ribaltamento di prospettiva finale, e The after hours, in cui la protagonista scopre di non essere ciò che pensava, furono gli altri episodi memorabili tra i 36 della prima stagione, che infine ottenne anche un grande successo di pubblico, oltre a numerosi premi della critica. Rod Serling, Richard Matheson e Charles Beaumont scrissero tutte le sceneggiature, tranne una, e si ripeterono negli anni seguenti, con 127 dei 156 episodi della serie classica.

Seconda stagione de Ai confini della realtà

L’arrivo di un nuovo sponsor, la Colgate-Palmolive, fu motivo di sollievo per i creatori della serie, soprattutto dopo che il nuovo direttore della CBS, James Aubrey, si era scagliato contro il programma, minacciandone la chiusura perché troppo costoso.

Nonostante il clima di avversità in cui visse la serie, anche la seconda stagione produsse i suoi classici, tra i quali uno dei più famosi finali a sorpresa della storia del telefilm, l’episodio The eye of the beholder. Un giovanissimo William Shatner fu preda dell’euforia di conoscere il futuro in Nick of time, mentre Richard Matheson giocò ancora col cambio di prospettiva finale in The Invaders.

The Rip Van Winkle Caper fu uno dei classici episodi con morale finale, mentre in Will the real Martian please stand Up si ipotizzò la presenza di nuovi nemici per la Terra. Lo show ottenne nuovamente un grandissimo successo di critica, e fu confermato per la terza stagione.

Terza stagione de Ai confini della realtà

Ai confini della realta'

Il super lavoro delle stagioni precedenti portò Rod Serling a diminuire il suo intervento diretto nelle sceneggiature della terza stagione, comunque ricordata per alcuni classici, quali It’s a good life, la storia di un bambino con tremendi poteri psichici che tiene in ostaggio dei suoi capricci un intero villaggio, e Kick the can, in cui un gioco da ragazzi, calciare la lattina, avrà poteri miracolosi su un gruppo di anziani: entrambi gli episodi sarebbero stati reinterpretati nel film omaggio alla serie del1983, Ai confini della realtà.

Altri classici furono To serve man, in cui troppo tardi i protagonisti si accorgono che il significato letterale delle cose può essere pericoloso, The dummy, classica storia di un pupazzo che improvvisamente si anima, e Dead man’s shoes, in cui delle scarpe rischiano di portare la persona che le ha trovate su un sentiero di morte. L’episodio numero 100 della serie, I sing the body electric fu firmato da Ray Bradbury.

Problemi di sponsor spostarono la quarta stagione dello show da settembre a gennaio, mentre la presenza di Serling diventò meno appariscente quando l’autore fu chiamato ad insegnare dall’università presso la quale si era laureato.

Quarta stagione de Ai confini della realtà

ai confini della realtà

Già danneggiato dallo spostamento a gennaio, lo show ebbe altri problemi nella sua stagione più travagliata. Innanzitutto la decisione della CBS di portare la durata degli episodi a un’ora, che Serling e i suoi autori non condivisero, in quanto pensavano che l’efficacia delle storie si sarebbe “diluita”, poi vari problemi di lavoro e personali che costrinsero alcuni autori ad allontanarsi dalla serie: Serling diviso tra il nuovo impiego di professore e il lavoro di produttore, Beaumont debilitato da una grave malattia, e il nuovo produttore Herbert Hirschman trasferito a un altro show.

Tra le note positive della stagione, la nuova sigla di apertura, girata proprio da Hirschman, che presentava una porta, un occhio, e una finestra i cui vetri si rompono, in un’ambientazione che richiamava le opere di René Magritte e sarebbe stata poi ripresa anche nel film dedicato alla serie; e almeno due dei diciotto episodi da ricordare, No time like the past, classico sul tema dei paradossi dei viaggi nel tempo, e I dream of Genie, in cui un uomo non sa decidersi su cosa chiedere a un genio della lampada.

Al termine della stagione, fu presa la decisione di riportare il telefilm in autunno, e gli episodi alla loro durata originaria.

Quinta stagione de Ai confini della realtà

Malgrado il ritorno alla sua formula originaria, lo show era destinato a vivere la sua ultima stagione: il nuovo produttore, William Froug, ebbe vari scontri con i creativi, tanto da rinunciare a una sceneggiatura di Matheson, che poi sarebbe diventato un classico, The doll. Serling diminuì ulteriormente la propria presenza, anche perché stanco del super lavoro, e infine il network decise di cancellare lo show.

Ci fu una proposta di acquisizione da parte della ABC, ma Serling rifiutò di dare al programma la connotazione molto più “gotica” richiesta dalla rete. Nel corso dell’ultimo anno William Shatner fu protagonista di un altro classico assoluto, Incubo a 20.000 piedi, nei panni di un passeggero di un aereo che fa un incontro ravvicinato con un gremlin, Number 12 looks just like you denunciò i rischi dell’omologazione a un sistema totalitario, e in Night call un’anziana riceve una telefonata da molto lontano.

In questa ultima stagione, per problemi di sforamento del budget previsto, fu trasmesso l’unico episodio non prodotto appositamente per la serie, Un avvenimento sul ponte di Owl Creek, tratto da un celebre racconto di Ambrose Bierce, adattamento del cortometraggio francese La Rivière du hibou del regista Robert Enrico già vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, e che successivamente si aggiudicò anche il Premio Oscar (1964).

Il 19 giugno 1964 andò in onda The Bewitchin’ Pool, episodio numero 156 della serie, ultimo di quella che sarebbe diventata “la serie classica” dello show.

In Italia  

Ai confini della realtà è andato parzialmente in onda nei canali RAI (a partire dal 14 aprile 1962), Italia 1, Jimmy, Fantasy, Horror Channel e su alcune emittenti locali.

Riguardo alla “serie classica”, sono disponibili in italiano tutte e cinque le edizioni in DVD, nei cofanetti prodotti dalla Dall’Angelo Pictures e distribuiti dalla DNC, basati sulla “definitive edition” della versione americana: per la stessa casa di distribuzione è stato inoltre pubblicato il cofanetto “Ai confini della realtà – I tesori perduti”, contenente lo speciale del 1994 “Twilight zone – Rod Serling’s Lost Classics” e l’episodio della serie Westinghouse Desilu Playhouse intitolato “The Time Element”, mai uscito in home video, che può essere considerato il vero pilot di Twilight Zone (andò in onda per la prima volta negli USA il 6 ottobre 1958) ed è inedito in Italia.

ai confini della realtà tempo di leggereTesto tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Ai_confini_della_realt%C3%A0_(serie_televisiva_1959)

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