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AGIP – Storia del Logo – Carosello e Spot

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Carosello Agip con Franca Valeri – Clicca Sopra

 

Carosello Supecortemaggiore con Dario Fo – Clicca Sopra

VIDEO 3   – VIDEO 4 – VIDEO 5 – Carrellata di Carosello AGIP  

VIDEO 5 – Lo spot del 1987 con Gigi e Andrea – Clicca 

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L’Agip, acronimo di Azienda Generale Italiana Petroli, era una compagnia petrolifera italiana, di proprietà del gruppo Eni e da questa assorbita alla fine degli anni ’90 del XX secolo per diventarne la Divisione Exploration & Production.

Le prime fasi e lo sviluppo

Dal dopoguerra a oggi

Nel 1946 si ebbero scoperte di metano in quantità più che discreta, nel 1949 furono resi noti i grossi giacimenti di Caviaga e dintorni, infine avvenne la scoperta del più grosso giacimento di petrolio, in presenza del Ministro delle Finanze, Ezio Vanoni, e di un numeroso gruppo di giornalisti e fotografi a Cortemaggiore, vicino Piacenza; il nome della località divenne il nome del prodotto, usato poi in un importante slogan commerciale dell’Agip (SuperCortemaggiore, la potente benzina italiana).

Gicimento metano a Cortemaggiore 1950

L’Agip ebbe un’esclusiva per le prospezioni nella Val Padana, che escludeva anche le società private italiane come Edison e Montecatini anch’esse attive nella ricerca di idrocarburi nel sottosuolo nazionale, ed intorno a questa esclusiva nacque un contrasto con gli Stati Uniti, che propugnavano il libero mercato petrolifero.

Nel 1952, alla nascita dell’Ente Nazionale Idrocarburi (Eni), l’Agip ne costituiva la struttura portante.

Alla nascita dell’Eni, nel 1952, la nuova società bandì un concorso, aperto a tutti gli italiani, per l’ideazione di un marchio per la nuova benzina Supercortemaggiore;

Supercortemaggiore_logo_benzina del 1953

il successo fu notevole, più di 4000 proposte vennero presentate alla commissione incaricata di decidere.

Alla fine risultò vincitore il cane a sei zampe ideato dall’artista Luigi Broggini (che però non ne ammise mai la paternità) e rifinito dal designer Giuseppe Guzzi, che dal 1953 identificherà la nuova benzina.

Storia del Logo

All’inizio degli anni Cinquanta l’Agip immise sul mercato una benzina interamente lavorata in Italia, dalla materia prima (giacimento di petrolio di Cortemaggiore – PC, scoperto nel 1949) fino alla benzina raffinata.
Enrico Mattei (dal 1945 presidente dell’Agip) volle che ad ogni nuovo prodotto fosse associata un’immagine pubblicitaria che lo rendesse riconoscibile. Rifondò l’ufficio pubblicità e lanciò il nuovo prodotto con una campagna pubblicitaria in stile moderno, articolata su tre lati:

  • il nome: Supercortemaggiore;
  • lo slogan: “La potente benzina italiana”;
  • il marchio.

agip pubblicita 3

 

Fino ad allora, né l’Agip né i singoli prodotti avevano ancora avuto un loro marchio. Mattei allora decise di indire un concorso per l’immagine pubblicitaria dei due prodotti di punta della compagnia (Supercortemaggiore e Agipgas). Il concorso ebbe come oggetto la creazione di:

  • marchio dei due prodotti (40 × 20 cm);
  • cartelloni stradali (100 × 70 cm);
  • colorazione delle colonnine dei distributori.

agip pubblicita 5

Furono stanziati 10 milioni di lire come premio per i vincitori. Enrico Mattei incaricò il famoso architetto Giò Ponti di guidare la commissione (della quale facevano parte figure di primo piano dell’arte e del design italiani, come Mario Sironi, Mino Maccari, Antonio Baldini e Silvio Negro). Ponti fece pubblicare il bando in aprile sulla rivista da lui fondata Domus.
Fino al termine del 31 luglio, giunsero circa 4 mila bozzetti. Tra i disegni proposti prevalsero nettamente le fiamme, di ogni tipo e dimensione. Per il cartellone, invece, Giuseppe Guzzi presentò il disegno di un drago-cane nero a sei zampe che sputava una grossa fiamma rossa (in realtà opera dello scultore varesino Luigi Broggini).

I vincitori del concorso furono:

Agipgas gatto a tre gambe

  • cartellone di Supercortemaggiore: “cane a sei zampe” presentato da Giuseppe Guzzi;
  • cartellone di Agipgas: il bozzetto di Enzo Rota;
  • marchio Supercortemaggiore: i bozzetti presentati dai due artisti Carlo Dradi e Fulvio Pardi (con Giuseppe Guzzi terzo);
  • marchio Agipgas: il bozzetto di Egidio Matta, che aveva realizzato un gatto a tre zampe con la coda di fuoco.

Il logo definitivo rimase invariato al bozzetto originale eccetto per la testa del cane, inizialmente rivolta in avanti, poiché qualcuno obiettò che potesse incutere timore o spaventare; venne così girata all’indietro, in una posizione forse innaturale ma sicuramente dall’aspetto più familiare e rassicurante.

Il marchio con il cane a sei zampe venne presentato per la prima volta nel 1954 e subito divenne il marchio dell’Eni, nata l’anno precedente. Come autore del bozzetto figurò il designer Giuseppe Guzzi. Broggini non ammise mai la paternità dell’opera, che gli fu attribuita post-mortem in base alle testimonianze del figlio.

SUPERCORTEMAGGIORE_AGIP_LOGO_ORGINALE

Sia il cane che il gatto appaiono come esseri mostruosi, tipici di divinità o figure mitologiche ctonie (come Cerbero o la Chimera), come del resto è nella natura di una compagnia legata allo sfruttamento del sottosuolo. Si confonti a questo proposito anche il serpente-drago dalla lingua di fuoco disegnato nello stesso periodo da Federico Seneca per il lubrificante Energol della BP e commercializzato in Italia dall’Agip.

Srevizio assistenza auto mezzi stradali agip e aci 1956
Srevizio assistenza auto mezzi stradali agip e aci 1956

Secondo alcuni, esso sarebbe ispirato al fantastico drago Tarantasio, personaggio d’una leggenda lodigiana: quando fu scoperto il metano in quelle zone, infatti, si immaginò che l’animale, un tempo guardiano delle paludi e poi scomparso sotto terra dopo la loro bonifica, fosse riapparso in forma di gas. Il nuovo logo riscontrò i favori del pubblico oltre ogni più rosea aspettativa, tanto che dal 1962 il cane a sei zampe diventerà ufficialmente il logo con cui identificare l’Eni, l’Agip e tutte le altre aziende del gruppo. In virtù di questa rinnovata immagine aziendale, nel 1968 il logo fu oggetto di un re-design da parte della Unimark di Bob Noorda.

In particolare, Noorda “accorciò” il cane e ne ridusse l’inclinazione da 7° a 5° gradi, in modo da poterlo più facilmente inserire nella nuova palina da lui creata (un quadrato giallo con gli angoli smussati). Un ulteriore e leggero “accorciamento” del cane a sei zampe avvenne a gennaio 1998, sempre per mano di Bob Noorda, quando si trattò di dotare l’Eni (e di conseguenza anche l’Agip) di una nuova immagine aziendale in vista della trasformazione da Ente pubblico a Società per azioni.

Il 29 novembre 2008, con il restyling del marchio ENI, l’ENI inizia una strategia che prevede la graduale sostituzione del marchio Agip con il marchio ENI nelle sue stazioni di servizio. ( 2lug16 )

Di seguito carrellata di manifesti pubblicitari targati Supercortemaggiore/Agip:

Sito ufficiale: http://www.eni.com/it_IT/home.html

Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Agip

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Una risposta a “AGIP – Storia del Logo – Carosello e Spot”

  1. Buonasera,ricordo un carosello con l’attore Alberto Bonucci che in prossimità del distributore diceva-riecco l’occhietto rosso-.Vi chiedo come mai non si riesce a trovare una sola immagine di quello spot?Voi stessi nel l’elenco non lo nominate nemmeno…. se fosse possibile posso avere una foto?
    Grazie,saluti Giuseppe

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