I Grandi Dello Sport: NIKI LAUDA

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NIKI LAUDA FERRARI 312 T 1975

Tributo a Niki Lauda – Clicca  Sopra

 VIDEO 2 -  Intervista del 1974 a Lauda e un giovanissimo Montezemolo – Clicca 

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Niki Lauda

Andreas Nikolaus Lauda (Vienna, 22 febbraio 1949) è un ex pilota automobilistico austriaco di Formula 1, successivamente uomo d’affari e fondatore delle compagnie aeree Lauda Air e Niki, e dirigente sportivo.

È stato tre volte Campione del mondo nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren. Ha disputato 171 Gran Premi vincendone 25 e segnando 24 pole-position e altrettanti giri veloci.

Lauda ha avuto una carriera sportiva di grandissimo livello, guidando in Formula 1 per la March, la BRM, per la Ferrari, per la Brabham e, infine, per la McLaren. Insieme a piloti quali Fangio, Moss, Clark, Stewart, Prost, Senna e Schumacher, viene considerato un fuoriclasse della Formula 1.

Era soprannominato “Il computer”, a causa della sua incredibile capacità di individuare, al pari di un elaboratore, tutti i difetti, anche i più piccoli, della vettura che guidava e per la meticolosità con cui metteva a punto il proprio mezzo meccanico (affermava che preferiva il suo fondoschiena ad un bel viso, proprio perché era convinto, a ragione, che una vettura si guida soprattutto “con il sedere”). A supportare tale soprannome, anche caratterialmente si mostrava freddo, poco emotivo e molto determinato, specialmente agli occhi di chi non era a stretto contatto con lui (stupisce, ma fino ad un certo punto, la sua amicizia vera con il rivale James Hunt, suo compagno di gavetta nelle formule minori, ma agli antipodi come personalità, atteggiamento e stile di vita). Perfino il suo stile di guida era privo di fronzoli e, cosa che notavano soprattutto gli appassionati, scarsamente divertente, ma, visti i risultati, molto efficace

Carriera

Gli inizi in Formula 1 (1971-1973)

niki lauda 1972 march

Debutta in Formula 1 nel Gran Premio d’Austria del 1971 al volante di una March con cui correrà anche la stagione successiva senza mai ottenere punti iridati.

Nel 1973 corre con la BRM ed in Belgio conquista un ottimo quinto posto e i suoi primi punti. Grazie alla bellissima prestazione nel successivo Gran Premio di Monaco viene notato da Enzo Ferrari che lo assume nella sua Scuderia per la stagione 1974.

niki lauda brm formua uno

Ferrari (1974-1977)

ferrari 1976 niki lauda incidente

L’ingaggio fu favorito da Clay Regazzoni, suo compagno alla BRM nel 1973, che per il 1974 sarebbe tornato al volante della Ferrari, fatto che però provocò qualche polemica a causa dell’esclusione di Arturo Merzario e anche perché il pilota austriaco, a parte in occasione del gp di Monaco, non aveva fatto vedere molto altro.

Niki Lauda in prova sul circuito del Nürburgring durante il Gran Premio di Germania 1976, un giorno prima del suo drammatico incidente.

Lauda si dimostrò però subito molto competitivo, cogliendo vittorie Spagna e Olanda e ben nove pole position, anche se fu Regazzoni a sfiorare il titolo mondiale fino all’ultima gara.

Nel 1975 la velocità di Niki, unita alla competitività della Ferrari 312T, rappresentarono un binomio quasi invincibile, che conquistò il titolo mondiale nella gara di Monza. La stagione successiva pareva avviarsi ad essere la naturale evoluzione della precedente, con una sequenza di vittorie e piazzamenti che sembravano lasciare pochi dubbi sull’esito finale del campionato. Il 1 agosto 1976, però, durante il Gran Premio di Germania, corso sul pericoloso circuito del Nürburgring, Lauda ebbe un gravissimo incidente, rimanendo intrappolato nella vettura in fiamme CLICCA QUI  . Grazie al coraggio dei colleghi Harald Ertl, Guy Edwards e Arturo Merzario, riuscì a salvarsi, anche se le sue condizioni rimasero gravissime per diverso tempo, non tanto per le pur gravi ustioni subite dal pilota (ancora oggi il suo volto risulta sfigurato), quanto per aver inalato i velenosi fumi della benzina.

niki lauda incidente crash dramma formula uno

lauda ringrazia merzario autosprint 1976

Mentre era lontano dalle piste, James Hunt fu in grado di recuperare gran parte dello svantaggio accumulato in campionato, proponendosi come principale avversario del pilota Ferrari. Lauda, mostrando grandissimo coraggio, tornò al volante dopo solo 40 giorni dall’incidente, al Gran Premio di Italia, Niki giunse 4° in gara, raccogliendo punti importanti per la lotta per il titolo. Il duello con Hunt proseguì fino all’ultima gara, il Gran Premio del Giappone sul circuito del Fuji. La gara venne corsa sotto una pioggia torrenziale, e Lauda, nel corso del secondo giro, preferì fermarsi ai box e ritirarsi per la pericolosità delle condizioni. Hunt proseguì ed ottenne il piazzamento necessario a vincere il titolo, con un punto soltanto di vantaggio sul ferrarista. Il comportamento di Lauda, peraltro comprensibile visto quanto successo poco tempo prima, gli attirò grosse critiche da parte della stampa italiana e da parte della Ferrari, cosa che compromise il rapporto fino a quel momento ottimale.

Nel 1977, ancora alla Ferrari, Lauda si dimostrò costante anche se non sempre vincente, ottenendo il secondo titolo con diverse gare d’anticipo. Questo risultato, unito alla definitiva rottura dei rapporti con la Ferrari, gli fece saltare le ultime gare, in cui la squadra italiana schierò Gilles Villeneuve, suo sostituto per il 1978.

Brabham (1978-1979)

niki lauda brabham

Nel 1978 Lauda si trasferì alla Brabham-Alfa Romeo, che proponeva soluzioni tecniche di avanguardia. In quella stagione però c’erano scarse possibilità di successo contro le Lotus 79 ad effetto suolo, e Lauda ottenne solo due vittorie. La prima, in Svezia, fu ottenuta con la vettura dotata di un ventilatore per l’estrazione dell’aria dal fondo della vettura, subito messo al bando dalle autorità sportive, mentre la seconda arrivò al Gran Premio d’Italia, dopo la penalizzazione di Andretti e Villeneuve per partenza anticipata. Il 1979 fu ancora più avaro di soddisfazioni, con soli due piazzamenti nei punti ed una serie di ritiri per problemi tecnici; vinse il Gran Premio Dino Ferrari, non valido per il campionato, che si svolse a Imola la domenica seguente al Gran Premio d’Italia . Nel corso delle prove del successivo Gran Premio del Canada decise di ritirarsi dalla Formula 1.

Il Primo ritiro (1979-1981)

Nel 1979 si ritira improvvisamente dalle corse per dedicarsi allo sviluppo della propria compagnia aerea, la Lauda Air.

lauda airlaines

McLaren (1982-1985)

niki lauda mclaren mp4 1984 Lauda guida la McLaren MP4/2 nel 1984.

Nel 1982 ritornò alle competizioni con la McLaren, tornando alla vittoria già dopo poche gare. Dopo aver contribuito alla fase di sviluppo del motore TAG-Porsche per la McLaren, nel 1984 conquistò il titolo mondiale contro il compagno di squadra Alain Prost, battuto a fine stagione per solo mezzo punto. La stagione successiva lo vide vittima di una serie di inconvenienti tecnici che lo convinsero ad annunciare il suo ritiro per fine stagione, già durante il Gran Premio d’Austria. Prima del definitivo ritiro, vinse comunque il Gran Premio d’Olanda.

Il Secondo ritiro

Dopo il ritiro dalle competizioni attive, oltre ad occuparsi della propria compagnia aerea, ha svolto la professione di commentatore televisivo per emittenti di lingua tedesca, ed è stato consulente di diverse squadre, tra cui Ferrari e Jaguar, per quanto riguarda problemi organizzativi e gestione della squadra.

Risultati in F1 

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