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Muore DIANA SPENCER – I fatti e le foto – ( 31/08/1997 )

Diana Spencer

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Dal settimanale – CHI – Mondadori

Gli ultimi istanti – Clicca Sopra  

VIDEO 2 – La ricostruzione di quei momenti – Clicca 

VIDEO 3 – VIDEO 4  –  Diana Spencer – Il funerale – Elton John in Chiesa – Clicca  

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La notte del 31 agosto 1997 muoiono in un incidente stradale avvenuto presso la galleria dell’Alma, Lady Diana Spencer, Dodi Al-Fayed e l’autista della loro macchina Henri Paul. Sulle cause dell’incidente sono state fatte numerose ipotesi e sono state operate delle vere e proprie speculazioni mediatiche su di un vasto complotto che vedrebbe i mandanti in alcuni membri della famiglia reale e attuatori i servizi segreti (MI6).

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La morte di Diana Spencer – Versione Ufficiale

Secondo la versione ufficiale l’autista Henri Paul era ubriaco e nella fretta di seminare i paparazzi ha causato l’incidente. L’ingegner Mauro Balestra, esperto tecnico giudiziario svizzero, specializzato nella ricostruzione di incidenti stradali, utilizzando recenti e sofisticati programmi di calcolo, ha sgombrato il campo da alcune supposizioni avanzate dopo quella fatidica notte del 31 agosto.

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La velocità della Mercedes S280 (di serie, non blindata) non poteva essere superiore a 150 km/h all’ingresso della curva dove la strada cambia pendenza e scende verso la galleria del ponte dell’Alma. Su questo concordano i calcoli del computer e l’esperienza diretta. Una velocità superiore infatti avrebbe impedito alla vettura d’imboccare la galleria, perché avrebbe sbandato prima, urtando il muro sulla destra. Secondo la ricostruzione al computer effettuata dall’ingegner Balestra, anzi, la vettura potrebbe essere arrivata sulla curva a una velocità prossima ai 110 km/h. Non sono poi così rari i parigini che tutti i giorni affrontano quel tratto di strada ad andature simili, anche se il limite in quel punto è di 70 km/h.

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Un altro elemento è stato individuato con precisione: la S280 ha urtato il tredicesimo pilastro a 85–90 km/h. Non di più. È a questo punto che si delinea la prima, grave, responsabilità di chi ha realizzato quelle infrastrutture stradali. Nonostante ogni giorno siano migliaia i parigini che percorrono quella galleria nei due sensi, i piloni non sono protetti né da “guard-rail” né da barriere di cemento. Non a caso, le tracce dell’incidente del 31 agosto si mescolano a quelle di tanti altri urti contro le pareti e i piloni da parte di meno famosi automobilisti.

All’origine della sbandata non controllata del guidatore (con elevato tasso alcolico nel sangue e tracce di psicofarmaci per la depressione riscontrati dagli esami medici) c’è una Fiat Uno bianca proveniente dal controviale che confluisce nel corso Albert 1er, urtata di striscio dalla Mercedes.

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In quel tratto di strada la segnaletica è carente. Non indica alle vetture che, come la Mercedes sopraggiungono veloci sulla strada a due corsie, dalla destra s’immette una via con diritto di precedenza. Infatti in mancanza di altra indicazione, lo stretto controviale, immettendosi da destra, ha la precedenza.

Il fatto di non aver utilizzato la cintura di sicurezza (la guardia del corpo seduta accanto al guidatore era l’unico ad indossarla e l’unico ad essersi salvato) da parte dei due passeggeri dei sedili posteriori (Diana e Dodi) ha diminuito in maniera drastica le loro probabilità di salvezza. I due infatti erano seduti in una zona dell’abitacolo rimasta integra e l’impatto contro un ostacolo stretto come un pilastro ha sì causato ingenti deformazioni della vettura (pericolose, semmai, per chi sedeva davanti), ma ha anche limitato di molto le decelerazioni sui passeggeri posteriori.

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Morti sospette

Alla morte della principessa, seguono suicidi o incidenti di persone vicine alla defunta o al caso della sua morte:

La prima morte collegata alla storia della Principessa, è stata quella della guardia del corpo Barry Mannakee, con il quale ebbe una relazione a Kensigton House. La guardia fu trasferita, e rimase successivamente vittima di un incidente in moto in Scozia nel maggio 1987. Questa però non è inerente alla lista delle morti collegate all’incidente, ma permane per le cause irrisolte.

Il fotografo James Andanson viene trovato morto nel 2004 in un bosco, a seguito di un presunto suicidio, nelle campagne francesi di Montpellier. Alla sua morte fa seguito quella di Frederic Dard, lo scrittore al quale Andanson confidava d’esser stato presente con la sua Fiat Uno nel Tunnel de l’Alma.

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La principessa in una lettera scritta pochi mesi prima del decesso e consegnata all’ex maggiordomo accusa Carlo di volerla uccidere simulando un incidente d’auto. La missiva, a lungo ignorata, è stata acquisita dall’inchiesta in corso nel Regno Unito sulle cause della sua morte.

L’intera vicenda è stata ripresa più volte in ambito cinematografico. Il primo film sul caso è di Francis Gillery, regista e scrittore, che ha girato Lady Died e curato un documentato libro. Sulla morte di Lady Diana, la band dei Cranberries ha composto la canzone Paparazzi on mopeds. La cantante del gruppo, Dolores O’Riordan, è stata molto colpita dalla morte della principessa che aveva conosciuto tempo fa, la quale si era anche congratulata con lei per il suo talento di musicista. A0956

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Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Morte_di_Lady_Diana_Spencer

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