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Storia dell’auto: SIMCA 1000 – (1961/1978)

Simca 1000

1963 Simca 1000

Simca 1000

La Simca 1000 è stata un’autovettura prodotta dal 1961 al 1978 dalla casa automobilistica francese Simca.

Una bella presentazione della Simca 1000 – Clicca Sopra

VIDEO 2 – Alcune “evoluzioni” di Simca 1000 – Clicca 

simca 1000

Poco prima del debutto ufficiale, la Simca 1000 fu oggetto di una presentazione in anteprima alla stampa, tenutasi sul circuito di Monthléry. In questo modo fu possibile per i rappresentanti delle testate specializzate dare una prima occhiata alle qualità dinamiche della vettura su pista.

La presentazione ufficiale della vettura avvenne però il 10 ottobre del 1961 al Salone di Parigi, l’ultimo ad essere ospitato al Grand Palais della capitale francese (dall’anno seguente si terrà al Parc des expositions de la porte de Versailles, ossia al quartiere fieristico). Alla presentazione della vettura furono presenti diverse personalità di spicco della politica, dal presidente francese Charles De Gaulle allo Scià di Persia. La nuova 1000 fu insomma una delle reginette della kermesse parigina.

Design interno ed esterno

Simca_1000 interni e strumentazione 1963

Frutto di un lavoro congiunto del centro stile Simca e di quello della Fiat, la Simca 1000 deve le sue linee a Mario Revelli di Beaumont, un designer autonomo che amava prestare servizio presso varie Case, senza mai fossilizzarsi su una in particolare. In ogni caso fu notevole il suo apporto alla Casa francese e la 1000 rimase senza dubbio il suo lavoro più noto tra quelli realizzati per la Simca.
Quella della Simca 1000 era una linea piuttosto classica ed a prima vista alquanto convenzionale, per via delle sue linee squadrate e della sua impostazione a tre volumi fin troppo ben definiti.

simca 1000

Ma non mancano le particolarità: in primo luogo, il frontale era caratterizzato da proiettori tondi con luci di posizione sottostanti; in mezzo campeggiava la finta presa d’aria che rendeva meno vuota la vista anteriore. Il tratto più caratteristico della zona anteriore era però dato dagli scalini longitudinali sui lati del cofano (tramite il quale si accedeva al vano bagagli, visto che il motore era posteriore), i quali arrivavano fino alla base del parabrezza per proseguire allo stesso modo anche in coda, sul cofano motore. Quest’ultimo tradiva la presenza del propulsore grazie alle grigliature. Sempre in coda trovavano posto i fari posteriori di forma circolare. Per quanto riguarda la fiancata, la linea di cintura piuttosto alta rendeva massiccia ma poco agile la vista laterale, mentre un’altra particolarità era data dalla scanalatura longitudinale che correva lungo il tetto.

L’abitacolo era piuttosto spazioso, ma solo per quattro persone, poiché un eventuale quinto passeggero risulterebbe decisamente sacrificato: l’utilizzo di superfici piane per la forma della carrozzeria, se da una parte ha reso un po’ troppo elementare l’aspetto della vettura, dall’altra ha contribuito ad ottimizzare lo spazio interno. Il bagagliaio, sistemato anteriormente, era di discrete dimensioni (180 litri), grazie anche all’assenza del serbatoio (posto subito dietro il divanetto posteriore), ma la sua forma era molto irregolare per cui risultava difficoltoso inserire eventuali bagagli.

simca 1000

Il posto guida è caratterizzato da un volante piuttosto basso e da una pedaliera un po’ disassata verso destra. Il cruscotto era composto da uno strumento principale che integrava il tachimetro ed il contachilometri, e da due strumenti più piccoli, posti ai lati dei primo, che contenevano invece gli indicatori del livello carburante, della temperatura dell’acqua, della pressione dell’olio e degli indicatori di direzione. Sul lato destro la plancia era provvista di un vano portaoggetti.

Struttura, meccanica e motore 

Simca 1000 Special 1 1968 catalogo

Anche dal punto di vista tecnico, la Simca 1000 è stata sviluppata in collaborazione con la Fiat, per cui molte soluzioni tecniche sono riprese dalla normale produzione in grande serie della casa torinese. Vale la pena menzionare che tra i tecnici incaricati di portare avanti il progetto della 1000 vi fu anche quel Rudolf Hruska che dieci anni più tardi sarà uno dei personaggi chiave nella produzione automobilistica dell’Alfa Romeo.
Molte delle componenti meccaniche della 1000 furono mutuate dalla Fiat 600. La stessa disposizione del motore e la trazione posteriore sono caratteri che derivano dalle impostazioni della Casa italiana (ricordiamo che analogamente anche la Aronde, meccanicamente derivata dalla Fiat 1100, era a motore anteriore).

simca 1000

Di derivazione Fiat le sospensioni, tutte a ruote indipendenti, con avantreno a balestra trasversale e retrotreno a bracci oscillanti e molle elicoidali. Sui due assi cono inoltre presenti ammortizzatori idraulici telescopici. L’impianto frenante era di tipo idraulico, con tamburi sulle quattro ruote e freno a mano meccanico agente sul retrotreno. Lo sterzo era del tipo a vite e rullo, ovviamente non ancora servoassistito.

simca 1000

Tutte queste caratteristiche non sono state però riprese di sana pianta, ma sono state oggetto di alcuni ritocchi, come per esempio la presenza di perni autolubrificanti e di un ammortizzatore idraulico nello sterzo. Va inoltre sottolineata la presenza di un massiccio supporto in acciaio in corrispondenza del retrotreno: si tratta di una soluzione mutuata dalla Chevrolet Corvair, della cui analisi da parte dei tecnici Simca si era già parlato in precedenza. Questo telaietto ausiliario a forma di “V” serve a sostenere il gruppo motopropulsore ed il retrotreno stesso.

La Simca 1000 era spinta da un motore interamente progettato e realizzato dalla Simca, e quindi che rompeva con la tradizionale familiarità dei motori delle due Case: si trattava di un motore sistemato in posizione posteriore longitudinale ed inclinato di 15° a sinistra per ridurre gli ingombri in altezza. Tale motore, della cilindrata di 944 cm³, fu il primo di una serie di motori noti come Serie 315. Una delle poche concessioni alla Fiat per quanto riguardava il motore fu la posizione del radiatore, posto di lato come sulle 600. La potenza massima raggiunta da questo motore era di 45 CV SAE (o 34 CV DIN), sufficienti per spingere l vettura ad una velocità massima di 125 km/h.

Simca 1000 Rally 2
Simca Rally 2

Quanto al cambio, anch’esso celava una caratteristica particolare: si trattava infatti di un cambio manuale a 4 marce apparentemente normalissimo, se non per il fatto di possedere 4 marce sincronizzate e ancor più per il fatto che i sincronizzatori erano stati realizzati dalla Porsche.

simca rallye 2

Nel dicembre del 1977 fu presentata  la Rallye 3, versione sportiva della 1000 ristilizzata, con stesso 1.3 della Rallye 2, ma ancor più potente con i suoi 103 CV, ed in grado di spingere la vettura fino a 183 km/h. La Rallye 3 fu l’unica versione del nuovo corso a mantenere la denominazione 1000 e si distingueva esternamente per i passaruota più larghi e dal contorno più squadrato. La messa in listino avvenne nel gennaio del 1978. Fu l’ultima novità nella gamma: quattro mesi dopo, a maggio, la Simca 1000 fu tolta di produzione, dopo quasi due milioni di esemplari prodotti. A1190

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