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Mestieri del passato: IL MATERASSAIO

Materassaio

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Un materasso è un grande cuscino, normalmente posto su di una rete ancorata ad un letto, su cui dormire o riposare.

Il termine materasso deriva dall’arabo e significa “gettare” e “posarsi su”. Durante le Crociate gli europeiadottarono il metodo arabo di dormire su di un cuscino poggiato direttamente sul terreno.

Storicamente il materasso è stato imbottito di paglia – da cui il termine alternativo pagliericcio – crine, lana di pecora o altri materiali morbidi. I materassi moderni sono di vari tipi e possono essere costituiti da molle ricoperte di strati più o meno spessi di lana o altri materiali morbidi, oppure composti interamente di lattice di gomma.

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Dagli anni cinquanta del XX secolo è stato molto in voga il materasso a molle, spesso definito anche “ortopedico”, ma oggi praticamente considerato desueto e superato da materassi cosiddetti “ergonomici” cioè in grado di modellarsi e seguire le curve fisiologiche del corpo. Gli specialisti medici ormai ne consigliano fortemente l’uso rispetto agli ortopedici.

Il Materassaio

Prima che la tecnologia e l’innovazione prendessero il sopravvento … il facimento e la manutenzione dei materassi erano appannaggio di una categoria di artigiani che con il tempo è andata a scomparire: I Materassai. Di seguito vediamo, come questi sapienti artigiani, operavano durante  le varie fasi di lavorazione.

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Si inizia al primo step con la riempitura, la fase più difficile. Dopo la cardatura e il recupero di 12/13 kg di lana, la cui varietà più pregiata giunge dall’Inghilterra, si “apre la bocca”, ovvero si strappa una parte della fodera per iniziare con l’insaccamento della lana stessa, partendo generalmente da un angolo. Con pazienza, e costanti movimenti ripetitivi, si riempie la prima metà per poi ripetere lo stesso lavoro dall’angolo apposto rispetto a quello precedentemente utilizzato.

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La riempitura è una fase delicata e, soprattutto, molto personalizzata in quanto varia dall’età e dal peso della persona che, a lavori terminati, usufruirà quotidianamente del materasso. La facilità con cui si possono commettere errori, inoltre, è abbastanza elevata. Una gobba o uno spazio vuoto, infatti, possono compromettere la buona riuscita del materasso. Completata questa fase, ricucita la “bocca”, si passa alla trapuntatura che, ancora oggi ( per i pochi che ancora sono rimasti) , viene realizzata con l’uso di aghi lunghi circa 30 cm.

Un materassaio al lavoro

Il filo, in un primo momento, viene fissato con un nodo scorsoio in 7 punti sulla lunghezza del materasso, in 2 punti sulla larghezza ed infine in 6 punti centrali. Successivamente, il bordo, dopo essere stato reso omogeneo tramite la punzonatura, viene ridefinito con una cucitura a vista detta francatura. Si fissava e si abbelliva con un fiocchetto di cotone tutti i nodi della trapunta, e voilà … il prodotto finale era pronto per la vendita. A0171

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