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Storia dell’auto: CITROEN SM / MASERATI – (1972/1975)

Citroen SM

citroen sm maserati 1970

Citroen SM Maserati (HQ) – Clicca Sopra

VIDEO 2 – La versione Rally vincitrice al Rally del Marocco del 1972 

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La Citroën SM, più conosciuta in Italia come Citroën-Maserati, è un’autovettura prodotta dalla casa franceseCitroën dal 1970 al 1975, classificata al terzo posto al concorso Auto dell’anno nel 1972 ed insignita di premi anche negli Stati Uniti.

Citroen SM Maserati – Storia 

Il Contesto  

Nel 1968, dopo aver acquisito il pacchetto di maggioranza della Maserati dalla famiglia Orsi, la Citroën poteva finalmente disporre di adeguate motorizzazioni per realizzare una vettura GT ad alte prestazioni, combinando le sue sofisticate sospensioni idropneumatiche con la potenza di propulsori sportivi. L’idea era quella di una vettura in grado di surclassare le già affermate coupé turistiche tedesche, prodotte da BMW e Mercedes, che iniziavano a riscuotere un discreto successo anche nel florido mercato statunitense.

La Nascita

La direzione Citroën, alla fine del 1968, diede ordine alla Maserati di approntare un nuovo motore, in un tempo massimo di sei mesi, capace di un’erogazione morbida e continua che fosse in grado di esprimere una potenza superiore ai 150 CV.

Quando il progetto fu presentato ai vertici aziendali, nessuno si aspettava una tale esuberanza e, benché ottimale al progetto, la Citroën fu costretta a scartare il propulsore in quanto non corrispondeva, per cilindrata e potenza, ai parametri fissati dalla normativa francese per rientrare nei 16 cavalli fiscali, limite massimo oltre il quale erano previsti proibitivi aggravi d’imposta.

L’imprevisto non scoraggiò Alfieri che dispose che si segasse, letteralmente, una coppia di cilindri, modificando l’alesaggio e la corsa dei rimanenti sei. Nel tempo record di due mesi venne approntato un motore particolarmente compatto e leggero, della lunghezza di soli 31 cm per 140 kg di peso.

L’architettura “V6” non era particolarmente gradita al tecnico, in ragione della sua difficoltà di equilibratura, specialmente se resa più ardua da manovellismi studiati per un “V8”, ma la scelta era dettata dal poco tempo a disposizione. Tale è l’origine della percettibile irregolarità nella sequenza di scoppio di questo motore, destinato ad equipaggiare molti altri modelli, che diverrà una delle sue più apprezzate caratteristiche per i suoi estimatori.

La Vettura

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Il risultato fu la Citroën SM, una coupé alto di gamma presentata al Salone di Ginevra del 1970 che la stampa specializzata accolse subito con favore, sottolineando le straordinarie doti di tenuta di strada. Alcuni giornalisti, dopo aver provato la vettura su pista a 200 km/h per diverse ore, rimasero impressionati anche dallo straordinario comfort che si aveva anche guidando la vettura a simili velocità e così a lungo. Merito anche della sua linea affusolata come poche, che riduceva l’attritoaerodinamico.

Con la “SM”, acronimo di Spécial Maserati, la Citroën volle dimostrare come la trazione anteriore potesse adeguatamente funzionare anche per una granturismo di classe e prestazioni elevate. Per oltre 12 anni, fino all’avvento dell’Audi 200 typ 44 nel 1983, la “SM” mantenne il primato della più veloce automobile a trazione anteriore mai prodotta in serie.

Estetica e styling 

Vista posteriore di una SM

Un’auto come la SM, presentata nel 1970, non poteva che suscitare uno scalpore quasi senza precedenti. Imponente (era lunga ben 4.89 metri) ma filante allo stesso tempo. La sua linea era definita futuristica, grazie al suo profilo “a goccia” che suggeriva un senso di aerodinamicità da qualunque punto la si osservasse. L’unica auto che le si poteva avvicinare stilisticamente nel 1970 era un’altra Citroën, la GS, che mostrava diverse similitudini nell’impostazione della linea del corpo vettura. A proposito del corpo vettura della SM, c’è da dire che, a differenza di molte coupé sue concorrenti dell’epoca, la SM era una coupé a quattro posti veri.

Nonostante i due posti posteriori risultassero inevitabilmente più piccoli di quelli anteriori, riuscivano comunque ad assicurare un discreto margine di comodità anche per persone di una certa corporatura, purché non fossero eccessivamente robuste. La SM era caratterizzata dai grandi gruppi ottici suddivisi ognuno in tre sezioni. Tali gruppi ottici erano divisi in Anabbaglianti (i due esterni) e Abbaglianti (i quattro centrali); di questi, i due più interni erano orientabili con lo sterzo, come sulle ultime DS. Inoltre, tutto il gruppo ottico dei sei fari più era anche autolivellabile in funzione del carico dell’auto. Le fiancate erano lisce e le ruote posteriori carenate, come nella buona tradizione di Opron. La coda, molto sfuggente, era caratterizzata da ampie cromature intorno ai fari posteriori, rettangolari e spigolosi. L’ampio portellone era caratterizzato da un’ampia superficie vetrata che assicurava un buon livello di visibilità. In sostanza, la SM era un’auto additata all’attenzione di tutti come simbolo di progresso tecnologico. Si aggiudicò inoltre l’undicesimo posto nella graduatoria delle 100 auto più affascinati di sempre.

Tecnica  

Il motore della Citroën SM

Per il propulsore della SM la Citroën attinse dalla grande esperienza della Maserati in fatto di propulsori ad alte prestazioni. La Casa italiana progettò e realizzò un V6 da 2.7 litri a carburatori specificamente per la grossa coupé. Tale propulsore arrivava ad erogare 170 CV e a spingere la vettura a 220 km orari. Erano prestazioni superlative per l’epoca, degne di una granturismo di razza. Tra il 1973 ed il 1975 la gamma si sdoppiò: il 2.7 divenne ad iniezione elettronica, mentre fu posta in commercio la nuova motorizzazione da 3 litri, sempre ricavata prendendo come base di partenza il V6 Maserati da 2.7 litri. In questo modo, il 2.7 ad iniezione arrivò ad erogare 178 CV, mentre il 3.0 arrivò a 180, non molti di più quindi, ma in grado di erogare una gran coppia. Per quest’ultima motorizzazione era inoltre previsto il cambio automatico a 3 rapporti, mentre le altre versioni prevedevano invece un cambio manuale a 5 marce. Quanto alle prestazioni di questi ultimi due modelli, la 2.7 iniezione migliorò le prestazioni della 2.7 carburatori, arrivando anche a sfiorare i 230 orari, mentre la 3.0 automatica perdeva in allungo proprio a causa del tipo di trasmissione adottando e si fermava a circa 210 km orari. Particolarmente potente si rivelò l’impianto frenante, considerato all’epoca il migliore della sua categoria.

La SM fu impiegata anche nei rally: in particolare, si aggiudicò il rally del Marocco del 1971.

La Produzione 

Messa in vendita nel settembre 1970, la “SM” ebbe un immediato gradimento dagli acquirenti, nonostante il prezzo ben superiore ai modelli concorrenti BMW e Mercedes e le forti perplessità circa la futura manutenzione, sollevate dalla raffinatezza e dall’originalità delle soluzioni tecniche adottate.

Il vertiginoso aumento della benzina in Europa, determinato dalla chiusura del Canale di Suez, che in Italia culminò con in periodo dell’austerity, segnò un rapido calo nel mercato europeo delle automobili di alta cilindrata a partire dal 1972.

Negli Stati Uniti, dove la crisi energetica non aveva effetti, la “SM” era stata omologata sub iudice, in attesa del responso da parte dell’ente nazionale per la sicurezza del traffico (National Highway Traffic Safety Administration) che doveva pronunciarsi sulla deroga all’altezza minima dei paraurti. La richiesta deroga fu definitivamente negata nel 1974. Senza l’unico sfogo rimasto del mercato statunitense, il progetto “SM” venne dapprima decentrato, affidando il montaggio alla Ligier e, in seguito all’acquisizione della Citroën da parte della Peugeot, fu definitivamente chiuso, dopo la considerevole quantità di 12.920 esemplari costruiti.

Le Fuoriserie 

Pochissime furono le “SM” fuoriserie realizzate, sia per la tradizionale riluttanza della Citroën nel fornire autotelai ai vari carrozzieri, sia perché la particolare riuscita delle linee studiate da Opron rendevano assai ardua la possibilità di migliorarle.

La Citroën SM Chapron Mylord del 1971

Per primi si cimentarono nell’impresa i carrozzieri francesi Chapron e Heuliez. Il primo costruì nove esemplari della trasformazione berlina “Opéra” e sei esemplari della cabriolet Mylord“. Heuliez, realizzò due soli esemplari della versione targa “Espace“.

Dalle officine Citroën uscirono anche cinque “SM” equipaggiate per i servizi autostradali della polizia francese, una “SM” modificata per corse da rally e due esemplari di rappresentanza destinati all’Eliseo, detti “presidenziali”, in versione cabriolet a passo lungo.

Tutte le fuoriserie francesi furono interpretazioni che modificavano la tipologia funzionale della vettura, lasciando però inalterata l’impostazione stilistica di Opron.

Le uniche due “SM” fuoriserie con carrozzeria completamente originale furono realizzate in Italia. La prima dall’architetto Mario Bellini che, nel 1971, su autotelaio “SM” fece costruire la Car-a-sutra, una concept car monovolume che, nel decennio successivo, ispirò il modello Renault Espace. La seconda venne approntata, nel 1972, da Pietro Frua che riuscì a nascondere l’imponente meccanica della “SM” sotto la carrozzeria di una sportiva gran turismo all’italiana.

Concept “kar a sutra” di Bellini

Citroen SM di Frua del 1972

Cronologia produttiva 

Anni Note Esemplari
1970 inizio produzione a settembre 868
1971   5.032
1972 da luglio anche modello “iniezione” 3.992
1973 da luglio anche modello “automatico” 2.619
1974 21 vetture montate dalla Ligier 294
1975 115 vetture montate dalla Ligier 115
Totale
Compresi gli esemplari fuoriserie
12.920

Principali mercati della “SM” 

Oltre che in patria, la “SM” ebbe un grande successo anche in Italia, in Germania e negli Stati Uniti, mercato per il quale venne approntata una speciale versione con quattro fari, allo scopo di adeguarsi alle normative vigenti.

La Citroën SM nella versione per gli Stati Uniti
 
Paesi Esemplari
Francia 5.509
Italia 2.070
Stati Uniti 2.037
Germania 971
Canada 396
Benelux 338
Gran Bretagna 327
Svizzera 220

Diverse personalità celebri furono proprietarie di una SM: tra queste, l’ex leader sovietico Leonid Brezhnev, l’imperatore d’Etiopia Haile Selassie I e Mohammad Reza Pahlavi Scià di Persia, mentre il leader dell’Uganda Idi Amin fu proprietario di addirittura sette SM. Altre personalità famose che sono o sono state proprietarie di una SM sono gli attori Lee Majors e Lome Greene e l’ex-calciatore Johann Cruyff, i musicisti Keith Richards, Bill Wyman e Mick Jagger dei Rolling Stones.

Le vetture vendute in Italia, montavano a richiesta l’autoradio Autovox CR 2031 appositamente concepita dall’azienda romana in collaborazione con Citroen Italia per i modelli Citroen GS (fino all’AM 72) e tutte le versioni delle DS. In più quella per la SM aveva il comando per l’antenna elettrica ed un fader. a1419 

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