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CANDY CANDY – Anime Manga e curiosità – (1976/1980)

Candy Candy

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Candy Candy  è un romanzo della scrittrice giapponese Kyoko Mizuki, da cui è stato tratto uno shojo manga nel 1975 di Yumiko Igarashi e, successivamente, una serie anime prodotta dalla Toei Animation nel 1976, che narra le vicende della piccola orfanella Candy (Candice White) dall’infanzia alla maturità sullo sfondo della Prima guerra mondiale ed ambientate tra gli Stati Uniti e l’Inghilterra.

La prima sigla originale – Clicca Sopra

La sigla cantata da Cristina D’avena- Clicca  

Dal Romanzo all’anime

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Candy Candy nasce come romanzo, scritto all’inizio del 1975 da Keiko Nagita, meglio nota con lo pseudonimo di Kyoko Mizuki, una popolare autrice giapponese, da cui la stessa trasse poi un manga insieme alla giovane disegnatrice Yumiko Igarashi. L’opera attirò l’attenzione della casa editrice Kodansha, che la serializzò sulla rivista mensile Nakayoshi dall’aprile 1975 al marzo 1979.

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Il clamoroso successo del manga spinse quindi la Toei Animation a trasporlo in un anime televisivo di ben 115 episodi, trasmessi dal 1º ottobre 1976 al 2 febbraio 1979 sulla Asahi TV, con la regia di Shun’ichi Yukimuro, ilcharacter design di Mitsuo Shindo e le musiche di Takeo Watanabe. Il 1 novembre 2010 Kyoko Mizuki ha pubblicato un nuovo romanzo in due volumi, intitolato Candy Candy: Final Story, in cui prima riprende le vicende già note e poi, nel secondo volume, racconta della vita successiva della protagonista, ormai trentenne.

Edizione italiana dell’anime Candy Candy

Candy Candy

Candy Candy arriva in Italia inizialmente come anime e viene considerata come la prima soap opera animata per teenager. La serie viene doppiata dalla CITIEMME su dialoghi adattati da Stefania Froia, e trasmessa per la prima volta il 3 marzo 1980 su Quinta Rete e su numerose altre tv locali, con la sigla italiana cantata dai Rocking Horse. Durante gli anni ottanta la serie verrà più volte replicata anche su circuiti e reti nazionali: Euro TV nel 1986, Rete 4 nel 1987 e Italia 1 nel 1988. Nel 1989 e nel 1994 viene ritrasmessa su Canale 5, e di nuovo su Italia 1 definitivamente nel 1997, ma con il titolo Dolce Candy e una nuova sigla cantata da Cristina D’Avena, la cui base musicale sarà poi utilizzata anche in Spagna e in Francia per l’anime Ciao, Sabrina. Al cinema tra il 1989 e il 1990 sono stati proiettati due film di montaggio di Candy Candy, realizzati con vari spezzoni degli episodi della serie.

Doppiaggio

Il doppiaggio italiano, di alta qualità, si caratterizza per un unico grave errore: stravolge il finale dell’edizione originale giapponese, lasciando intendere che Albert/zio William rimarrà per sempre un caro amico e che Terence lascerà Susanna per tornare da Candy.

Album originale Panini

In realtà il finale di Candy Candy non è scontato neanche nel manga, dove Terence torna sì da Susanna, ma non c’é alcuna reale indicazione del fidanzamento tra Albert e Candy. Anche nel romanzo, pubblicato dopo l’anime e il manga nel 1978 soltanto in Giappone, Candy, rimasta alla Casa di Pony, scambia delle lettere con Albert, che è impegnato in viaggi d’affari, ma non si rivolge mai a lui come a un fidanzato, bensì chiamandolo “Signor Albert”, come nel manga.

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Interno Album Figurine

Manga e fumetto

Sull’onda del notevole successo di pubblico che la serie animata incontrò anche in Italia, la Fratelli Fabbri Editori importò il manga originale e lo pubblicò in 77 uscite settimanali, anche se sottoponendolo ad una ricolorazione e a censura per renderlo fruibile anche e soprattutto da un pubblico infantile. L’intraprendenza dell’editore portò però la serie ben oltre le 77 uscite dell’originale giapponese, arrivando fino a 326 numeri, con un prosieguo della storia completamente inventato e disegnato in Italia. A0643

Di fronte al successo internazionale di Candy Candy, tradotto in diverse lingue e molto popolare in America, Europa e Sud-Est Asiatico, viene da chiedersi come mai la serie animata non sia reperibile sul mercato. La risposta sta tutta nell’annosa controversia legale che ha visto protagoniste le due coautrici del manga a partire dai primi anni ’90. Il tentativo di Yumiko Igarashi di rivendicare e sfruttare l’intero copyright dell’opera, e l’ovvia reazione di Kyoko Mizuki e della Toei, hanno dato luogo ad una lite giudiziaria durata fino al 2001 che ha avuto come esito il giusto ma inutile riconoscimento del copyright congiunto alle due contendenti, che ora non fanno altro che ostacolarsi a vicenda impedendo il merchandising dell’opera e la sua trasmissione, sempre bloccata dal 1997.

Candy Candy

Tutti i personaggi e le immagini di Candy Candy sono copyright © Kyoko Mizuki, Yumiko Igarashi e Toei Animation . vengono qui utilizzati a scopi conoscitivi e divulgativi.

Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Candy_Candy

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