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QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO – Milos Forman – (1975)

Qualcuno volà sul nido del cuculo locandina poster

VIDEO del Trailer originale – Clicca sopra 

 VIDEO 2 – VIDEO 3 – Alcuni spezzoni del film – Clicca 

 VIDEO 4 – La scena finale – Clicca  

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Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo’s Nest) è un film del 1975 diretto da Miloš Forman, che ha segnato la storia del cinema nella trattazione innovativa di un argomento molto delicato come il disagio relativo agli ospedali psichiatrici. Il film è uno dei pochi nella storia del cinema (insieme a Accadde una notte di Frank Capra e Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme) ad aver vinto tutti e cinque gli Oscar principali (miglior film, miglior regista, miglior attore, miglior attrice,migliore sceneggiatura non originale).

Uscito nel 1975, Qualcuno volò sul nido del cuculo è tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, pubblicato nel 1962 e tradotto in italiano nel 1976 da Rizzoli Editore. L’autore scrisse il libro in seguito alla propria esperienza da volontario all’interno del Veterans Administration Hospital di Palo Alto, in California.

Il film denuncia in maniera drammatica il trattamento inumano cui sono sottoposti i pazienti ospitati nelle strutture ospedaliere statali, verso cui vige un atteggiamento discriminatorio alimentato dalla paura dell’aggressività dell’alienato mentale.

Nel 1993 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

 

Il Titolo

Il titolo è altamente simbolico, ma la traduzione italiana limita la comprensione effettiva del suo significato. Letteralmente riprende il verso di una filastrocca: Three geese in a flock, one flew East, one flew West, one flew over the cuckoo’s nest (“Uno stormo di tre oche, una volò ad est, una volò ad ovest, una volò sul nido del cuculo”). Il termine inglese “cuckoo” indica propriamente il cuculo, ma in senso traslato significa anche “pazzo” e quindi il titolo potrebbe essere tradotto con “qualcuno diventò pazzo”.

Il cuculo non costruisce un proprio nido ed è solito deporre le sue uova in quelli altrui. I piccoli di cuculo, una volta venuti al mondo, spingono fuori dal nido i figli degli uccelli che lo hanno costruito. Questa prole adottiva viene poi nutrita dai nuovi genitori che, guidati dall’istinto, continuano ad accudire i nuovi nati come se fossero i loro. Un ulteriore significato può essere dato dal fatto che, il protagonista, giunto nell’ospedale pschiatrico, porta gli altri pazienti ad interpretare la loro permanenza all’interno della struttura in modo innovativo, fuori dai canoni infermieristici e cambiando abitudini, stravolgendo cioè “il nido” e le sue precedenti regole.

Cast

Kirk Douglas aveva inizialmente destinato a se stesso il ruolo del personaggio protagonista fin da quando acquistò i diritti per la produzione del film. Suo figlio Michael, dopo che il padre gli ebbe ceduto la produzione, decise che Kirk era troppo vecchio per quella parte. Il ruolo di McMurphy venne inizialmente offerto a James Caan, che rifiutò. Si pensò anche a Marlon Brando e a Gene Hackman, prima di assegnare definitivamente la parte a Jack Nicholson.

qualcuno volò sul nido del cuculo 1975 jack nicholson

Il ruolo della protagonista femminile venne rifiutato da cinque attrici (Anne Bancroft, Colleen Dewhurst, Geraldine Page, Ellen Burstyn e Angela Lansbury) finché Louise Fletcher l’accettò appena una settimana prima dell’inizio delle riprese.

Critica

La pellicola ha continuato a vincere un totale di ventotto premi.
Da parte dei critici ha ottenuto recensioni contrastanti. Roger Ebert (che vincerà successivamente il premio Pulitzer) ha sostenuto che Qualcuno volò sul nido del cuculo «è una pellicola così buona in tante sue parti che c’è la tentazione di perdonarla quando va male, cioè nei momenti in cui insiste sul fare più grandi certi punti di quel che la storia realmente dovrebbe trasmettere, di modo che alla fine le qualità umane dei personaggi si perdono nel significato dell’insieme. Malgrado ciò ci sono dei momenti di luminosità». Ebert successivamente metterà la pellicola sulla sua “lista di grandi film”. Attualmente, la pellicola è considerata come uno dei migliori film americani ed è al 33º posto sulla lista dell’American Film Institute; l’infermiera Ratched è al 5º posto sulla lista dei 50 grandi furfanti e il film si pone al 8º posto nell’Internet Movie Database.

Dal 1975 al 1987, per dodici anni, la pellicola è stata proiettata nei cinematografi svedesi, ottenendo un ulteriore record.

Malgrado il film sia per la maggior parte svolto nel dormitorio/soggiorno di un reparto psichiatrico, vengono dibattuti temi universali e fondamentali della vita, come la contestazione, i diritti dell’individuo, la violenza sessuale sui minori, i Nativi Americani, le intolleranze etnicoculturali, la letteratura americana, il disagio psichico, la follia, l’handicap e la malattia mentale in rapporto con la società.

La gita di pesca nella Baia Depoe (Oregon), è stata aggiunta alla fine e inserita a metà, forse per interrompere la ripetitività della descrizione delle sedute di psicoterapia di gruppo. Malgrado il rischio di essere noiose, queste sedute di psicoterapia non sono monotone. Ogni componente viene descritto e rappresentato con molto realismo e i personaggi sono fedeli al loro stato di malattia in ogni momento.

Ci viene presentato un ospedale psichiatrico modello, con campo di basket e piscina, una sala per l’idromassaggio, adiacente al dormitorio. Gli ammalati sono suddivisi per gravità di malattia, per cui i meno gravi non devono sopportare la malattia dei più gravi. Gli ammalati meno gravi, sono relativamente liberi e vengono condotti in città con l’autobus. I medici si vedono poco, ci vengono mostrati solo nei propri studi a dare disparati giudizi sulla salute mentale e sulla pericolosità di McMurphy. Ci viene mostrata una seduta di terapia della malattia mentale grave negli anni cinquanta, l’elettroshock.

Molti critici hanno visto nel romanzo da cui è stato tratto il film una metafora della vita che anticipa il 1968, l’anno della contestazione giovanile. Il Signor McMurphy e la Signora Ratched sarebbero le due facce della stessa medaglia, come McMurphy rappresenta lo scontro violento contro l’autorità, così Ratched rappresenta quell’autorità al potere che non si può scalzare.

Riconoscimenti

  • 1976 – Premio Oscar
    • Miglior film a Michael Douglas e Saul Zaentz
    • Migliore regia a Miloš Forman
    • Miglior attore protagonista a Jack Nicholson
    • Miglior attrice protagonista a Louise Fletcher
    • Migliore sceneggiatura non originale a Lawrence Hauben eBo Goldman
    •  
  • 1976 – Golden Globe
    • Miglior film drammatico
    • Migliore regia a Miloš Forman
    • Miglior attore in un film drammatico Jack Nicholson
    • Miglior attrice in un film drammatico Louise Fletcher
    • Miglior attore debuttante a Brad Dourif
    • Migliore sceneggiatura a Lawrence Hauben e Bo Goldman
  • 1977 – Premio BAFTA
    • Miglior film
    • Migliore regia a Miloš Forman
    • Miglior attore protagonista a Jack Nicholson
    • Miglior attrice protagonista a Louise Fletcher
    • Miglior attore non protagonista a Brad Dourif
    • Miglior montaggio a Richard Chew, Lynzee Klingman eSheldon Kahn
    •  ( 2feb16 )
  • 1977 – Kansas City Film Critics Circle Award
    • Migliore regia a Miloš Forman
  • 1975 – National Board of Review Award
    • Miglior attore protagonista a Jack Nicholson
  • 1975 – New York Film Critics Circle Award
    • Miglior attore protagonista a Jack Nicholson
  • 1975 – Los Angeles Film Critics Association Award
    • Miglior film
  • 1976 – David di Donatello
    • Migliore regista straniero a Miloš Forman
    • Miglior attore straniero a Jack Nicholson
  • 1976 – Nastro d’argento
    • Regista del miglior film straniero a Miloš Forman

 
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