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Primo DUPLICE OMICIDIO MOSTRO di FIRENZE – (15/09/1974)

MOSTRO di FIRENZE 1° duplice omicidio

Mostro di Firenze

Mostro di Firenze è la denominazione sintetica utilizzata dai media italiani per riferirsi all’autore o agli autori di una serie di otto duplici omicidi avvenuti fra il 1968 e il 1985 nella provincia di Firenze.

VIDEO 2 – Un  ricordo dei due ragazzi per una tragedia  assurda – Clicca  

Mostro di Firenze

Mostro di Firenze è la denominazione sintetica utilizzata dai media italiani per riferirsi all’autore o agli autori di una serie di otto duplici omicidi avvenuti fra il 1968 e il 1985 nella provincia di Firenze.

L’inchiesta avviata dalla Procura di Firenze ha portato alla condanna in via definitiva di due uomini identificati come autori materiali di 4 duplici omicidi, i cosiddetti compagni di merende: Mario Vanni e Giancarlo Lotti mentre un terzo, Pietro Pacciani, condannato in primo grado a più ergastoli per 7 degli 8 duplici omicidi e successivamente assolto in appello, è morto prima di essere sottoposto ad un nuovo processo di appello, da celebrarsi a seguito dell’annullamento della sentenza di assoluzione da parte della Cassazione. Le Procure di Firenze e Perugia sono tuttora impegnate in un’indagine volta a individuare i presunti mandanti dei duplici omicidi.      

La vicenda ebbe molto risalto anche dal punto di vista sociale, suscitando estrema paura per la tipologia di vittime (giovani fidanzati in atteggiamenti intimi) ed aprendo l’opinione pubblica italiana al dibattito sull’opportunità di concedere con maggiore disinvoltura la possibilità per i figli di trovare l’intimità a casa, evitando i luoghi pericolosi.

L’omicidio di Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini, Borgo San      Lorenzo  – 15 Settembre 1974 – (Domenica)

Il 15 settembre 1974 ha luogo il primo duplice omicidio di apparente natura maniacale; Pasquale Gentilcore di 19 anni, impiegato alla Fondiaria Assicurazioni, e Stefania Pettini, 18 anni, segretaria d’azienda impiegata alla Magif, vengono uccisi in una strada sterrata nella frazione di Rabatta, vicino a Borgo San Lorenzo. I due si frequentavano da circa due anni anche se non avevano ancora ufficializzato la relazione. Pasquale Gentilcore, dopo aver accompagnato la sorella Cristina alla discoteca Teen Club di Borgo, promettendole di tornare a prenderla al più tardi per la mezzanotte, raggiunge la fidanzata a Pesciola di Vicchio, presso l’abitazione di lei. Da lì, verso le 22:00, i due giovani ripartono per raggiungere gli amici che li aspettano in quello stesso locale per proseguire la serata.

Durante il tragitto decidono però di appartarsi in un tratturo sulle sponde del Sieve, da loro già conosciuto, e normalmente frequentato dalle coppiette della zona. Intorno alla 23:45 (verrà appurato sulla base di una testimonianza che ode dei colpi a quell’ora) qualcuno spunta forse dall’attiguo vitigno e comincia ad aprire il fuoco.

Pasquale Gentilcore, seduto al posto di guida, viene raggiunto da cinque colpi esplosi da una Beretta calibro.22 Long Rifle, la stessa utilizzata nel delitto del 1968; i colpi mortali arrivano dal lato sinistro della 127. La ragazza viene raggiunta da tre colpi che tuttavia non la uccidono; viene trascinata fuori dall’auto ancora viva, e uccisa con tre coltellate profonde allo sterno. Dopo averne disteso il corpo dietro l’auto, l’assassino continua a colpirla per altre 96 volte, colpendo anche il seno ed il pube. 

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Successivamente l’omicida penetra la vagina della ragazza con un tralcio di vite; particolare questo che, anni dopo, farà pensare ad un possibile movente esoterico, ma che può anche essere interpretato come un segno di sfregio da parte dell’assassino. Considerato che il luogo del delitto era sito in prossimità di alcune piante di vite, è comunque possibile ipotizzare che il gesto non fosse premeditato. Le sevizie sul corpo della ragazza furono tanto violente da causare, in sede processuale, lo svenimento di un Carabiniere durante l’udienza in cui venivano mostrate le foto del corpo della ragazza. Prima di lasciare il luogo l’omicida colpisce con il coltello anche il corpo esanime di Pasquale con 5 coltellate all’altezza del fegato.

In occasione di questo delitto, scoperto la mattina seguente da un contadino che abitava e lavorava da quelle parti, vengono ritrovati, sparsi sul terreno, gli oggetti contenuti nella borsetta della ragazza (particolare questo che si rivelerà costante in tutti gli omicidi). La borsa ed il reggiseno della Pettini verranno invece ritrovati sul far della sera in un luogo poco distante in seguito ad una telefonata anonima, mentre orologio e anelli della ragazza non verranno più trovati.

Il pomeriggio prima di essere uccisa, la Pettini aveva confidato ad un’amica di aver fatto uno “strano incontro” con una persona poco piacevole che l’aveva turbata, ma non ebbe tempo per approfondire il fatto. In ogni caso la ragazza non fu la sola, tra le vittime femminili del maniaco, ad aver lamentato molestie da parte di ignoti poco prima dei delitti. Gli inquirenti esaminarono anche il diario della ragazza ma senza trovarvi alcuna annotazione insolita. Qualche anno dopo i quotidiani tornarono a parlare del caso dopo che la tomba di Stefania (sepolta assieme al fidanzato, nel cimitero di Borgo San Lorenzo) fu manomessa e danneggiata da ignoti. A1463 

Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Mostro_di_Firenze

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