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PAPEROGA – Disney – (Dal 1964)

Paperoga

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Paperoga (ingl. Fethry Duck) è un personaggio di Walt Disney, ideato dallo sceneggiatore Dick Kinney e dal disegnatore Al Hubbard. Esordì nella storia Paperino e il fanatico igienista (Topolino 453, 2 agosto 1964, ingl. The Health Nut). Sempre vestito con maglione e cappello rosso, è uno dei pochi paperi a presentare una capigliatura lunga e disordinata, in contrasto quindi soprattutto con il cugino Gastone.

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È bene però ricordare che nelle prime tre o quattro storie la capigliatura era più folta, bionda e a caschetto, per poi spelacchiarsi inesorabilmente. “vittima” preferita delle sue devastanti trovate resta sempre e comunque il povero Paperino e il proprio gatto Malachia (Tabby). Nelle storie disegnate da Tony Strobl e apparse in Italia nei primi anni settanta Paperoga possiede anche un cane, chiamato Arcibaldo in Italia.

L’evoluzione di Paperoga 

La prima storia con Paperoga del 1964
La prima storia di Paperoga del 1964

Al suo esordio Paperoga dimostra subito di essere un papero girovago, curioso e decisamente esplosivo. Il suo pallino del momento è lo yoga (ed è per questo che il traduttore, probabilmente Elisa Penna, decise di chiamarlo Paperoga, contrazione di papero yoga) e cerca in tutti i modi di inculcare questa disciplina al povero Paperino e all’incolpevole Malachia, che esordisce proprio con il dinamico papero di rosso vestito. La sua mania per la conoscenza e la manualistica lo avvicina, come detto, a Pico de Paperis, presente in questa sua prima uscita, tanto che nel finale, di fronte ad un Paperino contrariato, i due iniziano a parlare di cucina come se entrambi fossero due grandissimi esperti.

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Paperoga avvisa il cugino del suo arrivo con una cartolina piena di francobolli annunciando che al manicomio lo ritengono completamente guarito. La cartolina preannunciatrice di un nuovo parente verrà utilizzata anche per Sgrizzo, e non è un caso, visto che nelle sue storie americane Paperoga è molto più simile a lui di quanto non lo sia in seguito: l’ingenuità è in realtà quasi una finta, per mascherare un certo piacere nell’applicare sul povero Paperino le proprie idee; del resto in alcune storie arriva quasi a fare concorrenza a Paperino per apparire dolce e creativo agli occhi di Paperina: in questo modo perde anche la sua originalità come personaggio, entrando a far parte della schiera degli insopportabili guastafeste di quel periodo Disney, da Cip e Ciop a l’orso Humphrey.

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Tuttavia in America il personaggio ha poca fortuna: dopo le storie di Hubbard e Kinney che, con l’inserimento di Paperone tra i due nipoti sfoceranno nella fruttuosissima serie del Papersera, il giornale più sgangherato del pianeta a causa del taccagno direttore (Paperone) e dei due terribili reporter Paperino e Paperoga che non concludono mai niente, in oltreoceano Paperoga viene presto dimenticato: così non avviene in Italia, che diventerà la vera patria di Paperoga.

Nell’attiva redazione di Topolino le storie americane con il personaggio non passano certo inosservate, e già nel 1966 Giovan Battista Carpi disegna la prima storia italiana di Paperoga, “Paperino e l’esperto del bosco”. In questa avventura Paperoga ha ancora la caratterizzazione americana, ma anno dopo anno le cose cominceranno lentamente a cambiare; tuttavia, almeno fino alla metà degli anni ’70 le storie italiane rimangono rare e limitate alla coppia Paperino-Paperoga: il personaggio non si integra con l’universo Disney, e così sarà sempre per i grandi maestri del periodo: Guido Martina e Romano Scarpa non utilizzeranno mai Paperoga nelle storie corali, e il cugino di Paperino spiccherà definitivamente il volo solo quando questi se ne andranno (anni ’80).

Schizzi di storia PAPEROGA
Schizzi di storia

Nel frattempo però sono i giovani grandi autori a decidere il destino di Paperoga: Giorgio Pezzin come sceneggiatore e Massimo De Vita e Giorgio Cavazzano come disegnatori rivoluzionano la redazione nel sistema narrativo (il loro stile oggi è il più usato su Topolino) e pongono come uno dei loro cavalli di battaglia Paperoga. Ora il personaggio è più ingenuo e Paperino anche: i due, da coppia forzata diventano coppia fissa, in cui Paperino assomiglia di più al cugino facendosi prendere dalle sue idee strampalate; ora non è lui a finire male alla fine, ma tutti e due si ritrovano a dover scappare dalla furia dello zio per ciò che hanno combinato.

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In questo ambito di storie (la prima è “Paperino e la visita distruttiva” del 1974) i due tornano alla redazione del Papersera, e quando questi tre autori saliranno sul podio di Topolino, dagli anni ’80 appunto, Paperoga diventerà un personaggio fisso adottato da tutti. A partire dalla fine di questo decennio Paperoga cambierà per l’ultima volta e di poco, quando oramai lo stile pezziniano sarà adottato da tutti: diventerà ancora più buono e ingenuo, leggermente meno dinamico, parallelamente alla posa floscia nei disegni di Cavazzano, sempre più simile a Pippo, ma sicuramente non meno distruttivo e simpatico.

Le storie del Paperoga italiano

paperoga paperino pezzin

Come personaggio, però, Paperoga ha un successo decisamente strepitoso, soprattutto nella vecchia Europa. E soprattutto l’Italia inizia a produrre e realizzare storie anche con questo bislacco cugino di Paperino. Lo sceneggiatore che meglio ne interpreta il carattere è Giorgio Pezzin, che ha l’onore di vedere due sue storie pubblicate negli USA, entrambe disegnate da Giorgio Cavazzano, uno dei disegnatori con cui ha maggior affiatamento: prima fa il suo esordio nel 1976 Paperino e il croccante al diamante, quindi Paperoga e l’isola a motore.

paperoga

Sempre di Pezzin, ma questa volta con i disegni di Massimo De Vita, si ricorda Paperino e la casa elettronica del 1983 in cui basta la sola presenza di Paperoga per procurare al povero Paperino la distruzione della sua casa.

Altri autori che ne hanno ben descritto la personalità sono Carlo Chendi, come ad esempio in Paperino e le vacanze nel vecchio west, disegnata da Luciano Bottaro che propone, con un tratto molto simile a quello di Hubbard, un Paperoga nel look molto simile a quello dell’esordio.

paperoga_by_Guille

Tra gli autori recenti, oltre agli sceneggiatori Nino Russo e Carlo Gentina, è soprattutto Enrico Faccini, disegnatore e spesso scrittore delle sue storie, ad averne interpretato al meglio lo spirito, dagli anni ’90 ad oggi: egli tra l’altro recupera in parte la caratterizzazione americana di guastafeste.

Infine non si può non ricordare la curiosa Tre paperi e un bebè di Bruno Sarda (sceneggiatura) e Massimo De Vita (disegni), ideata sulla falsariga del film Tre scapoli e un bebè e pubblicata su Topolino 1730 del 1989 in cui i tre cugini Paperino, Paperoga e Gastone sono costretti a collaborare per fare un favore al sempre terribile Zio Paperone. A0374

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