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Gli oggetti del nostro passato: DISCHI 33 E 45 GIRI IN VINILE

Vinile

dischi in vinile

Da Discovery Channel “Come è fatto” – Dischi in vinile – Clicca Sopra

VIDEO 2 – Un D.J. in azione con dei vinili – Clicca

VIDEO 3 – Un Mangiadischi Penny anni 70 in azione 

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Dischi in Vinile

Il disco in vinile, noto anche come microsolco o semplicemente disco, è stato ufficialmente introdotto nel 1948 negli Stati Uniti come evoluzione dei precedenti dischi a 78 giri, dalle simili caratteristiche, inizialmente in gommalacca. Correntemente il termine vinile viene spesso usato per indicare in particolar modo gli LP, anche se tale utilizzo è tecnicamente improprio, visto che anche altri formati sfruttano lo stesso materiale come supporto.

GARARD 1956

Come il suo antenato, è una piastra circolare incisa a partire dal bordo esterno, con un solco a spirale per la riproduzione di suoni. Le migliori qualità del vinile permisero di rimpicciolire i solchi e abbassare il numero di giri per minuto dei dischi dai 78 ai 33⅓ ottenendo così una maggiore durata di ascolto, che raggiunse circa 25-30 minuti per facciata nei Long-Playing (LP), con punte massime di anche 38-40 minuti per lato, specie per le opere liriche.

Fino agli anni ottanta del Novecento, è stato il più diffuso supporto per la riproduzione audio di materiale pre-registrato ed è stato prodotto su larga scala fino ai primi anni novanta (in Italia fino al 1993).

Caratteristiche 

dischi in vinile tipi

I dischi sono stati prodotti in vari formati e con varie velocità di rotazione. Le tipologie più comuni sono:

diametro velocità di rotazione denominazione comune durata approssimativa
per facciata
pollici cm giri al minuto minuti
12 30,5 33 ⅓ 33 giri o long-playing (LP) 30
12 30,5 45 / 33 ⅓ Maxi SingleMixEP o 12″ 15
10 25,4 45 / 33 ⅓ 10″ o EP 10″ 15
10 25,4 78 78 giri o Single-playing (SP) 3
7 17,8 45 / 33 ⅓ EP 7″ 5 / 7
7 17,8 45 45 giri o 7″ 3

33 Giri (Long Playing)

33 giri disco in vinile

Il long playing (abbreviato anche con LP, conosciuto anche come 33 giri) è un formato di disco in vinile. La raccolta dei brani incisi sul disco prende il nome di album; vi sono anche gli album doppi (double album), composti da due dischi.

L’LP, solitamente di forma circolare e colore nero, è composto di due facciate – indicate da un’apposita etichetta come Lato A e Lato B, ciascuna delle quali può contenere di solito 4-7 brani, in ragione della durata dei singoli pezzi incisi. Il nome “33 giri” è dato dal fatto che questi dischi vengono riprodotti a una velocità di 33 giri al minuto. La riproduzione degli LP avviene tramite il giradischi.

Vinili

A partire dalla fine degli anni ottanta il CD praticamente mise da parte gli LP facendoli diventare un prodotto di nicchia solo per collezionisti ed appassionati.

45 Giri

45 giri (al minuto) è la velocità di rotazione dei dischi in vinile di formato 7 pollici e con tale nome si indicano generalmente i supporti che, fino all’avvento dei compact disc, sono stati utilizzati per la diffusione di singoli brani musicali.

Nel 1948 il policarbonato di vinile, materiale leggero e infrangibile, soppianta la vecchia gommalacca e la Columbia Records introduce per prima negli Stati Uniti il formato 45 giri. Il formato, che necessita di una testina di lettura particolare, si diffonde anche grazie ai nuovi modelli di juke box.

In Italia il formato 45 giri si afferma negli anni cinquanta, superando per vendite il 78 giri tra il 1957 ed il 1958 e raggiungendo il massimo della diffusione fra il 1964 e il 1970.

Stampati generalmente da entrambi i lati, i 45 giri possono contenere due brani, ciascuno della durata massima di circa 4 minuti. In genere si incideva il brano destinato al lancio radiofonico o televisivo sulla facciata denominata lato “A”, mentre il lato “B” era spesso un semplice riempitivo. Esistono comunque molte eccezioni e dei casi particolari in cui il lato B del 45 giri ha avuto maggior successo rispetto al lato A, come ad esempio il singolo In silenzio/Piccola Katy dei Pooh, in cui Piccola katy era il lato B, che ha avuto più successo del lato A

Verso la fine degli anni settanta, quando i 45 giri perdono quote di mercato a favore del long playing e delle musicassette, e non sono più quindi il principale supporto per la musica registrata, la facciata B perde parte della sua importanza. Saltuariamente, presenta solo la base musicale o una versione strumentale del brano presente sulla facciata principale.

Materiale

I dischi 78 giri erano prodotti in gommalacca, materiale caratterizzato da un’estrema fragilità e da una struttura che portava ad avere dei dischi affetti da un fruscio. Nei dischi microsolco la gommalacca è stata sostituita da un materiale termoplastico, il PVC. Da questo materiale deriva la denominazione vinileusata per indicare i dischi prodotti con questa tecnologia.

Il colore del supporto è tipicamente nero anche se sono stati realizzati dischi in vinile colorato (soprattutto Maxi-single).

Riproduzione

Il suono su disco in vinile è riprodotto analogicamente, per la riproduzione l’informazione sonora viene letta per mezzo di una puntina, in diamante o altro materiale sintetico, posta sul solco inciso. La rotazione del disco fa sì che la puntina generi vibrazioni derivanti dall’irregolarità del solco che, per mezzo dello stilo su cui è montata, vengono portate ad un trasduttore, (fonorivelatore), il quale può essere realizzato con varie tecnologie.

  • piezoelettrico
  • magnete mobile
  • bobina mobile

Il sistema piezoelettrico sfrutta la caratteristica di particolari cristalli di generare elettricità quando sottoposti a sforzi meccanici. È caratterizzato da un segnale elevato e da una qualità piuttosto bassa. Era utilizzato soprattutto negli apparati portatili e in quelli di fascia economica, ormai non più in uso;

I sistemi a magnete mobile e a bobina mobile tuttora usati, sfruttano il fenomeno dell’induzione elettromagnetica per generare un segnale proporzionale agli spostamenti della puntina. La differenza fra i due è legata a quale parte viene fatta muovere nei confronti dell’altra. Il segnale generato (nell’ordine dei millivolt, nei pick-up a magnete mobile) viene amplificato per poter pilotare gli altoparlanti.

        Pro

  • Il suono riprodotto in modo meccanico ed analogico produce una serie di imperfezioni e irregolarità (dette distorsioni) che rendono la musica più gradevole e interessante, al confronto con i sistemi digitali moderni, che sono si più precisi, ma ritenuti “freddi” dagli audiofili.

        Contro 

  • Il disco in vinile è soggetto ad usura e graffi che ne compromettono la qualità acustica e/o la funzionalità ed è anche soggetto all’azione di microscopiche muffe che ne inficiano la qualità di riproduzione: necessita pertanto di particolari periodici interventi di cura e pulizia.
  • L’utilizzo è relativamente scomodo: ad ogni inizio di ascolto, per salvaguardare la massima qualità, andrebbero puliti dalla polvere sia il disco che lo stilo della testina di lettura.
  • La testina di lettura, come la maggior parte dei trasduttori, è sensibile alle variazioni di temperatura e di umidità. Inoltre i parametri fisici delle parti che la compongono si modificano col tempo ed è anch’essa soggetta ad usura.

yellow_submarine_beatles_copertina_45_giri

  • L’errore di tangenza conduce inevitabilmente ad una notevole distorsione, soprattutto in prossimità della parte interna del disco, a meno di non utilizzare bracci tangenziali, i quali però soffrono di altri problemi data la loro complessità.
  • La riproduzione di frequenze molto basse può indurre in impianti non perfettamente messi a punto, il cosiddetto feedback o effetto Larsen; se l’impianto di riproduzione entra in risonanza col suono emesso dagli altoparlanti, si genera un effetto a catena (loop) capace di generare rumori pressoché incontrollabili e spesso deleteri per i diffusori acustici.
  • Il rapporto dinamico ottenibile è difficilmente superiore ai 60 dB.
  • La risposta in frequenza e la qualità di riproduzione di un disco in vinile possono ridursi con l’ascolto frequente e in particolar modo se la puntina di lettura è consumata o la testina è regolata con un peso di lettura eccessivo, oppure se l’articolazione dello stilo ha perso l’originaria cedevolezza meccanica, necessaria per seguire accuratamente i solchi laddove sono incise alte frequenze. A1421

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