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Gli oggetti del nostro passato: BICIMOTORE

BICIMOTORE

Ecco un Garelli Mosquito – Clicca

VIDEO 2 – Un giretto con Velosolex 4600 del 1974 – Clicca

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Il bicimotore o velomotore, è un veicolo a due ruote con ciclistica identica o simile alla bicicletta, dotato di un piccolo motore ausiliario, anch’esso a volte definito con l’identico termine.

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Bicimotore – Storia 

Le prime biciclette a motore risalgono all’età pionieristica del motociclismo, all’epoca denominate bicicletti a motore, ma conobbero una grande diffusione e popolarità in tutta Europa, nell’immediato secondo dopoguerra, allo scopo di soddisfare le esigenze di locomozione popolare, imposte dalla febbrile opera di ricostruzione, sopperendo alla carenza di mezzi finanziari e materie prime, fortemente ridotti dal conflitto mondiale.

Velosolex particolare motore

La necessità di fornire mezzi di locomozione personale di semplice fabbricazione, particolarmente economici nell’utilizzo e dai contenuti prezzi d’acquisto, orientò molte aziende verso la costruzione di piccoli motori ausiliari, dotati di trasmissione a rullo, da applicare alle normali biciclette. Tali propulsori venivano venduti sfusi oppure già applicati alla bicicletta.

Ducati Villar Cucciolo 1950

Nel tentativo di offrire un prodotto comunque economico, alcune case realizzarono dei bicimotore con telaio leggermente irrobustito e specialmente conformato per ospitare convenientemente il motore e il serbatoio del carburante, sempre mantenendo, per ogni evenienza, la possibilità di essere azionati tramite i pedali.

Bianchi Aquilotto

Dal 1946 ai primi anni sessanta, il bicimotore rappresentò l’anello di congiunzione commerciale tra la bicicletta e la motoleggera, per essere poi velocemente sostituita dal ciclomotore, che ne rappresenta ancor oggi la naturale evoluzione tecnica, o dall’utilitaria.

Mosquito Garelli

Moltissime le case motociclistiche che realizzarono questo tipo di veicolo, ma i modelli di maggior successo, costruiti su licenza in vari paesi europei, furono il francese Velosolex e gli italiani “Cucciolo”, “Mosquito” e “Aquilotto”. 

Un discorso a parte va fatto per il mitico Ciao dell’ italiana Piaggio che non fu un vero e proprio bicimotore ma fu veramente l’anello di giunzione tra questi veicoli di cui parliamo nell’articolo e i successivi quali i ciclomotori come s’intendono ancor oggi. A0465

Ciao Piaggio
 
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