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NON APRITE QUELLA PORTA – tobe Hooper – (1974)

NON APRITE QUELLA PORTA

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VIDEO 4 – Quello che realmente accadde – Clicca

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«  Il film che state per vedere, è un resoconto della tragedia che è capitata a cinque giovani, in particolare a Sally Hardesty e a suo fratello invalido Franklin; il fatto che fossero giovani rende tutto molto più tragico, le loro giovani vite furono stroncate da eventi così assurdi e macabri che forse neanche loro avrebbero mai pensato di vivere… per loro una gita pomeridiana estiva si trasformò in un incubo e i fatti di quel giorno portarono alla scoperta di uno dei crimini più efferati della storia americana. The Texas Chain Saw Massacre. »

Non apirte quella porta riprese

 (Voce narrante all’inizio del film)  

Non aprite quella porta (The Texas Chain Saw Massacre) è un film del 1974 diretto da Tobe Hooper. Il film, un horror indipendente e a basso costo, venne distribuito nelle sale cinematografiche nel 1974.

Il film narra la storia di un gruppo di cinque ragazzi texani che finiscono nelle grinfie di una famiglia di assassini cannibali tra i cui componenti spicca Leatherface, che diverrà uno dei più famosi assassini seriali del cinema dell’orrore oltre che il personaggio principale di questo ed altri film. Il personaggio è distinto da una maschera di pelle umana, un grembiule da macellaio insanguinato e soprattutto da una motosega, che usa come arma per massacrare le sue vittime. 

Non Aprite quella porta – Produzione

Le riprese del film

Prodotto con un budget totale di soli 140.000 $, il film ha guadagnato 30.859.000 $ dai botteghini degli Stati Uniti, rendendolo uno dei film indipendenti di maggior successo della storia del cinema. Il film venne presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 1975.

Contrariamente a ciò che afferma la voce narrante, il film non ripropone fatti reali. Non aprite quella porta, al pari dei film Psyco (1960), Deranged (1974) e Il silenzio degli innocenti (1991), è infatti solo parzialmente ispirato alla storia del serial killer del Wisconsin Ed Gein che uccideva le sue vittime travestendosi con una maschera di pelle umana.

texas_chainsaw_massacre

Gli interni della casa e in particolare il macabro salotto della famiglia furono comunque ricreati prendendo spunto da quelli filmati dalla polizia durante un sopralluogo a casa Gein.

Il regista del film ha perciò utilizzato la tecnica del falso documento per rendere la storia maggiormente verosimile e più adatta a spaventare il pubblico. Questo effetto fu talmente riuscito che tutt’oggi le biblioteche della cittadina di Burkburnett, Texas, e della vicina Wichita Falls, situate nei pressi in cui la storia è stata ambientata, ricevono regolarmente richieste di copie originali di articoli di giornale legate agli eventi narrati nel film.

Curiosità

Il film è stato finanziato con gli incassi di Deep Throat, un precedente film porno della compagnia.

Il film è stato ripreso direttamente in ordine cronologico.

Una famiglia abitava realmente in quella casa ed è stata costretta a spostarsi nell’ala destra dell’abitazione per il tempo necessario alle riprese.

Hooper ha detto che lo scheletro umano presente verso la fine del film era vero ed importato dall’India.

scena 6

Il primo titolo ad essere pensato per il film originale fu “Headcheese”. Altri titoli erano “Leatherface” e “Stalking Leatherface”. Il titolo di rilascio del film fu Chain Saw (motosega) diviso in due parole mentre nella scrittura originale sarebbe dovuto apparire tutto unito (Chainsaw).

L’attrice Teri McMinn, che doveva essere appesa al gancio da macello nella trama, è stata realmente appesa con una corda legata alle sue gambe.

Quando Leatherface insegue Sally (Marilyn Burns) nella foresta la ragazza sanguina. Gran parte del sangue proviene da un vero taglio che l’attrice si era procurata nella scena

Leatherface

Leatherface (tradotto in italiano Faccia di cuoio) è il protagonista della saga cinematografica Non aprite quella porta. È sempre rappresentato come un uomo sadico, ma in realtà uccide per vendicarsi del mondo che lo ha rifiutato per la sua deformità. Il personaggio è molto simile all’assassino Ed Gein che, come lui, indossava maschere con la pelle del volto delle proprie vittime.

Tobe Hooper e Kim Henkel inizialmente volevano che Leatherface parlasse, ma Gunnar Hansen decise che non lo avrebbe fatto. Hansen decise inoltre che il killer sarebbe stato ritardato mentalmente. Leatherface nella sceneggiatura aveva dei dialoghi che erano dei mugugni con scritto a fianco, fra parentesi, cosa stava cercando di dire. Gunnar Hansen colpì più volte la testa su vari oggetti poiché la maschera che indossava non gli permetteva di vedere bene.

L’originale Leatherface

Leatherface è rappresentato per la prima volta dall’attore Gunnar Hansen. Il suo vero nome è Bubba Sawyer. L’assassino non appare mai senza la sua maschera di pelle che nasconde la faccia sfigurata da una malattia. Leatherface è inoltre diverso da ogni altro cattivo dei film dell’orrore, in quanto non commette i suoi crimini perché malvagio o sadico: è ritardato mentalmente e per questo costretto dalla famiglia a commettere atti brutali.

Leatherface veste principalmente tre maschere, la “Maschera da Assassino”, la “Maschera da Nonna” e la “Maschera da Ragazza Dolce”, le quali riflettono la sua personalità nel momento della scena.

I denti del cannibale sono stati fatti apposta dal dentista di Gunnar Hansen. La motosega utilizzata dal killer era una Poulan 306A. Un wrestler degli anni 90 che ha lottato nella IWA si chiamava Leatherface, entrava sul ring “vestito” proprio come il protagonista del film (faccia di cuoio, grembiule e una motosega).

Biografia

Nel primo film in cui compare, Non aprite quella porta, si tratta di un serial killer nato intorno agli anni quaranta. Verso la fine degli anni sessanta la sua famiglia è in gravi condizioni economiche e quindi inizia assieme al fratello Chop Top ad uccidere giovani per nutrirsi. Sally Hardesty è l’unica che riesce a sfuggire al gruppo di carnefici che nel 1973 uccidono suo fratello e i suoi amici. Leatherface e il fratello spariscono dalla circolazione per un po’, finché riappaiono dieci anni dopo quando massacrano due teppisti che fanno scherzi ad una stazione radiofonica. Lo zio di Sally si mette sulle loro tracce, ma il finale del film lascia la storia in sospeso, mentre lo zio di Sally sta lottando contro la folle famiglia di assassini.

Censura 

Il film è stato bandito dalla Gran Bretagna per 25 anni e vietato ai minori di 18 anni Francia, Germania ed India. Attualmente in Italia è vietato ai minori di 14 anni.

La Saga 

scena 5

Il film è presto diventato una saga, composta da tre sequel più un rifacimento e un prequel.

  • Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre, 1974), di Tobe Hooper
  • Non aprite quella porta – Parte II (The Texas Chainsaw Massacre II, 1986), di Tobe Hooper
  • Non aprite quella porta 3 (Leatherface: The Texas Chainsaw Massacre III, 1990), di Jeff Burr
  • Non aprite quella porta 4 (The Return of the Texas Chainsaw Massacre, 1994), di Kim Henkel
  • Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre, 2003), di Marcus Nispel – Il remake
  • Non aprite quella porta – L’Inizio (The Texas Chainsaw Massacre – The Beginning, 2006), di Jonathan Liebesman – Il prequel
  • The Texas Chainsaw Massacre 3D (2013), di John Luessenhop ( 1mag16 )

 

Testo tratto e modificatro: http://it.wikipedia.org/wiki/Non_aprite_quella_porta

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