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MEBETOYS – (Anni 70/80)

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La Meccanica Besana Automodelli nacque nel 1966 a Milano, ad opera dei fratelli Besana. Dopo quattro anni di produzione, l’azienda venne ceduta alla Mattel.

Alcuni bei modelli  – Clicca Sopra

Mebetoys

mebetoys

Con Mario Besana, che nel frattempo aveva assunto il comando unico dell’azienda, si stabilì un comune accordo di non concorrenza: il futuro Commendator Mario Besana poté infatti solo nel 1974 fondare la Martoys, in seguito divenuta Bburago, tenuta per oltre 25 anni prima di cederla al figlio. La Mebetoys era nata come fabbrica di giochi in metallo. In catalogo tra i vari giocattoli spiccava il fucile Armalait, il completo Scotland Yard e altri giochi diversi dagli automodelli. Fu appunto per contrastare i marchi già operanti nel settore, e cioè la Aps Politoys e la Mercury che si decise di sviluppare un marchio.

Mebetoys

La Mebetoys fu fondata, come detto,  dai Fratelli Besana e deve il suo nome alle iniziali di MEccanica BEsana, con la classica aggiunta della parola inglese TOYS, giocattoli.
I primi modelli furono presentati ufficialmente proprio al Salone del Giocattolo di Milano, nel 1966. Si trattava di automodelli ricavati in pressofusione di zamac, molto solidi e ben rifiniti, sia nei dettagli che per la verniciatura.

Mebetoys

A differenza dei Politoys, in genere totalmente apribili, i modelli Mebetoys avevano inizialmente un più limitato numero di aperture, ma una più ricca gamma cromatica, che li facevano somigliare più ai Mercury e agli altri prodotti delle più quotate industrie straniere, quali la Corgi Toys, La Dinky Toys e la Solido.

Le prime versioni erano vendute con la scatoletta bianca che riportava la fotografia dell’automobile vera. Il colore del modello poteva essere verificato dal classico foro circolare presente su due lati della scatola. All’interno il modello restava fermo grazie ad una striscia di materiale spugnoso che lo avvolgeva, proteggendolo dallo sfregamento. 

MEBETOYS giocattoli vintage
Foto tratta dal sito www.aessemodels.it

Successivamente si passò alla scatoletta con finestra laterale, a forma di bocca di forno, fragilissima perchè ricavata dalla stessa pellicola trasparente termosaldata sulla superficie esterna della scatola. Anche se era presente la solita striscia di spugna a tenere fermo il modello, le spigolosità dei modelli stessi ed urti anche lievi laceravano facilmente la finestra. Per questo è oggi difficile trovare Mebetoys con la scatola perfetta. Quando si trova una scatola con la vetrinetta incollata dall’interno si tratta sicuramente di una scatoletta restaurata.

mebetoys

Per classificare le Mebetoys occorre guardare soprattutto le ruote, il fondino e la presenza degli strass applicati al posto dei fari. Nelle schede dei singoli modelli si troveranno molti elementi utili a riguardo.
Importantissime sono anche le targhe, di pregevole fattura e molto realistiche, che hanno seguito con la loro numerazione l’evolversi dei modelli. Ma le targhe possono essere facilmente sostituite o riprodotte.

Gli anni Sessanta e la produzione indipendente

I primi modelli furono in scala 1/42, ma ben presto lo standard divenne il classico 1/43. Erano in zamac, dotati di aperture e di fari jewels, cioè in vetro riflettente. Avevano gomme vere, e non le famigerate ruote veloci, che sarebbero arrivate nei primi anni Settanta, con il passaggio alla Mattel. La produzione classica annovera 40 modellini, identificati con un codice progressivo alfanumerico, dalla numero A-1 Fiat 850 del 1966, alla A-40, Land Rover Transamerican, del 1969.

mebetoys a26 serie rolls royce
Foto tratta dal sito www.aessemodels.it

Gli anni Settanta e il nuovo assetto societario

Dopo il passaggio alla Mattel, i modelli risentirono di un cambio del packaging, e in alcune modifiche di catalogo che andarono via via incorporando nuovi modelli o varianti di essi. I fari jewels e le gomme vennero gradualmente archiviati. Restarono, almeno fino a metà degli anni Settanta, le aperture, lasciate in seguito solo nei modelli di maggior pregio. Molte le linee di produzione. Due in particolare le più interessanti: le Gran Toros, che comprendevano nei fatti solo auto da competizione più o meno inedite , dette anche Sputafuoco o Heisse Räder e i modelli della Serie Europa, auto stradali e non da comnpetizione.

mebetoys

In seguito la linea Gran Toros sarebbe tornata per definire modelli di gran lusso, riconoscibili da speciali scatole in cartone colorato, recanti sul retro l’immagine di circuiti di Formula 1. Oltre alla linea moto, esemplificata dalla produzione Rrrumblers, va ricordata la produzione di bolidi in scala 1/28, con pregevoli modelli della Formula 1 dei primissimi anni Settanta.

mebetoys

Ne’ vanno trascurati gli automezzi militari e i carri armati. Il picco della produzione si ha però con le piccole Flying Colors, vere Hot Wheels italiane ricercatissime dai collezionisti, e con i maxi modelli in scala 1/25.

mebetoys yogi e boo boo

Gli anni Ottanta e la lenta crisi del marchio

Si ritiene che proprio la concorrenza della Bburago che nei primi anni Ottanta aveva brevettato le ruote sterzanti anche per la scala 1/24 diede il colpo di grazia a una produzione già in sofferenza. La Mebetoys, divenuta nel frattempo Mattel e poi Hot Wheels proponeva riedizioni di modelli già prodotti, tranne alcune eccezioni, tutte in livree da rally più o meno realistiche. Quanto ai modelli in scala 1/43 mancavano anche i nomi dei modelli e i loro codici, divenuti nel frattempo esclusivamente numerici e a 4 cifre. Chassis plastico, poca qualità, e immancabile stile americano per automobiline che ancora oggi non trovano quotazioni interessanti. La produzione allo stabilimento di Oleggio Castello, in provincia di Novara, cessò tra il 1985 e il 1986. A0731

mebetoys

Gli anni Novanta e l’improvvisa ripresa

Con l’acquisto del glorioso marchio da parte di un’azienda tedesca di giocattoli, di cui è tuttora proprietaria Antonella Besana, nipote del Commendator Besana, la Mebetoys rientrò con una serie oggi sicuramente rara di modelli in scala 1/18. Non ebbero il successo commerciale e la distribuzione sperati. Il marchio esiste tuttora, sotto forma di puro logo per prodotti legati al mondo delle consoles da videogames e delle piste.

Di seguito alcuni bei modelli Mebetoys anni 60 e 70 

Mebetoys

mebetoys a13 opel kadett
Foto tratte dal sito www.aessemodels.it
Foto tratte dal sito www.aessemodels.it
Foto tratte dal sito www.aessemodels.it
Foto tratte dal sito www.aessemodels.it
Foto tratte dal sito www.aessemodels.it
Foto tratte dal sito www.aessemodels.it
Scatola Natalizia 1969 Deluxe e Standard – Foto tratte dal sito www.aessemodels.it

Parte del testo e le FOTO sono tratte dal sito: www.aessemodels.it

Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Mebetoys

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