Materie del passato: DATTILOGRAFIA

Dattilografia

Dattilografia

Simpatiche gare di Dattilografia / Istituto Luce – Clicca Sopra

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La dattilografia (dal greco dáctylos = dito e graphía = scrittura) è la tecnica e la pratica della scrittura mediante l’uso di una macchina per scrivere (o, più in generale, di una tastiera).

La dattilografia è anche una disciplina professionale completa che ha avuto una grande evoluzione ed è entrata in ogni settore, in ogni lavoro d’ufficio e spesso, negli scorsi decenni, in associazione alla stenografia, al calcolo a macchina, alle tecniche della duplicazione ed alla contabilità meccanizzata.

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Un Esame di Dattilografia – 1971

La sua nascita risale alla seconda metà dell’800 quando, in seguito alla produzione e commercializzazione delle prime macchine per scrivere della Remington & Son di Ilion, New York (il Mod. 1, presentato all’Esposizione Internazionale di Filadelfia, è del 1876) si intravede un nuovo modo di scrivere e comunicare ed una reale risposta alla necessità di presentare, archiviare e conservare dei testi non più manoscritti, ma sempre più simili a quelli tipografici.

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Ora di Dattilografia Istituto Femminile

L’ingresso e la diffusione della macchina per scrivere negli uffici più progrediti dell’Ottocento rende quindi indispensabile la ricerca di personale capace di utilizzarla al meglio per battere dei testi sotto dettatura o scritti da altri in forma di bozze. In tal modo alla professione del calligrafo subentra pian piano quella del dattilografo. Sono soprattutto le donne che la esercitano, loro che per la prima volta hanno la possibilità di lavorare negli uffici, con l’opportunità di far carriera, ed iniziare una qualche forma di emancipazione dalla famiglia o da lavori sottopagati o poco gratificanti.

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A scuola di Dattilografia negli anni ’60 – ’70

Le continue innovazioni tecnologiche portano ad una crescita e ad una continua evoluzione della dattilografia con conseguenti modifiche nel modo di operare del dattilografo.

Così con l’avvento delle macchine per scrivere elettriche dotate dei primi automatismi il lavoro dell’operatore dattilografo viene di gran lunga facilitato e gli viene consentito di aumentare progressivamente la velocità di battitura senza venir meno alla precisione di battuta. Maggiore velocità viene consentita dalle macchine elettroniche; la possibilità di modificare il carattere (inizialmente mediante la pallina o sfera ed in seguito con la margherita) permette di personalizzare ulteriormente lo scritto; la stampa diventa silenziosa con l’introduzione della testina a getto d’inchiostro.

Boy and girl (6-7) using typewriters --- Image by © Bettmann/Corbis
 Bambini al lavoro – Image by © Bettmann/Corbis

Il passaggio a macchine con righe di memoria e poi ai primi sistemi di videoscrittura permette di rivedere, per eventuali correzioni e prima ancora della stampa, il testo appena digitato, dà la possibilità di stampare lo stesso scritto dopo aver effettuato le modifiche necessarie, porta all’abbandono progressivo dei sistemi di correzione e dell’uso della carta carbone per le copie multiple.

Sin dagli esordi della dattilografia studenti e professionisti hanno posto a confronto le loro abilità dattilografiche ed a tutt’oggi sono ancora tanti i giovani che partecipano ai campionati regionali e nazionali di Dattilografia e di Trattamento testi su personal computer, dimostrando gli alti livelli raggiunti.

Dattilografia – L’insegnamento

Dattilografia

Le prime scuole per l’insegnamento della dattilografia nascono in America nel 1881 ed in pochissimi anni si registra un gran numero di provetti dattilografi.

Anche in Italia, seppure in ritardo, vengono modificati i piani di studi scolastici ed introdotte nuove discipline per preparare alle nuove professionalità emergenti.

Così alla Legge Casati del 1859 (che indicava lo studio della calligrafia quale requisito indispensabile per l’inserimento nel mondo del lavoro amministrativo) subentra la Riforma Gentile con il Regio Decreto 6/5/1923 n. 1054 che istituisce la Dattilografia quale materia d’esame negli Istituti Tecnici, e poi la Legge 15 giugno 1931 n. 889 – Riordinamento dell’istruzione Media Tecnica che introduce nelle scuole ad indirizzo commerciale l’insegnamento della Dattilografia.

Seguono a questi altri interventi normativi che danno prima maggiore e poi minor peso alla disciplina sia in ambito di istruzione che lavorativo.

Tecniche di insegnamento

Dattilografia

Per chi, come me, ha frequentato un Istituto Tecnico negli anni ’70 e ’80 (ma per quelli che lo hanno fatto prima) … oppure per tutti quelli che hanno frequentato dei corsi tanto in voga in quegli anni ecco i rudimenti (mai dimenticati) delle tecniche più comuni di insegnamento della Dattilografia. Ore 10,00 / 11,00 entra il professore … Tutti in piedi !!!!

Si insegnano prima alcune lettere (quelle sulla riga centrale) e lo spazio, in seguito si procede per riga, imparando poche lettere per ogni lezione. Per fissare la lettera appresa, la si fa ripetere agli allievi seguita da uno spazio; se la lettera è digitata da un dito della mano destra, allora lo spazio sarà digitato dal pollice della mano sinistra e viceversa. Già da questi esercizi non si deve trascurare il ritmo.

a a a a a ...   (a con il mignolo della mano sinistra, SPAZIO con il pollice della mano destra)
l l l l l ...   (l con l'anulare della mano destra, SPAZIO con il pollice della mano sinistra)
Dattilografia
Olivetti Valentine – Nostra “compagna” dagli anni ’60

È nella fase iniziale che si deve curare anche la posizione delle dita (a “martelletto”) e il rilassamento della mano (premendo un tasto si deve muovere un solo dito, mentre il resto della mano è rilassato e non si irrigidisce). Dopo la pressione di un tasto, il dito torna alla sua posizione rilassato e aspetterà il ritmo per muoversi nuovamente (anche se è il tasto che è sotto il dito stesso nelle posizione di base), indifferentemente se dovrà ripremere lo stesso tasto. Un segreto è quello di non correggere eventuali errori: piuttosto ci si deve sforzare a non farne.

Non possedendo tutti una macchina da scrivere (o un computer) nei libri di dattilografia era allegata una tastiera stampata su un foglio di carta plastificata, per esercitarsi a casa (spesso con una tastiera per computer stampata su un lato, ed una per macchina da scrivere dall’altro).

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Macchina da Scrivere Antares

Appresi un numero sufficiente di tasti si iniziano a scrivere brevi parole (anche per spezzare la monotonia del lavoro) contenenti solo i caratteri appresi, separati da spazi. Ovviamente gli spazi sono premuti con il dito della mano opposta a quella del dito che ha premuto l’ultima lettera prima dello spazio:

la la la la la la la la ...
la dama la dama la dama ...
la dama, la dama, la dama ...
Dattilografia
Olivetti Lettera 35 – La più amata negli anni ’70

Ogni frase deve essere vista e pensata come un insieme di caratteri singoli: lettere, spazi e punteggiatura (indifferentemente dalla pronuncia: “che”, “o, “, “due” e “lle” sono sequenze di 3 caratteri da scriversi nello stesso tempo) e ad ogni carattere è collegato un movimento automatico delle dita.

In seguito si apprendono le maiuscole, il mignolo della mano sinistra preme il tasto maiuscole se la lettera è sul lato destro della tastiera; viceversa il mignolo sinistro preme il tasto maiuscole se la lettera è sul lato destro, suddividendo il lavoro tra le due mani. Il ritmo rimane invariato sia scrivendo lettere minuscole che maiuscole………A0300

Un vero flash dal passato …. non vi pare ???

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Olivetti Studio 45 … e siamo negli anni ’80

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Testo tratto e modificato: https://it.wikipedia.org/wiki/Dattilografia

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3 commenti su “Materie del passato: DATTILOGRAFIA

  1. SIMONELLI Laura AKITANI il said:

    Tutti i ricordi più belli della mia gioventù……Istituto Tecnico Commerciale L. EINAUDI di CARRARA (MS)

  2. Rita il said:

    Io nel 1986 conseguii il diploma di dattilografa professionale, dopo un corso durato 6 mesi, utilizzando la cosiddetta “tastiera cieca”, che mi consentì di divenire molto veloce (velocità data dalla precisione, con il minimo numero di errori di battitura). Così veloce da classificarmi prima nell’esame finale, ricevendo in “premio” il corso di videoscrittura!
    Che emozione rivivere quei giorni, rivedere le macchine da scrivere manuali su cui ho passato ore ed ore per ricopiare un testo, mentre oggi sul PC basta un COPIA e INCOLLA… E comunque, sono contenta perché ho mantenuto la mia velocità!

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