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MATCHBOX – Macchinine da sballo – (Dagli anni ’50)

MATCHBOX

matchbox logo

Matchbox – Storia

La Mattel Inc.,(oggi proprietaria del marchio Macthbox) statunitense, è una delle più grandi case produttrici di giocattoli del mondo. Fra i suoi prodotti più celebri si possono citare Barbie, Big Jim, e gli automodelli Hot Wheels e Matchbox. Produce anche bambole e giochi da tavolo, e negli anni ottanta è stata attiva anche nel settore videoludico, producendo console e videogiochi. Fu fondata nel 1945 da Elliot Handler e Harold “Matt” Matson (da cui il nome “matt-el”). Ruth Handler, moglie di Elliot, ne divenne in seguito presidente; fu lei a creare la linea più redditizia della storia della società, quella legata al marchio “Barbie”. La Mattel acquisi la Matchbox nel 1997.

 

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Matchbox – Storia

La Mattel Inc.,(oggi proprietaria del marchio Macthbox) statunitense, è una delle più grandi case produttrici di giocattoli del mondo. Fra i suoi prodotti più celebri si possono citare Barbie, Big Jim, e gli automodelli Hot Wheels e Matchbox. Produce anche bambole e giochi da tavolo, e negli anni ottanta è stata attiva anche nel settore videoludico, producendo console e videogiochi. Fu fondata nel 1945 da Elliot Handler e Harold “Matt” Matson (da cui il nome “matt-el”). Ruth Handler, moglie di Elliot, ne divenne in seguito presidente; fu lei a creare la linea più redditizia della storia della società, quella legata al marchio “Barbie”. La Mattel acquisi la Matchbox nel 1997.

Catalogo 1967 – Verisone U.S.A.

Era il 19 gennaio del 1947 quando due giovani Londinesi ex riservisti della Royal Navy, Leslie e Rodney Smith, fondarono una fabbrica di giocattoli che avrebbe conquistato, nei successivi trentacinque anni di vita, il favore di milioni di bambini e di collezionisti in ogni angolo del mondo: il suo nome era Lesney Products, in seguito sarebbe diventata famosa con il nome di Matchbox.

Il Catalogo Matchbox del 1967

In verità all’inizio i due titolari non avevano nessuna intenzione di fabbricare giocattoli, o per lo meno non solo. Infatti forti delle esperienze fatte nella marina prima e nell’industria dopo la loro attenzione era rivolta al settore della lavorazione dei metalli e le prime commesse ricevute riguardavano proprio la produzione di componenti per utensili e parti meccaniche. Il nome Lesney, come ormai molti collezionisti sanno, veniva dall’unione dei nomi di battesimo dei due proprietari, Leslie e Rodney, ma bisogna precisare che essi non erano affatto fratelli e nemmeno parenti nonostante il cognome comune faccia pensare il contrario.

I primi giocattoli della Lesney

Come sede della Lesney Products gli Smith scelsero il locale dismesso del Rifleman Pub, a Tottenham, nella parte nord-est di Londra e vi impiantarono le prime macchine, le presse e gli stampi che consentirono loro di fare fronte alle prime richieste del mercato. Essi non immaginavano allora che da quel modesto fabbricato sarebbero nate negli anni a venire oltre tredici grandi fabbriche in Gran Bretagna e decine di compagnie sussidiarie in tutto il mondo.
Qualche tempo dopo, precisamente nel 1950, un nuovo personaggio si unì all’impresa, si chiamava John William Odell (conosciuto come Jack) amico di Rodney e anche lui grande esperto di manifatture metalliche. Inizialmente Odell si installò alla Lesney lavorando per suo conto con macchinari di sua proprietà e pagando un affitto agli Smith per l’uso dei locali.

Il numero 22 nel catalogo Matchbox

Occasionalmente i tre univano le loro forze per smaltire ordini di una certa importanza. Fu proprio uno di questi ordini, una consistente commessa della General Electric Company, che fece decidere al terzetto di entrare finalmente in società. I macchinari di Jack confluirono nella Lesney Products e il suo ingresso diede un nuovo incredibile impulso alla fabbrica, ora con il macchinario disponibile si poteva affrontare qualsiasi richiesta venisse dal mercato. I tre soci notarono tuttavia che gli ordini tendevano a calare notevolmente nell’ultimo trimestre dell’anno e cominciarono a prendere in seria considerazione l’eventualità di diversificare la produzione in maniera da sfruttare le macchine anche in tempi di magra.

ll numero 54 del catalogo Matchbox

La scelta cadde sui giocattoli tenuto conto anche dell’avvicinarsi del periodo natalizio. All’inizio del 1948 Odell acquistò perciò un paio di Dinky Toys e, ricalcandone le linee, creò gli stampi per un rullo compressore (Diesel Road Roller) e una betoniera (Cement Mixer). Pronti per la fine dell’anno le vendite andarono estremamente bene e il successo dell’iniziativa fu tale che indusse la Lesney a trasformarsi nel 1949 in società fabbricante di giocattoli e utensili in pressofusione con i due Smith e Jack Odell direttori. Il metallo maggiormente utilizzato era allora lo zinco.

Il Catalogo Matchbox 1/75

Con le entrate economiche in netto miglioramento fu deciso il trasloco nei locali più idonei di Shacklewell Lane mentre il 1950 vide l’uscita dalla società di Rodney Smith che, presa una congrua buonuscita dai suoi due colleghi, emigrò in Australia.

La produzione di giocattoli dovette però essere improvvisamente interrotta nel marzo 1951 a causa dello scoppio della guerra di Corea che ebbe come conseguenza l’uso razionato dello zinco. L’anno successivo con la fine del conflitto terminò anche l’embargo e la Lesney potè riprendere la produzione dei giocattoli pressofusi. Fu questo il periodo della creazione di alcuni tra i più bei modelli realizzati dalla Lesney, i cosiddetti ‘Early Lesney Toys’ (primi giocattoli Lesney).

Il Catalogo Matchbox 1/75
Il catalogo Matchbox Superfast del 1971

L’incoronazione della regina Elisabetta II nel 1953, seguita alla morte di re Giorgio VI, fu l’occasione per lanciare il modello della carrozza reale, la ‘large Coronation Coach’, con la quale la sovrana avrebbe sfilato per le vie di Londra. Il successo fu enorme, vennero venduti oltre trentamila pezzi di questo giocattolo-souvenir.

Forte dell’accoglienza favorevole avuta dalla replica in grande, Odell creò il modello in miniatura della carrozza che superò di gran lunga il successo avuto dalla sorella maggiore, ne vennero venduti infatti oltre un milione di esemplari.

Gli ex stabilimenti della Matchbox oramai in disuso

Poiché sia Odell che Smith non volevano a quel tempo occuparsi della commercializzazione il Sig. Richard Kohnstam della Kohnstam and Co. venne nominato distributore unico dei prodotti Lesney con il marchio MOKO (dal fondatore Moses Kohnstam), ricoprendo questo ruolo fino al 1959, anno in cui Lesney decise di distribuire in proprio i suoi articoli.

Ambulanza Mercedes Supefast …. una delle più amate

Da quella prima convincente affermazione all’idea di produrre altri piccoli mezzi stradali il cammino fu breve. Odell creò gli stampi dei primi quattro modellini che, su suggerimento di Kohnstam, avrebbero dovuto essere contenuti in una confezione simile ad una scatola di fiammiferi. Avendo Jack sottomano una scatola di fiammiferi svedesi la scelta cadde sui colori giallo e blu che oggi tutti conosciamo. E il nome ‘Matchbox’ dato alla serie ne fu la naturale conseguenza.

Cambio spazzatura con meccanismo di apertura … presente in tutte le collezioni

I quattro modelli, l’Aveling Barford Road Roller, il Muir Hill Site Dumper, il Cement Mixer e il Massey Harris Tractor videro la luce nei primi mesi del 1954. Furono presentati al Salone del Giocattolo di Harrogate e riscossero immediatamente uno straordinario successo di pubblico, il basso prezzo e le dimensioni contenute furono vincenti presso i bambini inglesi e i commercianti cominciarono a sollecitare la Lesney e Kohnstam per avere presto nuove miniature da aggiungere alla raccolta.

La codificazione di questi modelli iniziò naturalmente con il numero uno e proseguì via via con gli altri numeri fino al 75. Non è certa la ragione per cui la lista venne interrotta con quel numero, fatto sta che tutte le uscite successive andarono a sostituire modelli ritirati dalla produzione assumendone il codice. Per questo motivo questa serie è meglio conosciuta come 1-75 e oggi il riconoscimento avviene tramite una sequenza di numeri e lettere. Ogni qualvolta entrava un nuovo modello se ne toglieva uno dal catalogo in modo anche da non dover modificare gli espositori nei negozi.

Volkswagen transporter superfast ….. unico

Nel 1956 venne introdotta la serie ‘Yesteryear’ con tre modelli iniziali, quell’anno vide la nascita anche degli ‘Accessori Packs’ con la pompa di benzina Esso, il 1957 fu la volta dei ‘Major Packs’ e il 1960 dei ‘King Size’. Le cose ormai andavano a gonfie vele anche dal punto di vista economico e i due soci decisero che era venuta l’ora di investire il loro capitale in una nuova sede più grande e più consona agli impegni commerciali che si andavano delineando. La prima vera grande struttura venne acquistata nel 1957 e si trovava ad Hackney in Homerton Road, ad est di Londra e, nel 1962, venne edificata nella famosa Lee Conservancy Road la fabbrica più grande che la Lesney avesse mai posseduto prima di allora, oltre 200.000 metri quadri di superficie.

Ford Cortina …. altro pezzo irrinunciabile

Con una mano d’opera di tremilacinquecento unità in questo mastodontico stabilimento nel 1966 si produceva l’impressionante numero di 2.500.000 modelli a settimana!
Il 1969/70 fu per la Lesney un biennio di grandi problemi: l’ingresso sul mercato della collezione Hot Wheels della Mattel mise in seria difficoltà l’azienda inglese che dovette in tempi brevissimi convertire la sua produzione e introdurre delle sostanziali modifiche ai modelli, in special modo alle ruote, per contrastare la concorrenza del gigante americano.

Roulotte con tetto apribile

Questo periodo è riconosciuto da tutti i collezionisti come lo ‘spartiacque’ determinante tra le due produzioni ante e post 1970 note nel mondo modellistico come ‘ruote regolari’ la prima e ‘ruote veloci’ la seconda. Molti affezionati della Lesney Matchbox fanno terminare la loro raccolta proprio con l’avvento delle ruote veloci.

Una delle versioni Camion dei pompieri

Durante il 1980, Matchbox iniziò a passare al “blister” più convenzionale di plastica e cartone che erano  utilizzati da altre aziende di Die-cast, come Hot Wheels. La confezione in stile scatola di fiammimeri è stata reintrodotta per il mercato dei  collezionisti  negli ultimi anni, in particolare con l’uscita del “35 ° anniversario della Superfast” serie nel 2004.

Mitico carrello porta 2 cavalli

La compagnia riuscì in un primo momento a tenere testa alla domanda di automodelli di nuova concezione ispirati e contaminati prevalentemente dal gusto americano, ma colpevoli la recessione, il costante aumento dei costi e una politica di diversificazione troppo spinta attuata dal management negli anni settanta, portarono l’11 giugno del 1982, dopo trentacinque anni di straordinari traguardi, al fallimento della società e alla vendita alla Universal Group, un gigante del giocattolo dell’Estremo Oriente.

Scompariva così il marchio Lesney ma non la sua fama che continua non scalfita dal tempo; è proprio di questi giorni la notizia dell’acquisto da parte di un gruppo di collezionisti inglesi della grande insegna LESNEY che rischiava di andare perduta con l’annunciata demolizione del vecchio edificio di Homerton Road ad Hackney.

Carrello porta moto Honda…da sballo

Alcuni degli strumenti e stampi creati in epoca Lesney sono ancora utilizzati nella linea Matchbox a partire dal 2007.

Vi metto, qui di seguito,  una carrellata di modelli Matchbox linea Superfast del 1970  che farà sicuramente la gioia di chi ha sopra i 40 anni. A1034

Altra mitica carrellata di modelli Superfast anni ’70   

 

 

 

  

matchbox_superfast_10g

matchbox_superfast_iso_grifo_anni_70

matchbox_superfast_lamborghini_miura_giocattolo_vintage

matchbox catalogo 1969Testo tratto e modificato:   http://www.charlesgarage.com/la_lesney_matchbox.html

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2 Risposte a “MATCHBOX – Macchinine da sballo – (Dagli anni ’50)”

  1. ottimo articolo sulle Matchbox! Ho 63 ed una scatola piena con quelle favolose macchinine della mia infanzia ancora le scatoline che le contengono. Dove potrei chiedere una valutazione?
    Cordiali saluti
    Claudio Miconi

    1. Beh io sono un collezionista di modellini anche se non Matchbox …. Di quelli ne ho ancora una trentina giocati, retaggio della mia fanciullezza ! Uno dei giocattoli più divertenti dell’epoca …… Nei negozi e nelle aste specializzate vedo parecchi modelli con scatola in ottime condizioni da 12 a 20 euro; pertanto, a mio avviso, questa potrebbe essere una buona valutazione. Senza scatola e giocati i modelli perderebbero sensibilmente il loro valore.

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