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LO SQUALO – Steven Spielberg – (1975)

lo squalo 

lo squalo locandina

Lo squalo (Jaws, Fauci) è un film del 1975 diretto da Steven Spielberg.

Il soggetto è tratto dal best-seller di Peter Benchley, ispirato dagli attacchi di squali del Jersey Shore del 1916. Il film è uscito nelle sale statunitensi il 20 giugno 1975; nelle sale italiane è arrivato a dicembre dello stesso anno.

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VIDEO 2 –  VIDEO 3 – La scena finale – Clicca  

VIDEO 4 – L’attrazione agli Universal Studios dedicata al Lo Squalo – Clicca

La vicenda è ambientata nell’isola di Amity, ridente località turistica estiva della costa atlantica statunitense. In prossimità della spiaggia, un enorme e pericoloso squalo attacca i bagnanti. Lo sceriffo (Roy Scheider) cerca di proteggere la gente chiudendo le spiagge, ma il consiglio cittadino annulla il provvedimento ritenendolo troppo drastico e dannoso nel pieno della stagione turistica. Così, con l’aiuto di un eccentrico biologo marino (Richard Dreyfuss) e di un cacciatore di squali professionista (Robert Shaw), lo sceriffo parte alla ricerca dello squalo per sopprimerlo prima che possa uccidere ancora.

spielberg lo squalo
Un giovanissimo Spielberg scherza sul set in bocca al “suo Squalo”

Lo squalo ebbe un grandissimo successo, prima presso il pubblico americano poi in tutto il resto del mondo. Ha avuto tre seguiti: Lo squalo 2 (1978), Lo squalo 3 (1983) e Lo squalo 4 – La vendetta (1987) e un numero imprecisato di tentativi di imitazione, i tre sequel ebbero anche loro un certo successo, ma minore del loro predecessore. Fu anche il primo successo mondiale di Spielberg, che, per altro, non volle prender parte ad alcun seguito.

Lo squalo, inoltre, è considerato il padre dei blockbuster estivi americani. Infatti, in precedenza, non era mai stata effettuata una distribuzione simile in quella stagione. Il presagio (The Omen) seguì l’esempio nell’estate del 1976, e lo stesso si fece anche per Guerre Stellari (Star Wars) l’anno successivo, aprendo definitivamente la strada al lancio di film rivolti al grande pubblico, anche durante l’estate.

Lo Squalo

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Tre squali meccanici vennero costruiti per la produzione: un modello intero per le riprese subacquee e quelle in cui l’animale si muoveva a fior d’acqua e due apposta per girare a destra o sinistra, con un lato completamente cavo in modo da far alloggiare al suo interno i meccanismi idraulici. Venne anche utilizzata una pinna dorsale da far scorrere a pelo d’acqua. La loro costruzione venne supervisionata dal designer di produzione Joe Alves e dall’artista degli effetti speciali Bob Mattey. I continui malfunzionamenti degli squali meccanici ritardarono di diversi mesi la fine delle riprese, fecero lievitare il budget e misero a repentaglio la conclusione del film.

Emblematico il giorno del collaudo in cui lo squalo naufragò sul fondale a causa degli impianti idraulici corrosi dall’acqua salata. Fu necessario l’intervento di alcuni sommozzatori per riportarlo in superficie. Non potendo più fare affidamento sugli squali meccanici, per procedere con le riprese si ricorse ad alcuni stratagemmi. Un esempio è l’utilizzo dei barili il cui riaffiorare dalle acque indicava l’avvicinarsi dello squalo. Questa e altre soluzioni forzate hanno, anziché nuociuto al film, incrementato il livello di suspense delle scene, fornendo un tono alla Hitchcock. I tre squali meccanici vennero complessivamente chiamati Bruce dalla produzione, e Spielberg ne chiamò uno Il grande bastardo bianco.

Le Riprese

La località di ripresa fu l’isola di Martha’s Vineyard in Massachusetts, scelta perché l’oceano ha un fondo sabbioso a soli 9 metri di profondità fino a 19 km al largo dalla costa. Questo consentiva sia una agevole manovra degli squali meccanici sia la comparsa nelle inquadrature della terraferma, in modo da alimentare la sensazione di isolamento dei protagonisti. Le riprese in mare ebbero ulteriori problemi: barche indesiderate si inserivano all’interno delle riprese, le videocamere erano fradice e infine l’Orca iniziò ad affondare con gli attori a bordo. Scontenti, gli operatori diedero al film il nomignolo Difetti (Flaws in inglese, gioco di parole con il titolo originale, Jaws).

La scena nella quale Hooper trova la testa mozzata di un pescatore all’interno dello scafo di un relitto venne aggiunta dopo un prima visione del film. Dopo aver visto la reazione a questa proiezione, Spielberg disse che voleva “un po’ più urla”, e, autofinanziandosi, spese $3,000 per girare la scena dopo il rifiuto di finanziamento da parte degli Universal Studios, che ritenevano non vi fosse nulla di sbagliato nel film. La scena aggiunta è spesso considerata un errore di continuità: quando Brody cerca di convincere il sindaco a chiudere le spiagge, omette la menzione della tragica morte del pescatore, che avrebbe rafforzato la sua tesi.

Riprese con squali veri vennero girate da Ron e Valerie Taylor nei mari dell’Australia, con un attore nano immerso in una piccola gabbia per squali creando l’illusione che lo squalo fosse enorme. Originariamente, la sceneggiatura prevedeva che lo squalo uccidesse Hooper all’interno della gabbia, ma durante le riprese uno degli squali rimase intrappolato tra le sbarre della gabbia e iniziò ad agitarsi distruggendola.

Fortunatamente la gabbia era vuota in quel momento. La sceneggiatura venne così cambiata permettendo ad Hooper di sopravvivere e alla gabbia di essere vuota. Malgrado le rare riprese della violenza di un grande squalo bianco, solo una di queste venne usata nel film definitivo. A1262

Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_squalo

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