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Storia dell’auto: MERCEDES PAGODA W113

Mercedes Pagoda

Mercedes Pagoda

La sigla W113 (o anche R113) è la sigla progettuale di un’autovettura roadster di lusso, consistente nella seconda serie di vetture appartenenti alla Classe SL, prodotta in tre versioni dalla Mercedes-Benz tra il 1963 ed il 1971 e conosciuta in tutto il mondo con il soprannome di Pagoda.

Storia e profilo – Mercedes Pagoda 

mercedes -1967-detroit-auto-show

La 190 SL, che aveva goduto di ampi consensi per parecchi anni, stava invecchiando e la Casa di Stoccarda decise di avviare la progettazione di una nuova spyder (impropriamente definita roadster).

Il progetto nacque intorno al 1961: tre erano le richieste dei vertici Daimler-Benz nei confronti dei responsabili dei vari reparti coinvolti nel progetto: l’autovettura doveva essere brillante, confortevole e spaziosa; doveva essere realizzata attingendo dal maggior numero possibile di risorse di cui già si disponeva ed infine doveva avere una linea accattivante.

Per quanto riguardava la meccanica si scelse di basare la vettura sul pianale accorciato della 220 SEb W111, equipaggiato però con una motorizzazione più potente realizzata a partire dal 2.2 litri M180 che già si aveva e che era già utilizzato per equipaggiare sempre le Heckflosse.

Sul fronte della sicurezza, si ripropose invece quanto già sperimentato dall’ingegner Béla Barényi nella normale produzione di serie (sempre con la serie W111), introducendo nella nuova roadster un corpo vettura a deformazione programmata in caso di urto violento, così da salvaguardare l’incolumità dei passeggeri.

mercedes_230sl_interior

Per la carrozzeria, invece, ci si avvalse del valore dell’equipe di designers guidata da Paul Bracq, sotto la supervisione di Friedrich Geiger. Visti gli ottimi sbocchi commerciali offerti dal mercato statunitense, si decise che la linea della vettura avrebbe dovuto strizzare l’occhio anche a potenziali acquirenti in tale mercato, dove la vettura avrebbe dovuto provare a rubare clientela agli aficionados delle Corvette. Si doveva quindi provare a proporre una linea decisamente più moderna. I primi disegni della vettura lasciarono perplessi i vertici della Casa, che li giudicarono troppo audaci. Tuttavia il reparto design continuò a voler rimanere fedele ai nuovi canoni stilistici appena abbozzati ed il risultato di tali sforzi venne presentato al Salone di Ginevra del 1963: nacque così una nuova roadster griffata con la Stella a Tre Punte, denominata ufficialmente 230SL.

Mercedes Pagoda 230SL – (1963/1967)

C’è da dire che almeno agli inizi le reazioni verso la nuova nata furono di perplessità anche presso il pubblico, quando non addirittura di sdegno. Ci fu chi rimase scandalizzato per il fatto che la Casa di Stoccarda si era troppo modernizzata nelle linee a discapito di quella classica eleganza che ne aveva decretato il successo anche dopo i primi difficili anni del dopoguerra.
Ma poco tempo dopo le critiche si fecero sempre più sporadiche fino a scomparire quasi del tutto, cancellate dai consensi che invece divennero sempre più numerosi.
Per fugare ogni dubbio, la Casa decise di impiegare la 230SL nel Rally Spa-Sofia-Liegi, tenutosi sempre nel 1963. La vettura, pilotata da Eugen Böhringer, si aggiudicò la competizione, consacrando definitivamente la 230SL nel gotha delle vere Mercedes-Benz.

Mercedes-Benz_250SL_1966 In effetti, la 230SL, per i suoi contenuti, la sua classe, le sue finiture e la sua linea, non poteva non far parte di una gamma come quella della Casa di Stoccarda. Esternamente era caratterizzata da linee tese, meno rotonde, ma assai più dinamiche, che evidenziavano anche una certa velleità agonistica, poi confermata anche dalla vittoria di Böhringer.
Delle berline W111 conserva tra l’altro alcuni tratti, come per esempio i fari anteriori, a sviluppo verticale.

Ma la caratteristica più particolare era l’insolita forma del tettuccio rigido, laddove era previsto, che presentava una strana forma concava, la quale avrebbe dato alla 230SL ed ai successivi modelli W113 il soprannome di Pagoda. Furono molti gli esemplari dotati di capote in tela, ma i cui proprietari avevano richiesto anche un hard-top montabile sulla vettura quando la capote era chiusa nel alloggiamento. Tali scelte stilistiche si rivelarono quindi rivoluzionarie, poiché nulla avevano a che fare con le “gibbosità” della 190 SL, ma anzi prefiguravano l’impostazione di tutti i modelli Mercedes prodotti a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta.

Mercedes Benz 230 sl marmittaPur legata ai schemi meccanici classici (trazione posteriore, motore anteriore longitudinale, cambio meccanico a 4 rapporti), la 230SL presentava delle novità anche sottopelle. Nuovo era il motore a 6 cilindri in linea M127 II alimentato a iniezione da 2308cm³ e 150 CV e nuovo era il ponte posteriore (a semiassi oscillanti). Come già accennato, il cambio era manuale a 4 marce, ma a richiesta era possibile averlo automatico, sempre a 4 rapporti: dal settembre del 1965, chi lo desiderava poteva optare anche per un manuale a 5 marce.

Le prestazioni del motore consentivano discrete prestazioni, sebbene, a causa della geometria del ponte posteriore, la vettura risultasse impegnativa sul bagnato. All’altezza della situazione, invece, l’impianto frenante misto con servofreno. La velocità massima raggiungibile era di 200 km/h.
Nel 1966 la versione roadster venne affiancata dalla Coupé Hard-top, con tetto rigido (comunque asportabile) di serie e priva di capote in tela, L’eliminazione del “meccanismo” della capote aveva consentito di aggiungere due piccoli strapuntini posteriori (buoni più che altro per stivare qualche borsone).
La 230SL venne sostituita nel gennaio del 1967 dalla 250SL.

Mercedes 250SL – (1966/1968)

Già nel dicembre del 1966 la 230 SL venne rimpiazzata dalla 250 SL, identica in tutto, tranne che nella cilindrata (portata a 2494 cm³). Nonostante la commercializzazione fosse stata avviata alla fine del 1966, il modello era presente anche al Salone di Ginevra del 1967. Grazie al nuovo motore, siglato M129 III, la vettura vantava una migliore elasticità di marcia e prestazioni velocistiche più brillanti in accelerazione, mentre la velocità di punta rimase pressoché invariata. Meccanicamente, la vettura ricevette anche i freni a disco posteriori ed anche in questo caso era previsto di serie un cambio manuale a 4 marce, che poteva essere sostituito a richiesta da un 5 marce o da un automatico a 4 rapporti.
La 250SL è la più rara tra le W113, perché è stata prodotta per poco più di un anno, vale a dire fino al gennaio del 1968, ed in soli 5.196 esemplari.

Mercedes 280SL – (1967/1971)

Nel 1968 la 250 SL lasciò il posto alla 280 SL, in listino già dal mese precedente e dotata del nuovo motore 130.983 ad iniezione con cilindrata elevata a 2778 cm³ e potenza massima di 170 CV. Ancora una volta, le prestazioni assolute rimasero invariate, ma il nuovo motore era ancor più ricco di coppia, tanto da consentire ampi margini di incremento nell’accelerazione e nello spunto. ( 2mar16 )
La 280SL fu l’ultimo modello della serie W113, che nel marzo del 1971 venne sostituita dalla nuova serie di roadster tedesche, la R107.

mercedes r107 tre configurazioni Mercedes 280 SL R107

Mercedes Pagoda  – Tabella riepilogativa 

Modello Sigla telaio Motore Cilind.
cm3
Potenza
CV/rpm
Coppia
/Nm/rpm
Velocità
max
Acceler.
0-100 km/h
Anni di
produz.
Esemplari
prodotti
230SL 113.042 M127 II
(127.981)
2306 150/5500 196/4200 200 11″1 07/63-01/67 19.831
250SL 113.043 M129 III
(129.982)
2496 150/5500 216/4200 200 10″ 12/66-01/68 5.196
280SL 113.044 M130
(130.983)
2778 170/5750 240/4500 200 9″ 12/67-03/71 23.885

 

mercedes pagoda 250 slTesto tratto e modificato:  http://it.wikipedia.org/wiki/Mercedes_W113

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