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KING KONG – (1933/1976)

King Kong

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Il Trailer officiale del King Kong  del 1933 – Clicca Qui

VIDEO 2 L’arrivo di Kong – Clicca

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King Kong ( 1933 )

King Kong è un film del 1933 prodotto e diretto da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack. La prima si tenne il 2 marzo 1933.

Passata attraverso più versioni successive e remake (quello del 1976 si avvaleva della collaborazione di Carlo Rambaldi agli effetti speciali), la storia dello scimmione King Kong costituisce uno dei paradigmi di base del linguaggio cinematografico. La sapiente combinazione di elementi avventurosi, romantici e fantastici, insieme ad una serie di trucchi visivi all’epoca rivoluzionari, ha fatto di questo film uno dei massimi capolavori della storia del cinema.

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Nel 1991 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al quarantatreesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al quarantunesimo posto.

Il film uscì nelle sale italiane il 13 ottobre 1933 e fu riedito nel 1948.

Produzione

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L’idea del film fu di Merian C. Cooper, cui venne parlando con l’esploratore scientifico del Museo americano di storia naturale W. Douglas Burden, che era rientrato da una piccolo isola dell’Estremo Oriente dalla quale aveva portato il più grande rettile vivente mai trovato, il drago di Komodo. Cooper adattò l’idea della spedizione rimpiazzando il rettile con un gorilla. Fece quindi vedere a David Selznick un lungometraggio non finito dal titolo Creation del 1931 dedicato alla vita nell’epoca dei dinosauri e il film Il mondo perduto (The Lost World, 1925), realizzati con la tecnica del passo uno, convincendo il produttore (insieme con Willis H. O’Brien) della bontà del loro progetto. Selznick acconsentì a realizzare una bobina di prova. Quando la bobina fu pronta si riunirono tutti gli azionisti della RKO e assistettero alla scena del rovesciamento del tronco di albero da parte di King Kong. Il regista e il produttore ottennero subito l’autorizzazione a procedere e il film entrò in lavorazione. 

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Effetti speciali

Nella realtà, Kong era un pupazzo articolato (non un uomo travestito da scimmia) alto circa 45 centimetri, con uno scheletro di acciaio ricoperto di lattice e pelliccia di coniglio. Fu filmato, immagine per immagine, da Willis O’Brien e dalla sua équipe, su dei plastici rappresentanti la giungla e la città di New York. La tecnica del passo uno era già utilizzata da più di un decennio, ma O’Brien e gli altri tecnici degli effetti speciali hanno saputo miscelarla per la prima volta con altre tecniche, come la retroproiezione e la proiezione miniaturizzata, per mettere gli attori in scene mai viste prima. Oltre a queste due tecniche, O’Brien ne utilizzò una terza, consistente nel filmare gli attori davanti ad uno schermo blu, che permetteva in seguito di inserirli in altre scene. Questa tecnica sarebbe stata utilizzata nella maggior parte dei film di questo genere, fino all’apparizione degli effetti digitali negli anni novanta.

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Il Brontosauro non era che un piccolo Robottino
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Riproduzione Robot di King Kong utilizzato per il film

Per le riprese in primo piano furono utilizzati anche numerosi accessori a grandezza naturale, come una mano articolata lunga 2,50 metri, un piede e una testa del mostro in grandezza naturale ricoperta da 40 pelli d’orso e manovrata da quattro (o, secondo altre fonti, sei) uomini all’interno, due busti di una cinquantina di centimetri ciascuno e uno anch’esso di grandezza naturale. Il ruggito di Kong fu ottenuto registrando quello di un leone, abbassato poi di un’ottava.

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Durante la lavorazione fu girata anche una scena con degli insetti giganti, ma questa parte del film non fu inserita nella edizione finale, poiché intaccava troppo il ritmo del film.

Il successo di King Kong non è stato basato solo sulla tecnica. La storia del film è stata forte quanto gli effetti speciali, la cui qualità superò quella di tutti i film precedenti. Willis O’ Brien ha saputo dare al mostro una personalità nella quale gli spettatori, almeno in parte, poterono identificarsi. L’amore che lega il gigante all’eroina dà al film un carattere tragico che ricorda la fiaba de La bella e la bestiaAlla sua uscita nel 1933 il film fu campione d’incassi negli Stati Uniti.

King Kong ( 1976 )

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Il Trailer officiale del King Kong del 1976 – Clicca Qui

VIDEO 4 La scena finale – Clicca

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King Kong è un film del 1976 diretto da John Guillermin. Prodotto da Dino De Laurentiis, è il remake del classico film avventuroso-fantastico King Kong del 1933. È interpretato da Jeff Bridges, Charles Grodin e Jessica Lange nella sua prima apparizione cinematografica.

La pellicola – ricordata soprattutto per gli effetti speciali animatronici di Carlo Rambaldi premiati con un Oscar – ha avuto un sequel intitolato King Kong 2, che non ebbe lo stesso successo commerciale.

Produzione

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La sceneggiatura, scritta da Lorenzo Semple Jr., è tratta dal soggetto originale del film King Kong del 1933 di Merian C. Cooper ed Edgar Wallace e dal copione del 1933 di James Creelman e Ruth Rose.

Effetti speciali

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Preparazione del King Kong di Rambaldi

Per questo film Carlo Rambaldi vinse il premio Oscar Special Achievement Award, creando un pupazzo telecomandato (animatrone) alto 12 metri. Il robotgigante venne tuttavia usato in poche scene: nella maggior parte delle inquadrature in cui si vede il gorilla nella sua interezza, esso è impersonato da Rick Baker con un costume, attore per il quale furono anche realizzate delle maschere in grado di esprimere le più comuni emozioni di King Kong. Rambaldi realizzò inoltre il braccio meccanico a grandezza naturale di King Kong usato per le riprese ravvicinate con Jessica Lange. Per problemi di budget, furono realizzati solamente il già citato Kong e il serpente di gomma, ma non c’era denaro sufficiente per creare dei dinosauri o altre creature.

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Rick Baker si appresta ad indossare il costume

Accoglienza e critica

Il film riscosse un buon successo commerciale. Con un costo di produzione stimato di 24 milioni di dollari, il film ne ricavò circa il doppio nelle sale solo negli Stati Uniti (oltre 7 milioni nel primo fine settimana), per un totale di 90 milioni di dollari in tutto il mondo. Al termine, la pellicola occupò la 7ª posizione della classifica dei maggiori incassi statunitensi della stagione 1976/1977 e 1ª posizione in quelli italiani.

Al successo di pubblico e ai premi (un Oscar e un Golden Globe) non corrispose il favore della critica, che mise in luce le pecche del film confrontandolo alla versione originale del 1933 – considerata un capolavoro della storia del cinema – a cominciare dalla scelta di riambientare la storia nel presente. ( 1apr16 )

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Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/King_Kong_(film_1933)

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