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FLIPPER – Il gioco “d’azzardo” degli ANNI 70 e 80

Flipper        flipper

Flipper

Il flipper, conosciuto in inglese come pinball, è un gioco di abilità a moneta, di origini statunitensi, molto diffuso con tale nome in Italia, Francia ed altri paesi europei a partire dagli anni cinquanta, soprattutto in bar e locali pubblici.

Il termine flipper deriva dalle piccole pinne (flippers), oggi più comunemente note come alette, comandate da pulsanti esterni e con le quali il giocatore può colpire una biglia d’acciaio mirando a bersagli posti su un piano inclinato coperto da un vetro trasparente. Ogni singolo bersaglio o combinazione di bersagli colpiti apporta un punteggio o agevolazioni (bonus) al gioco.

flipper central_park_1966 gottlieb

Nato negli anni trenta in versione interamente meccanica (derivata direttamente dai giochi del tipo Bagatelle diffusi già dai tempi della corte del Re Sole), il flipper originario consisteva in un semplice piano inclinato, sul quale venivano fatte scorrere dall’alto delle biglie d’acciaio. Una volta lanciate manualmente per mezzo di un pistone a molla, le biglie scorrevano lungo il piano inclinato e finivano più o meno casualmente dentro delle buche o dei passaggi obbligati, ai quali corrispondevano determinati punteggi. La vittoria era collegata al raggiungimento di un punteggio massimo, oppure di una determinata combinazione o sequenza di buche (ad esempio per formare una determinata parola).

Il flipper presto viene abbellito dotandolo di luci, suoni ed altri meccanismi elettrici ed elettromeccanici:relè, motori elettrici, ed altri congegni molto simili a quelli utilizzati un tempo nelle centrali telefoniche, ma il suo funzionamento rimase invariato per più di vent’anni. La svolta avvenne con l’introduzione appunto dei flippers, una sorta di palette di plastica azionabili con dei pulsanti esterni, per mezzo delle quali era possibile respingere le biglie, e indirizzarle verso specifiche buche o bersagli.

Il primo flipper con le palette fu “Humpty Dumpty“, prodotto dalla Gottlieb nel 1947. L’invenzione delle palette elettromeccaniche (dovuta al Game Designer Harry Mabs) rivoluzionò radicalmente il flipper, trasformandolo da gioco di fortuna in gioco di abilità, grazie alla possibilità di giocare la biglia a piacimento, controllando entro certi limiti lo svolgimento della partita, e di conseguenza aumentando il piacere di gioco. L’apparecchio in Italia venne battezzato flipper per via della scritta riportata sopra le palette (i flippers, appunto); la stessa cosa successe in Francia ed in Germania.

Il flipper restò per decenni una complessa macchina elettromeccanica, piena di relè, contatti, rotori, elettromagneti, molle e lampadine; solo verso la metà degli anni settanta le prime sperimentazioni videro gradualmente il passaggio a modelli interamente controllati da una scheda elettronica dedicata; tuttavia buona parte dei componenti del piano di gioco del flipper sono rimasti elettromeccanici, anche se negli apparecchi attuali sono controllati da una moderna CPU.

In Italia, negli anni sessanta, il flipper ebbe vita difficile: fu oggetto di regolamentazioni e limitazioni giuridiche volte a proibirne l’utilizzo come apparecchio per gioco d’azzardo; questo portò al divieto di vincite di alcun genere, inclusa la ripetizione della partita. Per fronteggiare queste limitazioni esclusivamente italiane, i costruttori di tutto il mondo produssero modelli differenti esclusivamente dedicati al mercato italiano. Questo portò ben presto al proliferare di costruttori italiani, alcuni attivi anche per anni a seguire, per soddisfare la richiesta interna e dediti alla costruzione di modelli adeguati alla legislazione nazionale.

A quei tempi le discoteche non esistevano ancora; e quindi le mamme si accanirono presto contro questo nuovo passatempo che “distrae i ragazzi distogliendoli dallo studio, spingendoli a spendere fino all’ultima moneta come nel peggiore dei giochi d’azzardo” (come recita testualmente un giornale dell’epoca).

flipper bronco_1977_gottlieb's

Si arrivò quindi presto in Italia ad una legge, varata nel 1965, che vietava “il giuoco tipo flipper” oltre ad una moltitudine di altri passatempi che con il flipper avevano poco o nulla in comune, tipo le slot-machines.

Il flipper era quindi destinato a scomparire in quanto gioco d’azzardo? No, perchè subito gli americani corsero ai ripari per non perdere un importante mercato come quello italiano. La legge vieta il gioco chiamato flipper? E noi, apposta per l’Italia, cancelliamo la scritta “flipper” dovunque compare, ed anzi nel vetro della testata scriviamo ben chiaro ed in italiano che questo è un “Nuovo Bigliardino Elettrico”.

I Flipper della nuova generazione

Parafrasando Claudio Bisio, i flipper di oggi sono veramente della nuova generazione. Dal 1978 i relè, i motori elettrici, le bobine elettromagnetiche, sono state sostituite con precisi e piccoli circuiti elettronici; il suono delle campanelle non c’è più, rimpiazzato da sonoro campionato e frasi digitalizzate. Sono in grado di adattarsi a qualunque giocatore, regolando automaticamente la difficoltà di gioco a seconda dell’abilità che dimostriamo.

Se un bersaglio si rompe e non funziona più, in attesa del tecnico che lo ripari, il flipper aggira l’ostacolo, riprogrammandosi automaticamente in modo da non rendere più necessario colpire quel tale bersaglio. E i flipper, non sono più ad argomento generico, bensì spesso ispirati a film e telefilm famosi di cui, su licenza, riproducono scene, musiche, frasi, ecc.

flipper jungle_1972_f_1

Nel Flipper il gioco deve soprattutto sottostare alle leggi fisiche, che governano il movimento della pallina. Una volta terminato un videogioco, visto tutto quello che c’è da vedere, non c’è più interesse a tornarci una seconda volta. Nel gioco del flipper il programma non decide lui il movimento e l’azione della pallina, ma ne è spettatore, insieme a noi.

Oggi il flipper è pressoché scomparso dai locali pubblici italiani, soppiantato perlopiù dai videopoker prima, legali in Italia dal 1995, e dalle New Slotsora (versioni particolari dei videopoker per il mercato italiano, in osservanza delle leggi vigenti); in pratica, sostituito dai cosiddetti giochi a premio. La situazione non è comunque diversa nel resto d’Europa. Nel mondo è rimasto attualmente un solo produttore, la Stern (USA), anche se si moltiplicano le iniziative, soprattutto da parte di entusiasti e collezionisti, di ricostruire su licenza piccole quantità di apparecchi del passato, anche recente, nonché parti di ricambio o altro.

Principali produttori

  • Atari (USA)
  • Bally (USA)
  • Bell Games (Bologna, Italia)
  • BEM (Milano, Italia)
  • Capcom (USA)
  • Chicago Coin (USA)
  • Data East (USA)
  • Europlay (Bologna, Italia)
  • Exhibit (USA)
  • Genco (USA)
  • Game Plan (USA)
  • Gottlieb (USA)
  • Nordamatic (Verona, Italia)
  • Keeney (USA)
  • Ripepi (Messina, Italia)
  • RMG (Bologna, Italia)
  • SEGA (Giappone e USA)
  • Stern (USA), unico produttore tuttora attivo
  • Tecnoplay (Repubblica di San Marino)
  • United (USA)
  • Williams (USA)
  • Zaccaria (Bologna, Italia)

Zaccaria

 Zaccaria era il nome di una azienda italiana, produttrice di flipper e videogiochi arcade. Fondata dai fratelli Natale, Marino e Franco Zaccaria nel 1974 a Bologna e chiusa nel 1988, ha prodotto nel corso degli anni diversi flipper (esportati anche all’estero) e videogiochi da bar: di questi alcuni soni “cloni” di titoli di altri produttori (come una versione di Space Invaders intitolata The Invasion o una di Pengochiamata Penta); altri sono originali. Si tratta dell’unica azienda italiana ad avere prodotto dei videogiochi arcade, ed è stata una delle poche aziende europee in grado di produrre flipper di qualità paragonabile a quelli statunitensi.

 

Gottlieb

La Gottlieb (o meglio, la D. Gottlieb & Co.) è stata un’azienda statunitense fondata da David Gottlieb negli anni ’30, che produsse principalmenteflipper ma anche altri tipi di giochi, come i mini-bowling games, e negli ultimi anni anche alcuni videogiochi da sala (tra i quali i notevoli “Reactor” e “Q*bert”). Al pari degli altri produttori, la Gottlieb produsse inizialmente flipper meccanici, dal 1935 quelli elettromeccanici, e a partire dalla fine deglianni ’70 quelli semi-elettronici (solid state pinball).

La Gottlieb fu l’azienda leader negli U.S.A. e nel mondo per la produzione di flipper specialmente negli anni ’60 e ’70, nonostante l’agguerrita concorrenza delle altre maggiori aziende americane, quali la Bally Technologies e la Williams. La prima macchina prodotta, di tipo Bagatelle, fu Baffle Ball del 1931. Nel 1947 con Humpty Dumpty la Gottlieb inventò il flipper, introducendo le palette per respingere la biglia (ideate dal genialegame designer Harry Mabs), che ebbero un successo clamoroso.

Nel 1954 con Super Jumbo la Gottlieb produsse il primo flipper “multiplayer”, che consentiva partite a turno fino a quattro giocatori; nel 1960 con Flipper introdusse la prima macchina di tipo Add-a-ball, che consentiva di prolungare il gioco mediante la vincita di biglie aggiuntive ma senza la ripetizione della partita, che nella legislazione di alcuni paesi (tra i quali l’Italia) veniva considerata come gioco d’azzardo. L’ultimo flipper prodotto dalla Gottlieb fu Barb Wire, dell’inizio del 1996.Con l’avvento dei videogames alla fine degli anni ’70, la Gottlieb e le altre aziende iniziarono a ridurre la produzione di flipper, entrando progressivamente in crisi. La Gottlieb fu acquistata dalla Columbia Pictures nel 1977.

Nel 1983, quando la Coca Cola acquistò a sua volta la Columbia, i settori della Gottlieb’s relativi alla produzione dei flipper vennero ceduti ad una nuova azienda della Coca Cola, la Mylstar Electronics. Nell’84 la Coca Cola si disfece della Mylstar, che iniziò a produrre videogames. Nello stesso anno un gruppo di gestione guidato da Gilbert G. Pollock acquisì i settori della Mylstar relativi ai flipper, continuando la produzione del marchio Gottlieb con una nuova azienda, la Premier Technology.

Quest’ultima azienda restò operativa fino all’estate del 1996, quando il forte calo della domanda di flipper la costrinse a cessare l’attività. La Premier Technology evitò il fallimento, ma fu costretta a liquidare tutti suoi beni a vantaggio dei creditori. Attualmente, i flipper Gottlieb (prodotti da Myslar e Premier) ed il marchio Gottlieb appartengono ad una holding, la Gottlieb Development LLC. A0645

Di seguito grande carrellata di Flipper della Gottlieb fra i quali, probabilmente, troverete quello con il quale giocavate nel vostro bar (il mio è quello della foto in presentazione). Fatemelo sapere!

Anni 60

 

 Anni 70

 

 

 

 

 

Anni 80

 

   

 

      

 

   

 Anni 90

 

     

 Tutte le foto sono tratte dal bellissimo sito dell’amico Federico Croci :    www.tilt.it

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