FILODIFFUSIONE RAI – (dal 1958)

FILODIFFUSIONE RAI

Filodiffusione pubblicità storia

La filodiffusione è la radio diffusa attraverso una rete di telecomunicazioni il cui ultimo tratto, quello che raggiunge l’utente, utilizza il doppino telefonico con cui sono cablati gli edifici serviti dalla telefonia fissa.

Il sistema nacque nel 1931 in Svizzera, dove la conformazione del territorio era tale da non garantire tramite onde radio una copertura capillare. Per questo motivo fu sviluppata la filodiffusione in bassa frequenza (su rete telefonica) denominata NF-TR (Niederfrequenz-Telefonrundspruch). Nel 1940 fu inaugurato il sistema ad alta frequenza HF-TR (Hochfrequenz-Telefonrundspruch), con il quale fu possibile la trasmissione simultanea di più programmi. Il sistema TR fu spento nel 1997 a favore di Swiss Satellite Radio.

Filodiffusione schema funzionamento telefono

La tecnica utilizzata dalla filodiffusione sfrutta un principio totalmente diverso da quello dell’ADSL: l’unica somiglianza è che viene usata una banda di frequenza diversa da quella utilizzata per il segnale telefonico analogico (300—3400 Hz). Nel caso della filodiffusione, la trasmissione avviene nella banda tra 150 e 350 kHz. È poi necessario un idoneo ricevitore (un semplice radioricevitore con un adattatore all’ingresso d’antenna) per ascoltare i programmi. Sullo stesso doppino la filodiffusione analogica non è quindi fruibile contemporaneamente con l’ADSL, il che ne sta causando l’estinzione. 

Filodiffusione Rai in Italia

filodiffusione

In Italia la trasmissione via Filodiffusione fu inaugurata il primo dicembre 1958 dalla RAI, e le trasmissioni vere e proprie iniziarono il 4 gennaio 1959, quando la copertura radiofonica via etere non era capillare e la qualità del suono, trasmesso in AM lasciava a desiderare. La trasmissione di un segnale in onda lunga via cavo “a frequenze portanti” garantiva un suono limpido, una larghezza di banda di 15 kHz, e una diffusione su tutto il territorio che includeva tutti i capoluoghi di provincia di allora.

Dopo l’introduzione della diffusione via etere in modulazione di frequenza (FM) e con l’avvento delle radio private la filodiffusione fu relegata sempre di più nella nicchia degli appassionati di musica classica e di un pubblico colto. Tra l’altro, sono gli unici canali radiofonici della RAI a trasmettere 24 ore su 24 senza alcun tipo di interruzione (a parte il segnale orario).

Filodiffusione pubblicità anni 60

La Rai Filodiffusione include oggi cinque canali, dei quali i primi tre irradiano le reti radiofoniche nazionali (Rai Radio 1, Rai Radio 2 e Rai Radio 3), il canale Rai Radio FD 4 che trasmette 24 ore al giorno musica leggera, e il canaleRai Radio FD 5 che trasmette soprattutto musica classica. Inoltre è possibile ricevere gratuitamente i cinque canali della Filodiffusione su digitale terrestre (RAI Mux 1), satellite (attraverso Hotbird) e sulla piattaforma digitale Sky(servizio Radio on SKY)

La filodiffusione, pur essendo una tecnologia datata, è comunque economica e affidabile. L’utente che voglia ascoltare la filodiffusione può dotarsi di un filodiffusore e pagare un canone annuo al proprio operatore telefonico oppure dotarsi di un computer con relativa connessione ad Internet ad alta velocità.

filodiffusione apparecchio

A dimostrare la “robustezza” di questa tecnologia, esistevano in Italia tre fabbricanti di Filodiffusori, in versione sia da incasso che da tavolo: Ormai però la produzione si limita a sistemi di filodiffusione per grandi utenze, come alberghi, ospedali o comunità, dove la tecnologia è enormemente meno costosa del digitale. Attualmente le trasmissioni analogiche, a cura di RAI-Telecom sono ancora pienamente attive, essendo incluse nel Servizio Universale che il Gestore Telefonico è tenuto a offrire, anche se il servizio analogico è in competizione con servizio ADSL, che a fronte di un costo centuplicato, e di una complessità e costi d’uso molte maggiori, consente la fruizione dei servizi web. A ridurre l’attrattiva del servizio è anche la possibilità, fino a pochi anni fa inesistente, di ascoltare i cinque canali RAI in altri modi. Il servizio analogico tuttavia ha i suoi punti di forza nell’economicità, e nell’essere i ricevitori particolarmente idonei per persone non esperte di tecnologie più complesse o che non hanno accesso ad internet. 

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