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ENOLA GAY e BOCKSCAR sganciano le prime bombe atomiche – (06/08/1945 – 09/08/1945)

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Enola Gay è il nome del bombardiere B-29 Superfortress che il 6 agosto 1945, poco prima del termine della seconda guerra mondiale, sganciò sulla città giapponese di Hiroshima la prima bomba atomica della storia ad essere stata utilizzata in guerra, soprannominata Little Boy. A causa del suo ruolo nei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, il suo nome è stato sinonimo della controversia sui bombardamenti stessi. Enola Gay è il nome della madre del pilota, Paul Tibbets.

La missione di “Enola Gay” – Clicca Sopra

Storia 

Bombardamento di Hiroshima

Enola Gay con equipaggio. Paul Tibbets al centro.

L’Enola Gay (B-29-45-MO, numero di serie 44-86292, victor number 82) venne assegnato al 393º squadrone bombardieri,509º Gruppo Composito dell’USAF, e volò la missione del 6 agosto partendo da Tinian, una grande isola con diverse basi aeree USAF nell’arcipelago delle Isole Marianne. L’aereo era uno dei quindici B-29 con l’ultima modifica “Silverplate”, necessaria a sganciare ordigni atomici. L’Enola Gay venne costruito dalla Glenn L. Martin Company nello stabilimento di Omaha, Nebraska.

L’aereo venne accettato dall’United States Army Air Forces (USAAF) il 18 maggio 1945 e assegnato all’equipaggio B-9 (capitano Robert Lewis, comandante dell’aereo), che pilotò l’aereo da Omaha alla base del 509º al Wendover Army Air Field, nello Utah, il 14 giugno 1945. Tredici giorni dopo lasciò Wendover per Guam, dove venne modificata la stiva delle bombe, e proseguì per Tinian il 6 luglio. Gli venne assegnato il victor number 12, che venne in seguito cambiato in 82. Dopo aver compiuto otto missioni di addestramento e due di combattimento in luglio, l’aereo venne usato il 31 luglio in una prova della missione vera e propria, con una finta “Little Boy” che venne sganciata al largo di Tinian.

Il 5 agosto 1945, durante i preparativi per la prima missione atomica, Tibbets diede all’aereo il nome di sua madre, Enola Gay Tibbets (1893-1983, che portava quel nome da una eroina di un romanzo).

Ricostruzione post-guerra di “Little Boy”.

La scelta della data del 6 agosto si basò sul fatto che nei giorni precedenti diverse nubi stratificate coprivano la città, mentre il giorno dell’attacco il tempo era variabile. Per la scelta fu deciso di far decollare, prima della missione vera e propria, un B-29 senza armamento, il cui compito era quello di indicare al comando la situazione del tempo sopra le città scelte per lo sgancio. Quando gli altri B-29 stavano già volando ricevettero l’ok per bombardare Hiroshima. Tutti i dettagli, la pianificazione precisa, della tabella di volo, labomba a gravità, l’armamento della bomba con i suoi 60 kg di 235U (uranio 235), vennero studiati nei minimi particolari e tutto si svolse così come era stato stabilito a tavolino.

Hiroshima dopo il bombardamento

Circa un’ora prima del bombardamento, la rete radar giapponese lanciò un allarme immediato, rilevando l’avvicinamento di un gran numero di velivoli americani diretti nella zona meridionale del Giappone. L’allarme venne diffuso anche attraversotrasmissioni radio in moltissime città del Giappone, e fra queste anche Hiroshima. Gli aerei si avvicinarono alle coste dell’arcipelago giapponese a un’altezza molto elevata.

Poco prima delle 08:00, la stazione radar di Hiroshima stabilì che il numero di velivoli entrati nello spazio aereo giapponese era basso, probabilmente non più di tre, perciò l’allarme aereo venne ridimensionato (il comando militare giapponese infatti aveva deciso, per risparmiare il carburante, di non far alzare in volo i propri aerei per le formazioni aeree americane di piccole dimensioni). I tre aeroplani americani erano i bombardieri Enola GayThe Great Artiste e un altro aereo, in seguito chiamato Necessary Evil, cioè “Male necessario” (l’unica funzione di questo aereo fu quello di documentare, attraverso una serie di fotografie, gli effetti dell’impiego dell’arma atomica).

Il normale allarme aereo non venne azionato, dato che veniva normalmente attivato solo all’approssimarsi dei bombardieri. Alle 08:14 e 45 secondi, l’Enola Gay sganciò “Little Boy” sul centro di Hiroshima, il sensore altimetrico era tarato per effettuare lo scoppio alla quota di 600 metri dal suolo, dopo 43 secondi di caduta libera. Immediatamente dopo lo sgancio, l’aereo fece una inversione di 178°, prendendo velocità con una picchiata di circa 500 metri e perdendo quota, allontanandosi alla massima velocità possibile data dai 4 motori a elica.

L’esplosione si verificò a 580 metri dal suolo, con uno scoppio equivalente a 13 chilotoni, uccidendo sul colpo tra le 70.000 e le 80.000 persone. Circa il 90% degli edifici venne completamente raso al suolo. Tutti e 51 i templi della città furono rasi al suolo dalla forza dell’esplosione.

La missione su Hiroshima venne descritta come impeccabile dal punto di vista tattico, e l’Enola Gay ritornò senza inconvenienti alla sua base di Tinian.

Il Bombardamento di Nagasaki  

Il primo bombardamento atomico venne seguito tre giorni dopo da quello di un altro B-29 (Bockscar), pilotato dal maggiore Charles W. Sweeney, che sganciò un secondo ordigno nucleare, denominato “Fat Man”, su Nagasaki

La mattina del 9 agosto 1945 l’equipaggio del Boeing B-29 Superfortress, il bombardiere designato per la missione, si alzò in volo con a bordo la bomba atomica soprannominata “Fat Man”, alla volta di Kokura, l’obiettivo iniziale della missione. Tuttavia le nubi non permisero di individuare esattamente l’obiettivo, e dopo tre passaggi sopra la città, e ormai a corto del carburante necessario per il viaggio di ritorno, l’aereo venne dirottato sull’obiettivo secondario, Nagasaki. Intorno alle 07:50 ora di Tokyo, il silenzio sulla città giapponese venne squarciato dall’allarme aereo, allarme che durò fino alle 08:30, quando cessò. Alle 10:53 i sistemi radar giapponesi segnalarono la presenza di solo due bombardieri, e il comando giapponese ritenne che si trattasse solamente di aerei da ricognizione, e non venne lanciato nessun allarme.

Ricostruzione post-bellica di “Fat Man”.

Alle 11:02, alcuni minuti dopo aver iniziato a sorvolare Nagasaki, il capitano avvistò visivamente, così come era stato ordinato, il nuovo obiettivo. Tuttavia ancora una volta le nubi nascosero l’obiettivo. Dato che non era pensabile tornare indietro e rischiare un ammaraggio a causa della mancanza di carburante con un’arma atomica a bordo, il comandante decise, in contrasto con gli ordini, di accendere il radar in modo da individuare l’obiettivo anche attraverso le nubi. Così “Fat Man”, che conteneva circa 6,4 kg di plutonio-239, venne sganciata sulla zona industriale della città. La bomba esplose a circa 470 metri d’altezza vicino a fabbriche d’armi; a quasi 4 km a nord-ovest da dove previsto. Questo “sbaglio” salvò gran parte della città, protetta dalle colline circostanti, dato che la bomba cadde nella Valle di Urakami.

Effetti della bomba atomica su Nagasaki.

Tuttavia il computo delle vittime rimase drammaticamente elevato. Secondo la maggior parte delle valutazioni, circa 40.000 dei 240.000 residenti a Nagasaki vennero uccisi all’istante, e oltre 55.000 rimasero feriti. Il numero totale degli abitanti uccisi viene comunque valutato intorno alle 80.000 persone, incluse le persone esposte alle radiazioni nei mesi seguenti.

Tra le persone presenti a Nagasaki il 9 agosto vi era anche un ristretto numero di sopravvissuti di Hiroshima.

La missione su Nagasaki, per contro, è stata descritta come tatticamente errata; anche se raggiunse i suoi obiettivi, andò incontro a diversi errori di esecuzione e Bockscar ebbe a malapena il carburante necessario per un atterraggio di emergenza a Okinawa.  Questo secondo lancio segnò di fatto il termine della Seconda guerra mondiale. ( 1ago17 )

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