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COPPA DEI CAMPIONI / CHAMPIONS LEAGUE – (Anni 70/90)

Aiax – Jeventus del 1973 – Clicca Sopra

VIDEO 3 – Nottingham F. – Malmoe del 1979 –  

VIDEO 6 – Amburgo – Juventus del 1983
 VIDEO 8 – Juventus – Liverpool del 1985 
VIDEO 9 – Steaua Bucarest – Barcellona del 1986 – 
VIDEO 10 – PSV – Benfica del 1988 – 

VIDEO 12 – Barcellona-Sampdoria del 1992 – 

VIDEO 13 – Milan- Olimpique Marsiglia 1993 – 

VIDEO 14  Milan – Barcellona del 1994 


L’UEFA Champions League (letteralmente Lega dei Campioni), già Coppa dei Campioni d’Europa è detta semplicemente Champions League, ed è il massimo torneo calcistico europeo per squadre di club maschili nonché considerato il primo al mondo.

Si svolge da luglio (preliminari) al mese di maggio (finale in gara unica), ed assegna il titolo di campione d’Europa per club.

Per livello sportivo e dimensioni finanziarie è la più importante competizione al mondo per squadre di club.

campioni Maier alza la coppa per il Bayern

I vincitori del torneo acquisiscono il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFAe al prestigioso Mondiale per club che assegna il titolo di campione del Mondoper club.

La competizione (alla data del 2011) è stata vinta da 21 squadre, 12 delle quali sono diventate Campione d’Europa per più di una volta. La squadra più titolata è il Real Madridcon 9 titoli, di cui 5 consecutivi dal 1955-1956 al 1959-1960. I madridisti sono seguiti dal Milan (7), dal Liverpool (5) e da Ajax, Bayern Monaco e Barcellona(4).

Attualmente prima di ogni gara, sulla musica dell’inno ufficiale, viene eseguita la classica coreografia nella quale alcuni addetti scuotono un enorme telo (rappresentante il logo della manifestazione) che ricopre il cerchio di centrocampo.

Trofeo

La forma del trofeo così com’è conosciuto ora fu commissionata nel 1966 per 10.000 franchi svizzeri e la prima squadra a vincere la nuova coppa fu il Celtic FC (vincente nella finale del 25 maggio 1967 a Lisbona contro l’Inter). La forma, con i particolari manici denominati “grandi orecchie”, venne approvata dall’allora segretario generale della UEFA, Hans Bangerter, sulla base di varie proposte presentate da uno specialista di Berna, Hans Stadelmann. I ritocchi finali furono opera dell’incisore Fred Bänninger dopo 340 ore di lavoro del figlio di Stadelmann, Jürg. La coppa misura 62 cm di altezza e pesa 7,5 kg. Se le versioni del 1973 e del 1976 furono sostanzialmente conformi all’originale del 1966, quella del 1994 variò nel particolare della scritta Coupe des clubs champions européens che da minuscola divenne maiuscola, e del retro su cui si incominciarono ad incidere i risultati delle finali, mentre il trofeo attuale, datato 2005, porta oggi incisi sul retro i nomi di tutte le squadre che l’hanno vinto in precedenza, ed ha le orecchie più aggraziate.

coppa dei campioni maldini rocco

Dal 1997 il trofeo originale viene consegnato al sindaco della città ospitante la finale, così da poter essere visitato dal pubblico per uno o due mesi prima dell’incontro decisivo. Così fu anche per Milano nel 2001, che ospitò la coppa al centro dell’ottagono della Galleria Vittorio Emanuele a due passi dal Duomo, liberamente visibile da chiunque fino al 23 maggio, giorno della finale tra Bayern Monaco eValencia. Attualmente sono tre le città italiane ad avere ospitato il trofeo: Bari (1991), Milano (1965, 1970, 2001) e Roma (1977, 1984, 1996, 2009).

La squadra vincitrice della Champions League ritira la coppa al termine della cerimonia di premiazione, e riconsegna il trofeo al quartier generale della UEFA due mesi prima della finale della stagione successiva. La UEFA consegna comunque una replica della coppa che viene mantenuta dalla società vincitrice. Le uniche squadre a poter trattenere il trofeo originale sono quelle capaci di aggiudicarsi tre tornei consecutivi o cinque in tutto, ovvero quelle insignite del multiple-winner badge, introdotto nella stagione 2000-2001.

Al momento, solo sei società detengono il trofeo originale e, di conseguenza, il citato stemma:

  • Real Madrid (Spagna): 13 titoli (dal 1955-1956 al 1959-1960, 1965-66, 1997-1998, 1999-2000 e 2001-2002 – 2013/2014 – dal 2015 al 2018), 5 dei quali consecutivi.
  • Milan (Italia): 7 titoli (1962-63, 1968-69, 1988-89, 1989-90, 1993-94, 2002-03, 2006-07), 2 dei quali consecutivi.
  • Liverpool (Inghilterra): 5 titoli (1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1983-1984 e 2004-2005), 2 dei quali consecutivi.
  • Bayern Monaco (Germania): 5 titoli (dal 1973-1974 al 1975-1976 – 2000-2001 e 2012/2013), 3 dei quali consecutivi.
  • Ajax (Olanda): 4 titoli (dal 1970-1971 al 1972-1973 e 1994-1995), 3 dei quali consecutivi.
  • Barcellona (Spagna): 5 titoli (1991-1992, 2005-2006, 2009-2010, 2011-2012, 2014-2015)

Queste squadre vengono contraddistinte da un particolare stemma di colore blu raffigurante la coppa con impresso il logo della competizione (le stelle che formano un pallone) sotto il numero di Champions League (e Coppe Campioni) vinte, posto sulla manica sinistra della divisa ufficiale.

Squadre Ammesse

coppa dei campioni 1979 nottingham

Alla UEFA Champions League possono partecipare le squadre che militano nei campionati associati alla UEFA (eccetto quelle delLiechtenstein che non organizza un proprio campionato), in base alla posizione in classifica ottenuta durante la precedente stagione.

Ogni nazione quindi, apporta un numero di partecipanti differente a seconda della difficoltà del proprio campionato, calcolato in base al coefficiente UEFA. Secondo questa classifica, viene deciso il numero di squadre partecipanti:

  • dalla prima alla terza nazione: si qualificano le squadre classificate dal 1º al 4º posto,
  • dalla quarta alla sesta nazione: si qualificano le squadre classificate dal 1º al 3º posto,
  • dalla settima alla quindicesima nazione: si qualificano le squadre classificate dal 1º al 2º posto,
  • oltre la sedicesima nazione: si qualifica la squadra classificata al 1º posto,

Il coefficiente UEFA determina automaticamente a che livello una squadra dovrà iniziare a competere: i primi tre campionati, che apportano 4 squadre, vedono le prime tre classificate iniziare dai gironi all’italiana, mentre la quarta dovrà iniziare dai cosiddetti preliminari di Champions League, ovvero dal quarto turno di qualificazione. Attualmente, questo è il caso previsto per i campionati diLiga Spagnola, Bundesliga e Premier League.

Le successive tre nazioni iscrivono ugualmente due squadre direttamente alla fase a gironi, e una sola ai preliminari, come peraltro le seguenti sei federazioni, che però di posti assicurati nei gironi ne hanno uno solo a testa.

coppa dei campioni bayer ajax

Le altre nazioni devono necessariamente passare integralmente dai preliminari, con due formazioni le prime due, e una sola tutte le altre.

Informazioni finanziarie

La Champions League è una competizione dalle grandi possibilità economiche per i club che vi partecipano e che riescono a giocare il maggior numero di partite. La UEFA, infatti, distribuisce parte dei ricavi ottenuti dalle vendite dei diritti televisivi in tutta Europa tra le squadre partecipanti in base ai livelli raggiunti (gironi, quarti di finale, semifinali e finale). Per esempio i guadagni ottenuti dai club che hanno preso parte all’edizione 2004-2005 sono compresi tra i 3,8 milioni di euro dello Sparta Praga ai 30,6 milioni di euro del vincente Liverpool. Per le italiane: 10,6 milioni alla Roma, 14,9 all’Inter, 15 alla Juve e 26 milioni di euro al Milan.

Nel torneo 2005-2006 sono stati distribuiti 430 milioni di euro tra le 32 formazioni partecipanti.

La storia del trentennio 70-90

L’era del calcio totale (1970-1973)

Feyenord

L’Olanda rappresentata dall’Ajax, dopo aver perso la finale del 1968-1969 contro il Milan, si rifà grazie al Feyenoord di Rotterdam che nell’edizione del 1969-1970 batte dopo i tempi supplementari gli scozzesi del Celtic per 2-1.

Negli anni settanta la Coppa dei Campioni fu dominata da due sole squadre, AFC Ajax eBayern Monaco, ognuna della quale ha vinto almeno tre finali.

I Tre successi dell’Ajax

L’Ajax egemonizzò poi il movimento calcistico europeo vincendo tre Coppe dei Campioni consecutive nel 1971, 1972 e 1973. La prima a Wembley contro un sorprendente Panathinaikos, squadra greca arrivata alla finale dopo aver eliminato la Stella Rossa di Belgrado (1-4 in Jugoslavia e miracolosa rimonta 3-0 ad Atene). Con un colpo di testa su cross dalla sinistra VanDijk portò in vantaggio gli olandesi dopo un veemente assalto iniziale; poi i greci si ripresero e sfiorarono il pareggio con Antoniadis. L’Ajax sprecò svariate occasioni per il raddoppio, ma il risultato restò in bilico fin quasi a fine gara, quando un gol di Haan su assist di Cruijff diede ai lancieri la certezza della vittoria. Anche nelle altre due finali l’Ajax si impose con autorità: 2-0 all’Inter e 1-0 alla Juventus. Le ragioni del successo degli olandesi sono sostanzialmente due: la disciplina tattica introdotta dall’allenatore Rinus Michels e il contributo del genio calcistico di Johan Cruijff. 

Il calcio totale dell’Ajax sembrava destinato a non tramontare fino a quando Cruijff scelse di seguire l’ex allenatore Michels al Barcellona, nel tardo 1973. Con la partenza di Cruijff e quella successiva di Johan Neeskens più avanti, l’Ajax avrebbe faticato a imporsi in Coppa dei Campioni per oltre 20 anni.

L’ascesa del Bayern Monaco (1974-1976)

Dopo l’Ajax fu il Bayern a dominare la competizione. Guidato da Franz Beckenbauer e con altri giocatori come Sepp Maier, Gerd Müller, Uli Hoeness e Paul Breitner, il Bayern vinse la Coppa dei Campioni per tre volte consecutive nella metà degli anni settanta.

La prima Coppa fu conquistata nel 1974 ai danni di un volitivo Atletico Madrid, guidato in panchina da Juan Carlos Lorenzo. La svolta arrivò nel secondo tempo supplementare quando la punizione-gol di Luis Aragones illuse gli spagnoli. Fu il difensore Schwarzenbeck, a un minuto dalla fine, a salvare la partita e i futuri destini dei bavaresi con un tiro disperato quanto fortunato da lunga distanza. L’1-1 costrinse le due squadre alla ripetizione della gara e stavolta non ci fu partita: 4-0 con doppiette di Höness e Müller. Nell’edizione del 1975 il Bayern ebbe la meglio su un Leeds United che dominò per larghi tratti la finale, ma che fu battuto per 2-0 al Parco dei Principi di Parigi (gol di Roth e Muller). I bavaresi completarono l’opera sconfiggendo il St. Étienne all’Hampden Park di Glasgow nell’edizione del 1975-1976.

Quindi la squadra subì un lento declino, come i precedenti club dominanti: il Bayern non vinse nessun’altra Coppa dei Campioni per 25 anni.

Il dominio inglese (1977-1982)

Nella fine degli anni settanta iniziò un periodo di dominio delle squadre inglesi, che raccolsero sei vittorie consecutive ed un totale di sette vittorie in otto anni.

Le “prime due” del Liverpool

La squadra che iniziò questo ciclo fu il Liverpool guidato da Bob Paisley, ricordato come uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. Paisley poteva disporre di una squadra formata da elementi di sicuro valore come il portiere Ray Clemence, i difensori Phil Neal e Alan Kennedy, i centrocampisti Jimmy Case, Emlyn Hughes e Terence McDermott, gli attaccanti Ray Kennedy, Toshack e, su tutti, il talentuoso King Kevin Keegan, uno dei migliori talenti espressi dal calcio inglese, eletto Pallone d’oro in due occasioni. Erano tutti giocatori di livello internazionale, regolarmente convocati dalle loro rappresentative nazionali.Il Liverpool giunse alla finale dello Stadio Olimpico di Roma del 1976-1977 contro il Borussia Mönchengladbach, già battuta nella finale di Coppa UEFA del 1972-1973. I Reds vinsero per 3-1 e si laurearono campioni d’Europa per la prima volta, successo che replicarono l’anno successivo nella finale di Wembley contro i belgi del Bruges grazie alla rete di Dalglish.

I due trionfi del Nottingham Forest

Nell’edizione 1978-1979 il Liverpool campione uscente fu sconfitto al primo turno da una connazionale, il Nottingham Forest. Il Forest, guidato da Brian Clough, ottenne poi il titolo europeo sconfiggendo gli svedesi del Malmö per 1-0 a Monaco. Gli uomini di Clough parteciparono all’edizione 1979-1980 come detentori del titolo, arrivando alla finale del 28 maggio 1980 allo Stadio Santiago Bernabéu, dove furono opposti ai campioni tedeschi dell’Amburgo. Gli inglesi passarono in vantaggio al 19º minuto con John Neilson Robertson e si chiusero in un impenetrabile catenaccio che riuscì a neutralizzare le punte tedesche. Il Nottingham Forest conquistò così anche la Coppa del 1980.

La “terza” del Liverpool

Il Liverpool ritornò in finale nell’edizione del 1981 dopo aver eliminato il Bayern Monaco in semifinale. I “Reds” misero in bacheca il loro terzo trofeo battendo il Real Madrid a Parigi per 1-0 con la rete di Alan Kennedy a otto minuti dal termine.

Il successo dell’Aston Villa

Alla sua prima partecipazione in Coppa dei Campioni nel 1981-1982, l’Aston Villa vinse la competizione superando in finale il Bayern Monaco di Karl-Heinz Rummenigge, sconfitto per 1-0 al Feijenoord Stadion di Rotterdam, nonostante il portiere titolare, infortunato, fosse stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo appena dieci minuti dal fischio di inizio. Il protagonista di quella finale divenne subito il secondo portiere Nigel Spink il quale risultò decisivo nella vittoria finale grazie a numerose parate importanti che consentirono ai Villans di portarsi a casa la “Coppa dalle grande orecchie”. Il Club di Birmingham continuò così il dominio europeo degli inglesi di quegli anni.

L’Amburgo interrompe il filotto inglese

La finale della Coppa dei Campioni 1982-1983, giocata il 25 maggio 1983 allo Stadio Spiridon Louis di Atene, fu la prima senza squadre inglesi dopo sette anni. A contendersi la Coppa c’erano la Juventus allenata da Trapattoni e condotta in campo da Michel Platini e Roberto Bettega, nettamente favorita e sospinta dall’urlo di 40.000 italiani, e i campioni tedeschi dell’Amburgo. Per nulla intimorito, l’Amburgo affonda subito il colpo: dopo appena otto minuti Felix Magath sorprese Dino Zoff fuori dai pali e lo beffò con unpallonetto dal limite dell’area. La Juventus, ingabbiata dalla difesa tedesca e con le punte in serata storta, non riuscì a pareggiare. L’Amburgo diventò la seconda squadra tedesca (dopo il tris del Bayern Monaco negli anni settanta) a vincere la Coppa dei Campioni.

Liverpool quarto successo 

Phil Neal segna il gol del vantaggio nella finale di Coppa dei Campioni Liverpool-Roma

Nel 1983-1984 arrivò la quarta Coppa dei Campioni del Liverpool, vinta ancora una volta allo Stadio Olimpico di Roma, questa volta contro la squadra che in quello stadio era normalmente di casa, la Roma. Dopo l’addio di Ray Clemence, il Liverpool s’era affidato a un portiere africano spericolato e guascone, lo zimbabwese Bruce Grobbelaar, ex combattente e giramondo (aveva giocato al calcio in Sudafrica e in Canada). Per la prima volta nella storia la finale di Coppa dei Campioni fu decisa ai calci di rigore(dopo un sofferto pareggio per 1-1 siglato da Phil Neal e Roberto Pruzzo). Nei tiri dagli undici metri risultò determinante l’atteggiamento clownesco diBruce Grobbelaar, che indusse Conti e Graziani a sbagliare i loro tiri. Per l’ennesima volta la Coppa dei Campioni prese la strada dell’Inghilterra. Il Liverpool divenne così la prima squadra capace di vincere il trofeo per quattro volte dopo il Real Madrid negli anni cinquanta, mentre Grobbelaar divenne il primo calciatore africano a vincere la competizione.

La “prima” della Juventus (1985)

Sfortunatamente per il Liverpool, ai successi in campo internazionale corrispondeva anche un elevato tasso delinquenziale di molti dei suoi tifosi (i famigerati hooligans), autori di autentici raid teppistici di inaudita violenza sia in Inghilterra sia in altre zone dell’Europa (e già i tifosi di un’altra squadra inglese, il Tottenham Hotspur, si erano distinti per violenze varie nella finale di andata della Coppa UEFA 1983/84 contro l’Anderlecht, a Bruxelles). Proprio l’esperienza di Bruxelles avrebbe dovuto suggerire all’UEFA di non far giocare una finale europea in uno stadio vecchio e insicuro come l’Heysel della capitale belga. Eppure, nonostante molte opposizioni, la finale della Coppa dei Campioni 1984-1985 fu assegnata a Bruxelles. Anche in quella edizione fu il Liverpool a qualificarsi per la finale, dove trovò per il secondo anno di fila la squadra Campione d’Italia, la Juventus. Gli incidenti che precedettero la partita –  CLICCA QUI PER VEDERE  – cui fece da contraltare l’assoluta inefficienza della polizia belga, impreparata a gestire la situazione venutasi a creare – costarono, tra tifosi italiani, francesi, belgi e irlandesi, 39 morti, il bando quinquennale di tutte le squadre inglesi dalle competizioni europee (eccettuato lo stesso Liverpool, per il quale il bando fu di sei stagioni), e la fine del ciclo continentale dei Reds. Per la cronaca, la squadra inglese fu sconfitta per 1-0 (gol di Platini su rigore).

Il giorno seguente l’UEFA escluse le squadre inglesi – i cui tifosi si erano già in passato macchiati di simili efferatezze – a tempo indeterminato dalle Coppe europee. Il provvedimento di esclusione fu applicato fino al 1990, un anno dopo la Strage di Hillsborough, che vide sempre protagonisti (anche se stavolta senza alcuna colpa) i tifosi del Liverpool.

Trionfi inattesi (1986-1988)

Con l’esclusione delle squadre inglesi dal calcio europeo, si concluse il loro periodo di egemonia. Negli anni immediatamente successivi alla Strage dell’Heysel, ci furono vittorie inattese di squadre come la Steaua Bucarest (Romania), il Porto (Portogallo) e ilPSV Eindhoven (Paesi Bassi).

Il successo della Steaua Bucarest

Nell’edizione del 1985-1986 il trofeo fu sollevato dai rumeni della Steaua Bucarest. Nessuno immaginava la Steaua come possibile favorita per il titolo finale nella Coppa dei Campioni, ma gli uomini di Emerich Jenei sorpresero tutti, con un gioco forse non bello da vedere ma profondamente efficace, attendista e ostruzionistico, che cercava di impedire agli avversari di giocare per poi infilarli in contropiede. Campioni quali il capitano Gavril Balint, i goleador László Bölöni e Victor Piţurcă, il regista Belodedici e, soprattutto, ilportiere Duckadam guidarono la Steaua sino alla finale del 7 maggio 1986 allo Stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia, in Spagna. I rumeni si trovarono di fronte proprio una compagine spagnola, il Barcellona, allenato da Terry Venables. In una finale dai poveri contenuti tecnici, la Steaua raggiunse il suo principale obiettivo: portare la sfida ai calci di rigore. Dopo aver mantenuto inviolata la sua porta nel corso della partita, Duckadam parò tutti e quattro i rigori battuti dal Barcellona, regalando la Coppa alla Steaua.

La “prima” del Porto

Nel 1986-1987 il Porto guidato da Artur Jorge (nome assunto da Pedroto) vinse il suo primo alloro continentale, la Coppa dei Campioni, battendo per 2-1 il Bayern Monaco. La finale è reputata una tra le più belle della Coppa dei Campioni, con il famoso gol del pareggio dei portoghesi, di tacco, da parte di Rabah Madjer.

Il trionfo del Psv Eindhoven

Nell’edizione del 1987-1988 il PSV Eindhoven, allenato da Guus Hiddink e composto da giocatori di rilievo come Ronald Koeman,Eric Gerets, Søren Lerby e Wim Kieft, vinse la Coppa dei Campioni per la prima ed unica volta nella sua storia. In finale batté il Benfica ai calci di rigore dopo che la partita si era conclusa a reti inviolate. Curiosamente il PSV si aggiudicò il trofeo senza più vincere alcuna partita dopo gli ottavi di finale: i biancorossi estromisero dalla competizione il Bordeaux ai quarti e il Real Madrid in semifinale grazie ai gol in trasferta pareggiando quattro volte.

Il ciclone Milan (1989-1990)

Il trio olandese Frank Rijkaard, Marco van Basten e Ruud Gullit
Sul finire degli anni ottanta sbarca sulla scena del panorama calcistico europeo il Milan di Silvio Berlusconi. Nell’edizione 1988-89 il nuovo Milan guidato da Arrigo Sacchi e con in campo il trio olandese formato da Marco Van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard tornò sorprendentemente sul tetto d’Europa; all’allenatore romagnolo va riconosciuto il merito di avere imposto ad una squadra italiana un modulo di gioco ispirato al già famoso calcio totale degli olandesi. Il cammino di coppa del nuovo Milan di Sacchi iniziò con un doppio successo sui bulgari del Vitosha Sofia: 2-0 all’andata e 5-2 nel match di ritorno a San Siro con 4 reti di Van Basten. Nel secondo turno i rossoneri affrontarono i forti jugoslavi della Stella Rossa Belgrado: dopo aver pareggiato a Milano per 1-1, il match di ritorno venne sospeso per nebbia con gli slavi in vantaggio per 1-0 e la replica, avvenuta il giorno successivo alle ore 12, si concluse con l’identico 1-1 dell’andata, ma il Milan riuscì a vincere ai rigori. Eliminati i tedeschi del Werder Brema, i rossoneri si presentarono in semifinale contro il Real Madrid: il match d’andata al Santiago Bernabeu si concluse in parità per 1-1, ma a Milano la squadra di Sacchi travolse i madrileni con un clamoroso 5-0. La finale venne disputata al Camp Nou di Barcellona contro lo Steaua Bucarest e con una doppietta a testa di Gullit e Van Basten i rossoneri si imposero largamente per 4-0 tornando così, dopo anni di crisi, al vertice della massima competizione europea.
 

Il Milan si confermò Campione d’Europa anche nell’edizione successiva, dopo aver sconfitto il Benfica per 1-0 con gol di Rijkaard nella finale di Vienna. Il trio olandese formato da Van Basten, Gullit e Rijkaard divenne l’emblema di una delle squadre più forti di ogni epoca, votata Migliore squadra di club di sempre dalla rivista inglese World Soccer nel luglio 2007.

Con questo duplice successo continentale il Milan rimane tuttora l’ultimo club ad essersi aggiudicato il trofeo per 2 volte consecutive.

Il trionfo della Stella Rossa (1991)

Nell’edizione del 1990-1991 il Milan campione in carica fu eliminato ai quarti di finale, dopo un vibrante doppio confronto con l’Olympique Marsiglia. I francesi furono poi sconfitti nella finale dello Stadio San Nicola di Bari dai campioni iugoslavi della Stella Rossa di Belgrado, che conquistarono il trofeo ai rigori, dopo un pareggio a reti inviolate. La finale del 1991 fu la sola tra il periodo 1989-1998 a non vedere una squadra italiana come finalista. L’esclusione delle squadre inglesi, come si è già detto, finì nel 1990, ma i campioni inglesi del Liverpool non poterono partecipare alla Coppa dei Campioni del 1991 poiché dovevano scontare un ulteriore anno di squalifica dalle Coppe europee.

Reintegro squadre inglesi nelle competizioni UEFA

Le squadre inglesi fecero ritorno nella massima competizione nei primi anni novanta precisamente dalla stagione 1991-1992, ma nessuna riuscì a superare gli ottavi di finale perché ostacolate dalla regola dei “tre stranieri”: la UEFA prevedeva che alle squadre non fosse permesso, nelle partite giocate nell’ambito delle sue competizioni (quindi nella Coppa dei Campioni, nella Coppa delle Coppe e nella Coppa UEFA) di convocare più di tre giocatori stranieri. La limitazione ebbe effetti particolarmente negativi sulle squadre delRegno Unito, in quanto sia la UEFA che la FIFA considerano l’Inghilterra, l’Irlanda del Nord, la Scozia e il Galles delle nazioni separate.

Il periodo vide le squadre italiane sugli scudi. Furono tre le squadre della Serie A (Sampdoria, Milan e Juventus) che raggiunsero la finale in sette stagioni consecutive, vincendone due.

La “prima” del Barcellona (1992)

La finale della Coppa dei Campioni 1991-1992, giocata allo stadio di Wembley, fu vinta dal Barcellona contro la Sampdoria. Il Barcellona, allenato da Johan Cruyff, era soprannominato Dream Team(“Squadra dei Sogni”) e traeva il nome dalla squadra di pallacanestro statunitense che avrebbe giocato alle Olimpiadi di Barcellona 1992. Il club catalano poteva annoverare giocatori come Josep Guardiola,José Mari Bakero, Aitor Begiristain, Jon Andoni Goikoetxea, Ronald Koeman, Michael Laudrup eHristo Stoichkov, votato Pallone d’Oro nel 1994. La Sampdoria, allenata da Vujadin Boskov, era una squadra che poteva vantare giocatori del calibro di: Gianluca Pagliuca, Pietro Vierchowod, Moreno Mannini, Toninho Cerezo, Fausto Pari, Attilio Lombardo, Srečko Katanec e soprattutto Roberto Mancini e Gianluca Vialli.

La nascita della Champions League 1992-1993

In questi anni la formula della Coppa dei Campioni iniziò una rivoluzione. Il torneo fu rinominato UEFA Champions League, furono creati due gruppi di qualificazione all’italiana di quattro squadre ciascuna le cui vincenti avrebbero disputato la finale (nell’edizione 1993-1994 le prime due squadre dei due gironi disputarono le semifinali in gara unica, in casa della squadra prima classifica nel gironcino). Il successo della fase a gironi ha determinato l’aumento del numero delle squadre partecipanti da 8 a 32, con partite che si disputano sia il martedì che il mercoledì in tutt’Europa.

Francesi sul tetto d’Europa (1993)

Il trionfo dell’Olympique Marsiglia

Nella stagione 1992-1993, prima edizione della cosiddetta UEFA Champions League (trentottesima edizione della Coppa dei Campioni), a vincere il trofeo fu l’Olympique Marsiglia. La squadra francese si impose sul Milan di Fabio Capello (che approdò alla finale forte di 10 successi su altrettante partite) per 1-0. Successivamente l’Olympique Marsiglia fu poi escluso dalla Supercoppa europea e dalla Coppa Intercontinentale 1993 in seguito ad uno scandalo di corruzione denominato Affaire VA-OM, che coinvolse il presidente del club francese, Bernard Tapie. Il Milan, finalista perdente, giocò la Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale al posto dei marsigliesi. Sempre nella stagione 1992-1993 l’Olympique Marsiglia si vide revocare il titolo nazionale che aveva conquistato nel mese di maggio ma clamorosamente non la Champions League. La squadra non fu neppure autorizzata a difendere la Coppa dei Campioni nel 1993-1994, difatti al suo posto fu chiamato il Monaco (primo caso in cui una squadra vincitrice non partecipa all’edizione successiva).

Il quinto trionfo del Milan (1994)

Nell’edizione del 1993-1994 il Milan riusci a vendicare la sconfitta contro l’Olympique Marsiglia patita nella finale dell’anno precedente, conquistando così il suo quinto titolo europeo nella finale diAtene (18 maggio 1994). L’avversario era il Barcellona, il cui allenatore, Johann Cruyff, alla vigilia si era detto sicuro che i suoi uomini avrebbero inflitto al Milan una lezione di calcio.Il Milan, contro ogni pronostico e senza la coppia centrale di difesa titolare (Baresi-Costacurta) si impose con uno straripante 4-0 con doppietta di Massaro, pallonetto di Savicevic e poker di Desailly.[35]. Quel punteggio rappresenta il maggiore scarto mai registrato in una finale di Coppa dei Campioni/Champions League, insieme con quello della ripetizione della finale del 1974 e della finale del 1989, ma rimanendo inferiore, in termini di gol segnati, al roboante 7-3 della finale del 1960 tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte. Marcel Desailly, il quale aveva vinto la Champions League l’anno prima con il Marsiglia, diventò nel 1994 il primo giocatore a vincere la Coppa in due stagioni consecutive con squadre differenti e il primo giocatore a vincere la Coppa dei Campioni con l’avversaria (il Milan) della sua ex squadra (l’Olympique Marsiglia) che aveva vinto l’edizione precedente (1992-1993).

Il ritorno dell’Ajax (1995)

Il Milan di Fabio Capello raggiunse la finale per il terzo anno consecutivo nell’edizione del 1994-1995, ma perse per 1-0 contro l’Ajax, al loro quarto trionfo, nella finale di Vienna. Il club olandese presentava una squadra formata in gran parte da giocatori provenienti dalle sue formazioni giovanili, tra cui spiccava il 19enne attaccante Patrick Kluivert, autore del gol della vittoria. Quella formazione olandese, allenata da Louis van Gaal, si inseriva nel solco della grande tradizione del vivaio dell’Ajax, il cui prodotto più insigne è senza dubbio Johan Cruyff. Questo fu il primo trionfo dell’Ajax dal 1973, quando aveva vinto la sua terza Coppa dei Campioni consecutiva. In quel periodo numerosi giocatori dell’Ajax divennero titolari nella Nazionale olandese.

La “seconda” della Juventus (1996)

Il 22 maggio 1996, a undici anni dalla vittoria contro il Liverpool nella partita tristemente ricordata per la Strage dell’Heysel, tornò a trionfare la Juventus, rivoluzionata con l’arrivo ai vertici della triadeBettega-Giraudo-Moggi e dell’allenatore Marcello Lippi,e trascinati da un giovane Alessandro Del Piero. Nella finale disputata all’Olimpico di Roma, la Juve giocò molto bene e fece sua la partita contro i detentori dell’Ajax, battendoli per 4-2 ai tiri di rigore dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sul punteggio di 1-1. Jari Litmanen rispose sul finire del primo tempo regolamentare al gol del bianconero Ravanelli. Ai rigori, dopo gli errori di Sonny Silooy e di Edgar Davids per gli olandesi, fu decisivo il tiro trasformato in gol da Vladimir Jugović.

Il trionfo del Borussia Dortmund (1997)

Il Borussia Dortmund entrò nel novero delle squadre vincitrici della Coppa dei Campioni nell’edizione del 1996-1997, quando i tedeschi sconfissero, a dispetto dei pronostici, i detentori della Juventus nella finale, giocata a Monaco di Baviera, dopo aver sconfitto i campioni inglesi del Manchester United in semifinale in seguito alla vittoria contro i francesi dell’Auxerre

Il ritorno del Real Madrid (1998)

Nell’edizione del 1997-1998 la UEFA aprì le porte della Champions League alle seconde classificate degli otto migliori campionati continentali (vedi anche Formato del torneo). Nonostante i cambiamenti, fu una vecchia gloria a conquistare il titolo europeo: il Real Madrid. Guidata da Jupp Heynckes, la squadra che comprendeva campioni come Raúl, Predrag Mijatović, Fernando Redondo,Fernando Hierro, Davor Šuker, Clarence Seedorf e Roberto Carlos pose fine all’astinenza del Real Madrid nel massimo torneo continentale, astinenza che durava dal 1966. La squadra della capitale iberica batté infatti la Juventus per 1-0 nella finale della Champions League giocata ad Amsterdam con una rete di Predrag Mijatović. Per i bianconeri di Marcello Lippi si trattò della seconda sconfitta consecutiva in finale.

L’ultima finale del millennio (1999)

Il Manchester United del treble

I trofei del treble dello United nel 1999: Premier League, Champions League e FA Cup

L’edizione 1998-1999 incoronò il Manchester United, capace di centrare, in quella stagione, il cosiddetto treble, che consiste nella vittoria in un’unica stagione di campionato, coppa nazionale e Champions League. Il Manchester impressionò per la capacità di uscire imbattuto da un girone difficile, comprendente anche Barcellona e Bayern Monaco, e per essersi sbarazzato di due grandi italiane, Inter e Juventus, nei quarti e in semifinale. Gli inglesi trionfarono anche in patria, dove vinsero sia la Premier League sia la FA Cup.

La finale passò alla storia come una delle partite più emozionanti di ogni epoca e venne giocata al Camp Nou di Barcellona. Anche l’altra squadra finalista, il Bayern Monaco, era in procinto di raggiungere il treble, conducendo il risultato per 1-0 dopo un gol su calcio di punizione di Mario Basler. Il Bayern dominò per tutta la durata dell’incontro, anche se non riuscì a segnare nessun altro gol, anche per merito del portiere del Manchester Peter Schmeichel, galvanizzato in quella che sarebbe stata la sua ultima partita di sempre con la maglia dei Red Devils. Dopo che l’arbitro Pierluigi Collina segnalò tre minuti di recupero, tutti i giocatori del Manchester si portarono nell’area avversaria alla ricerca del pareggio. Su un calcio d’angolo battuto poco dopo il 90′ da David Beckham i loro sforzi furono premiati: il subentrato Teddy Sheringham segnò dopo un quasi-gol di Ryan Giggs. Giusto un minuto dopo, un altro calcio d’angolo di Beckham fu trasformato in gol, stavolta da Ole Gunnar Solskjær su assist di Sheringham. Il repentino quanto clamoroso cambiamento del risultato valse la vittoria agli inglesi.

Fu il primo successo della squadra di Manchester dal 1968 e la prima vittoria di un’inglese da quella del Liverpool nel 1984.

Per la prima volta giungono in finale due squadre approdate nel torneo tramite il turno preliminare.

Una finale tutta spagnola (2000)

Real Madrid ottavo successo

L’edizione 1999-2000 coincise con un nuovo mutamento del formato della Champions League, aperta da allora anche alle terze classificate delle sei principali federazioni e alle quarte classificate delle migliori tre (vedi anche Formato del Torneo).

Questa stagione vide il ritorno delle squadre spagnole al dominio europeo. Dopo aver vinto due Coppe dei Campioni nel 1992 col Barcellona e nel 1998 col Real Madrid, la Spagna ebbe tre semifinaliste nella Champions League 1999-2000 (Real Madrid, Valencia e Barcellona). In quest’ultima edizione si giocò la prima finale fra due squadre di uno stesso paese (Real Madrid e Valencia). La prima finale del nuovo millennio, tutta spagnola, disputata nello Stade de France di Parigi, dove si era svolta la finale della prima edizione della Coppa dei Campioni, fu vinta dal Real Madrid, che sconfisse il Valencia per 3-0. Prima della finale il Real aveva avuto la meglio sul Bayern Monaco in semifinale e sul Manchester United nei quarti. La partita dei quarti di finale contro il Manchester all’Old Trafford, terminata con la vittoria per 2-3 in trasferta da parte dei madrileni, è ricordata per uno dei gol più belli nella storia del calcio. La marcatura fu realizzata da Raúl a conclusione di una notevole azione personale di Fernando Redondo, capace di superare un avversario con un colpo di tacco, soprannominato el taconazo de Old Trafford. 1giu16

Albo d’oro

Anno Data Sede Vincitore Secondo posto Risultato Edizione
1955-56 13 giugno Parigi – Parco dei Principi 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Rosso e Bianco.png Stade Reims 4-3 I
1956-57 30 maggio Madrid – Santiago Bernabeu 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina 2-0 II
1957-58 28 maggio Bruxelles – Heysel 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 3-2 (dts) III
1958-59 3 giugno Stoccarda -Neckarstadion 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Rosso e Bianco.png Stade Reims 2-0 IV
1959-60 18 maggio Glasgow – Hampden Park 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Rosso e Nero.png Eintracht 7-3 V
1960-61 31 maggio Berna – Wankdorfstadion 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 3-2 VI
1961-62 2 maggio Amsterdam – Stadio olimpico 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 5-3 VII
1962-63 22 maggio Londra – Wembley 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 2-1 VIII
1963-64 27 maggio Vienna – Prater 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 3-1 IX
1964-65 27 maggio Milano – San Siro 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 1-0 X
1965-66 11 maggio Bruxelles – Heysel 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Bianconero con stella rossa.svg Partizan 2-1 XI
1966-67 25 maggio Lisbona – Stadio Nazionale 600px Celtico orizzontale.png Celtic 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 2-1 XII
1967-68 29 maggio Londra – Wembley 600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png Manchester Utd 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 4-1 (dts) XIII
1968-69 28 maggio Madrid – Santiago Bernabeu 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 4-1 XIV
1969-70 6 maggio Milano – San Siro 600px Rosso e Bianco bordato di Nero con F al centro.png Feyenoord 600px Celtico orizzontale.png Celtic 2-1 (dts) XV
1970-71 2 giugno Londra – Wembley 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 600px Verde con trifoglio Verde su cerchio Bianco.png Panathinaikos 2-0 XVI
1971-72 31 maggio Rotterdam – Feijenoord Stadion 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 2-0 XVII
1972-73 30 maggio Belgrado – Stadio Stella Rossa 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 1-0 XVIII
1973-74 17 maggio Bruxelles – Heysel 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 600px Bianco e Rosso a strisce con Triangolo Blu e Bianco con stelle Bianche.png Atlético Madrid 1-1 (dts) 4-0 (rip) XIX
1974-75 28 maggio Parigi – Parco dei Principi 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 600px losanghe Giallo e Blu con barra e rosa Bianche.png Leeds 2-0 XX
1975-76 12 maggio Glasgow – Hampden Park 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 600px Star on green and white.png Saint-Étienne 1-0 XXI
1976-77 25 maggio Roma – Stadio Olimpico 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 600px Rombo Bianco Nero su sfondo Bianco Nero Verde.png Borussia M’gladbach 3-1 XXII
1977-78 10 maggio Londra – Wembley 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 600px Club Brugge.png Club Bruges 1-0 XXIII
1978-79 30 maggio Monaco – Olympiastadion 600px Rosso con inserti Bianchi.png Nottingham Forest 600px Azzurro Bianco e Azzurro.png Malmö FF 1-0 XXIV
1979-80 28 maggio Madrid – Santiago Bernabeu 600px Rosso con inserti Bianchi.png Nottingham Forest 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png Amburgo 1-0 XXV
1980-81 27 maggio Parigi – Parco dei Principi 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 1-0 XXVI
1981-82 26 maggio Rotterdam – Feijenoord Stadion Aston Villa Football Club Aston Villa 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 1-0 XXVII
1982-83 25 maggio Atene – Stadio Olimpico 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png Amburgo 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 1-0 XXVIII
1983-84 30 maggio Roma – Stadio Olimpico 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 600px Giallo e Rosso2.png Roma 1-1 (dts) 4-2 (rig) XXIX
1984-85 29 maggio Bruxelles – Heysel 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 1-0 XXX
1985-86 7 maggio Siviglia – Sánchez Pizjuán 600px Strisce rosso blu con stella gialla.png Steaua Bucarest 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 0-0 (dts) 2-0 (rig) XXXI
1986-87 27 maggio Vienna – Prater 600px Bianco e Blu a Strisce con FCP.png Porto 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 2-1 XXXII
1987-88 25 maggio Stoccarda -Neckarstadion 600px Bianco e Rosso bordato d'oro con iniziali Nere.png PSV Eindhoven 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 0-0 (dts) 6-5 (rig) XXXIII
1988-89 24 maggio Barcellona – Camp Nou 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 600px Strisce rosso blu con stella gialla.png Steaua Bucarest 4-0 XXXIV
1989-90 23 maggio Vienna – Prater 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 1-0 XXXV
1990-91 29 maggio Bari – San Nicola 600px Bianco e Rosso diagonale con stella Rossa.png Stella Rossa 600px Colori di Marsiglia.png O. Marsiglia 0-0 (dts) 5-3 (rig) XXXVI
1991-92 20 maggio Londra – Wembley 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria 1-0 (dts) XXXVII
1992-93 26 maggio Monaco – Olympiastadion 600px Colori di Marsiglia.png O. Marsiglia 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 1-0 XXXVIII
1993-94 18 maggio Atene – Stadio Olimpico 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 4-0 XXXIX
1994-95 24 maggio Vienna – Prater 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 1-0 XL
1995-96 22 maggio Roma – Stadio Olimpico 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 1-1 (dts) 4-2 (rig) XLI
1996-97 28 maggio Monaco – Olympiastadion 600px Giallo e Nero con BVB09.png Borussia Dortmund 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 3-1 XLII
1997-98 20 maggio Amsterdam – Amsterdam ArenA 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 1-0 XLIII
1998-99 26 maggio Barcellona – Camp Nou 600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png Manchester Utd 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 2-1 XLIV
1999-00 24 maggio Parigi – Stade de France 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Bianco e Nero Valenciano.png Valencia 3-0 XLV
2000-01 23 maggio Milano – San Siro 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 600px Bianco e Nero Valenciano.png Valencia 1-1 (dts) 5-4 (rig) XLVI
2001-02 15 maggio Glasgow – Hampden Park 600px Bianco viola reale.png Real Madrid 600px Rosso e Nero.png ]] 2-1 XLVII
2002-03 28 maggio Manchester – Old Trafford 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 0-0 (dts) 3-2 (rig) XLVIII
2003-04 26 maggio Gelsenkirchen – Arena AufSchalke 600px Bianco e Blu a Strisce con FCP.png Porto 600px Crown on red and white.png Monaco 3-0 XLIX
2004-05 25 maggio Istanbul – Atatürk Olimpiyat 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 3-3 (dts) 3-2 (rig) L
2005-06 17 maggio Parigi – Stade de France 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 600px Rosso Bianco e Blu con cannone dorato.svg Arsenal 2-1 LI
2006-07 23 maggio Atene – Stadio Olimpico 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 2-1 LII
2007-08 21 maggio Mosca – Stadio Lužniki 600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png Manchester Utd 600px Azzurro e Bianco con Leone, Staffa.svg Chelsea 1-1 (dts) 6-5 (rig) LIII
2008-09 27 maggio Roma – Stadio Olimpico 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png Manchester Utd 2-0 LIV
2009-10 22 maggio Madrid – Santiago Bernabeu 600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 2-0 LV
2010-11 28 maggio Londra – Stadio di Wembley 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png Manchester Utd 3-1 LVI
             
2011-12 19 maggio Monaco – Allianz Arena Chelsea Bayern Monaco Bayern Monaco 1-1 (dts) 4-3 (rig) LVII
2012-13 25 maggio Londra – Wembley Stadium Bayern Monaco Bayern Monaco Bor. Dortmund Bor. Dortmund 2-1 LVIII
2013-14 24 maggio Lisbona – Estádio da Luz Real Madrid Real Madrid Atletico Madrid Atlético Madrid 4-1 (dts) LIX

 

2014-15 06 Giugno Berlino 600px Catalano azulgrana.png Barcellona 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 3-1 LVI

Edizioni vinte e perse per squadra

Squadra Vittorie Finali perse Anni vittorie Anni finali perse
600px Bianco viola reale.png Real Madrid 13 3 (1956, 1957, 1958, 1959,1960, 1966, 1998 2000 2002 2014 2015 al 2018) (1962, 1964, 1981)
600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).png Milan 7 4 (1963, 1969, 1989, 1990,1994, 2003,2007) (1958, 1993, 1995, 2005)
600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 5 2 (1977, 1978, 1981, 1984,2005) (1985, 2007)
600px Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.png Bayern Monaco 5 4 (1974, 1975, 1976, 2001,2013) (1982, 1987, 1999, 2010)
600px Catalano azulgrana.png Barcellona 5 3 (1992, 2006, 2009, 2011, 2015) (1961, 1986, 1994)
600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png Ajax 4 2 (1971, 1972, 1973, 1995) (1969, 1996)
600px Nero e Azzurro (Strisce)2.png Inter 3 2 (1964, 1965, 2010) (1967, 1972)
600px Rosso con scudo forcone e barca Gialli.png Manchester Utd 3 2 (1968, 1999, 2008) (2009, 2011)
600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica 2 5 (1961, 1962) (1963, 1965, 1968, 1988,1990)
600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 2 6 (1985, 1996) (1973, 1983, 1997, 1998,2003, 2014-2015)
600px Bianco e Blu a Strisce con FCP.png Porto 2 0 (1987, 2004)
600px Rosso con inserti Bianchi.png Nottingham Forest 2 0 (1979, 1980)
600px Celtico orizzontale.png Celtic 1 1 (1967) (1970)
600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png Amburgo 1 1 (1983) (1980)
600px Strisce rosso blu con stella gialla.png Steaua Bucarest 1 1 (1986) (1989)
600px Colori di Marsiglia.png O. Marsiglia 1 1 (1993) (1991)
600px Giallo e Nero con BVB09.png Borussia Dortmund 1 1 (1997) (2013)
600px Bianco e Rosso diagonale con stella Rossa.png Stella Rossa 1 0 (1991)
600px Bianco e Rosso bordato d'oro con iniziali Nere.png PSV Eindhoven 1 0 (1988)
Aston Villa Football Club Aston Villa 1 0 (1982)
600px Rosso e Bianco bordato di Nero con F al centro.png Feyenoord 1 0 (1970)
600px Rosso e Bianco.png Stade Reims 0 2 (1956, 1959)
600px Bianco e Nero Valenciano.png Valencia 0 2 (2000, 2001)
600px Azzurro e Bianco con Leone, Staffa.svg Chelsea 0 1 (2008)
600px Rosso Bianco e Blu con cannone dorato.svg Arsenal 0 1 (2006)
600px Crown on red and white.png Monaco 0 1 (2004)
600px Rosso e Nero.png ]] 0 1 (2002)
600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria 0 1 (1992)
600px Giallo e Rosso2.png Roma 0 1 (1984)
600px Azzurro Bianco e Azzurro.png Malmö FF 0 1 (1979)
600px Club Brugge.png Club Bruges 0 1 (1978)
600px Rombo Bianco Nero su sfondo Bianco Nero Verde.png Borussia M’gladbach 0 1 (1977)
600px Star on green and white.png St.Étienne 0 1 (1976)
600px losanghe Giallo e Blu con barra e rosa Bianche.png Leeds 0 1 (1975)
600px Bianco e Rosso a strisce con Triangolo Blu e Bianco con stelle Bianche.png Atlético Madrid 0 2 (1974,2014)
600px Verde con trifoglio Verde su cerchio Bianco.png Panathinaikos 0 1 (1971)
600px Bianconero con stella rossa.svg Partizan 0 1 (1966)
600px Rosso e Nero.png Eintracht 0 1 (1960)
600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina 0 1 (1957)

 Edizioni vinte per nazione

Naz↓ Vit↓ Finali perse↓ Squadre vincitrici Finaliste perdenti
Bandiera della Spagna Spagna 15 10 Real Madrid (10),Barcellona (5),

Real Madrid (3),Barcellona (3),Valencia (2),

Atlético Madrid (2)

Bandiera dell'Italia Italia 12 15 Milan (7), Inter (3),Juventus (2)

Juventus (6), Milan (4),Inter (2), Fiorentina (1),

Roma (1),

 Sampdoria (1)

Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 11 7 Liverpool (5), Manchester United (3),Nottingham Forest (2), Aston Villa (1) Liverpool (2), Manchester United (2), Leeds United (1), Arsenal (1),Chelsea (1)
Bandiera della Germania Germania 7 8

Bayern Monaco (5),BorussiaDortmund(1),

Amburgo (1)

Bayern Monaco (4), Bayer Leverkusen (1),

Borussia Mönchengladbach (1),Eintracht Francoforte (1),Amburgo (1), Borussia Dortmund (1)

Bandiera dell'Olanda Paesi Bassi 6 2 Ajax (4), PSV (1),Feyenoord (1) Ajax (2)
Bandiera del Portogallo Portogallo 4 5 Benfica (2), Porto (2) Benfica (5)
Bandiera della Francia Francia 1 5 Olympique Marsiglia (1) Stade Reims (2), Saint-Étienne (1),Olympique Marsiglia (1),Monaco (1),
Bandiera della Romania Romania 1 1 Steaua Bucarest (1) Steaua Bucarest (1)
Bandiera della Scozia Scozia 1 1 Celtic (1) Celtic (1)
Bandiera della Serbia Serbia 1 1 Stella Rossa Belgrado (1) Partizan Belgrado (1)
Bandiera del Belgio Belgio 0 1   Bruges (1)
Bandiera della Grecia Grecia 0 1   Panathinaikos (1)
Bandiera della Svezia Svezia 0 1   Malmö FF (1) 1giu16

Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/UEFA_Champions_League

http://it.uefa.com/  da cui tratte foto di Getty images

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