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CAGIVA ELEFANT – (Dal 1984 al 1998)

Cagiva Elefant

Una bella Cagiva Elefant 650 – Clicca Sopra

VIDEO 2 – Lo screpitio di una 125 – Clicca

VIDEO 3 – Un giro nel deserto con la Elefant – Clicca 

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La Cagiva Elefant è una motocicletta da  Deserto-stradale ossia capace d’andare su terreni sabbiosi come sull’asfalto, venne prodotta in varie cilindrate, da 125, 200, 350, 650, 750 e 900 cc. I due modelli più piccoli furono prodotti con motori a due tempi, mentre gli altri con motori bicilindrici a quattro tempi.

Cagiva Elefant 125 

Cagiva-Elefant-125-1984

Nacque nel 1984 e prodotta fino al 1990 in diverse varianti.

La prima serieElefant e Elefant 2, prodotta dal 1984 al 1985 sfrutta come base la Cagiva Aletta rossa, ma essendo un modello da Dakar, ricalcava le forme dell’Elefant 750 che correva nella Dakar e a differenza dell’Aletta rossa aveva il serbatoio più capiente e differenti colorazioni. Per quanto riguarda la ciclistica la moto aveva esattamente come l’Aletta rossa il raffreddamento a liquido, il monoammortizzatore posteriore, il miscelatore, l’aspirazione lamellare e il freno a disco anteriore forato, questa serie viene sostituita dalla Cagiva Cruiser.

cagiva elefant 125 strumentazione

La Elefantre prodotta dal 1986 fino al 1988, si differenzia dalla precedente, perché utilizza delle nuove forcelle che hanno il perno ruota in arretrato e non in asse, il cupolino è più grande e acquisisce la visiera, le carenature laterali dei radiatori diventano più grandi e la sella diventa più corta, coprendo meno il serbatoio.

La terza serie dal 1989 al 1990, la moto diventa Cagiva Elefant 125: Lucky Explorer, dove risulta completamente diversa esteticamente, con una forma che riprende le nuove Elefant 900 e viene utilizzata espansione nuova, protezioni migliori e in numero maggiore e le forcelle rovesciate.

Cagiva Elefant 125-2 Lucky_explorer

Caratteristiche tecniche – Cagiva Elefant 125

Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 2.140 x 830 x 1.350 mm
Altezze Sella: 900 mm – Minima da terra: 280 mm
Interasse: 1.385 mm Massa a vuoto: 125 kg, in ordine di marcia 140 kg Capacità serbatoio: 14 litri
Meccanica
Tipo motore: monocilindrico, a 2 tempi Raffreddamento: a liquido
Cilindrata 124,64 cm3 (Alesaggio 56,0 x Corsa 50,6 mm)
Distribuzione: lamellare Alimentazione: Carburatore Dell’Orto PHBL 24 BD
Potenza: 19,5 cv a 8.250 rpm Coppia: 1,65 kg m a 7.250 rpm Rapporto di compressione: 12,9:1
Frizione: multidisco in bagno d’olio Cambio: sequenziale a 6 marce (sempre in presa)1°: 11/34 (3,090) 2°: 14/27 (1,929) 3°: 19/26 (1,368) 4°: 21/23 (1,095) 5°: 23/22 (0,956) 6°: 25/21 (0,85)
Accensione elettronica CDI
Trasmissione primaria a ingranaggi; secondaria a catena 16/45 (2,813)
Avviamento elettrico e a pedale
Ciclistica
Telaio monotrave sdoppiate in tubi di acciaio
Sospensioni Anteriori: forcella telescopica da 35 mm / Posteriori: monoammortizzatore idraulico
Freni Anteriore: a disco da 240 mm con pinza fissa a doppio pistoncino / Posteriore: a tamburo da 130 mm
Pneumatici anteriore 2.75-21 su cerchio con canale da 1,6″
; posteriore 4.60-17 su cerchio con canale da 2,15″

Elefant 200

Questo modello dell’Elefant non fu molto apprezzato, per via della sua cilindrata inusuale e per via della sua struttura, pressoché identica a quella dell’Elefant 125, infatti i due modelli differiscono solo per la cilindrata e la forcella, a perno in asse nella versione 125, a perno arretrato nella versione 200, per questo venne prodotta solo dal 1985 al 1986. Costituita da un motore con raffreddamento a liquido e aspirazione tramite un sistema lamellare e alimentata a carburatore, era dotata di una discreta coppia ai bassi regimi e 6 marce. Il carburatore era un Dell’Orto classico mentre il sistema di lubrificazione era dotato di una pompa di iniezione collegata al carburatore. L’avviamento era sia elettrico che a pedale mentre la trasmissione era a catena “Regina” con parastrappi. La moto si presentava stabile e dotata di ampio serbatoio di rifornimento (15,5 litri) nonché freno anteriore a disco e posteriore a tamburo.

Elefant 350 

Questo modello fu prodotto dal 1985 al 1989, venne un po’ meglio apprezzato rispetto all’Elefant 200, ma anche questo modello risulta per molti essere pesante e non molto performante, l’avviamento era sia a pedale e sia elettrico tramite motorino d’avviamento, la linea con il parafango alto tipo Cross non è molto ben vista.

Comunque tutto ciò non toglie che sia una moto dall’elevate caratteristiche tecniche, dove i vari componenti come il motore bicilindrico Ducati desmo, il monoammortizzatore Öhlins, le forcelle Marzocchi e l’impianto frenante Brembo, sono derivati dal modello 650 e 750.

Cagiva-Elefant-350-anni-90

Caratteristiche tecniche – Cagiva Elefant 350

Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 2.290 x 845 x 1.275 mm
Altezze Sella: 905 mm – Minima da terra: 240 mm – Pedane: 390 mm
Interasse: 1.520 mm Massa a vuoto: 189 kg a secco kg Capacità serbatoio: 17,5 l di cui 5 di riserva
Meccanica
Tipo motore: Bicilindrico desmo, a 4 tempi Raffreddamento: ad aria
Cilindrata 349 cm3 (Alesaggio 66,0 x Corsa 51,0 mm)
Distribuzione: desmodromica a due valvole Alimentazione: Carburatore Dell’Orto PHF 30 DD
Potenza: 33 cv a 8.000 rpm Coppia: 2,77Kgm a 7.500 rpm Rapporto di compressione: 10,3:1
Frizione: multidisco a bagno d’olio Cambio: sequenziale a 5 rapporti1°: 14/43 (3,071) 2°: 20/37 (1,850) 3°: 24/32 (1,333) 4°: 27/29 (1,074) 5°: 29/28 (0,965)
Accensione elettronica Ducati Bosch a scarica induttiva
Trasmissione primaria a ingranaggi elicoidali 36/71 (1,972); secondaria a catena 14/50 (3,571)
Avviamento elettrico e a pedale
Ciclistica
Telaio a doppia culla a tubi quadrati in acciaio
Sospensioni Anteriori: forcella telescopica da 45 mm della “MARZOCCHI” / Posteriori: monoammortizzatore idraulico dell’ “Öhlins”
Freni Anteriore: a disco da 260 mm flottante / Posteriore: a disco da 240 mmm
Pneumatici anteriore 90/90-21; posteriore 130/90-17
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 149,60 km/h
Fonte dei dati: Motociclismo novembre 1985

Elefant 650 

Cagiva elefant 650 del 1986

Questo modello venne come per il 350 prodotto dal 1985 al 1989, i problemi riscontrati erano praticamente gli stessi della versione 350, ma qui si accusava meno la ridotta potenza, l’avviamento era sia a pedale e sia elettrico tramite motorino d’avviamento, questo modello come la 350 ha il parafango alto tipo Cross e anche in questo modello non è molto ben visto e stona con la moto.

Un successo che non rispecchia il reale valore della moto munita di motore derivato dal classico bicilindrico Ducati desmo, al quale, per adattarlo all’architettura enduro della moto, venne ruotato di 180° il cilindro posteriore così da poter collocare entrambe i carburatori all’interno della V di 90° del motore. La versione 650 disponeva anche di un piccolo radiatore olio, le Elefant inoltre sfoggiavano il monoammortizzatore Öhlins, le forcelle Marzocchi e l’impianto frenante Brembo.

Elefant 750 

Cagiva Elefant 750 prima serie (1987)

Questo modello dell’Elefant venne prodotta in una prima versione dal 1987 al 1990, ed una seconda dal 1994 al 1997, questo modello risultava essere tra i più apprezzati per il suo giusto rapporto peso potenza e riscosse un discreto successo, grazie anche alla linea rinnovata e con quel parafango basso come le moto stradali e dall’adozione del doppio faro dal 1988 in poi.

Elefant 900 

Questo modello è un progetto completamente nuovo rispetto alla precedente Elefant 750. Venne prodotta in due serie distinte, la prima dal 1990 al 1992, la seconda dal 1993 al 1996. Nel 1990 nasce in serie limitata a 300 esemplari la Elefant 900 IE con livrea Lucky Explorer: ha il motore 904 cm³ derivato dalla Ducati 900SS, con cambio a 5 marce e iniezione elettronica Weber-Marelli: la moto, costossissima, è equipaggiata della miglior componentistica allora presente sul mercato, come il monoammortizzatore Ohlins ed i freni Nissin. Nel 1992 questa maxienduro sportiva è adattata leggermente ad usi turistici ed è allestita la versione GT, che si differenzia dalla Lucky Explorer per la più sobria livrea grigia metallizzata e per l’adozione di una forcella tradizionale Marzocchi Magnum con steli da 45 mm al posto della precedente Marzocchi con steli da 42,7 mm.Cagiva_elefant_900

Dimensioni e pesi
Ingombri (Lungh.xLargh.xAlt.) 2.295 x 860 x 970 mm
Altezze Sella: 900 mm – Minima da terra: 260 mm
Interasse: 1.570 mm Massa a vuoto: 189 kg a secco, in ordine di marcia 208kg Capacità serbatoio: 24, dal ’93 serbatoio da 22
Meccanica
Tipo motore: Bicilindrico, a 4 tempi Raffreddamento: ad aria e olio
Cilindrata 904 cm3 (Alesaggio 92,0 x Corsa 68,0 mm)
Distribuzione: desmodromica a due valvole Alimentazione: iniezione elettronica e Weber da 42 mm, dal ’93 in poi CarburatoreMikuni BDST 38 B 135 con comando desmodromico
Potenza: 66 kW (90 cv) a 8.500 rpm, da ’93 in poi 70 kW a 8.500 rpm Coppia: – Rapporto di compressione: 9,2 ± 0,5:1
Frizione: multidisco in bagno d’olio Cambio: sequenziale a 5 rapporti1°: 15/37 (2,466) 2°: 18/29 (1,611) 3°: 21/26 (1,238) 4°: 23/24 (1,043) 5°: 25/22 (0,880)
a 6 rapporti dal ’93 in poi e con la versione GT 1°: 15/37 (2,466) 2°: 17/30 (1,765) 3°: 20/27 (1,350) 4°: 22/24 (1,091) 5°: 24/23 (0,958) 6°: 28/24 (0,857)
Accensione elettronica
Trasmissione primaria a ingranaggi 31/62 (2); secondaria a catena 14/46 (3,286) [15/46 (3,066)]
Avviamento elettrico
Ciclistica
Telaio a doppia culla a tubi quadrati in acciaio
Sospensioni Anteriori: forcella telescopica da 45 mm della “MARZOCCHI”, dal ’93 in poi “Showa” a steli rovesciati da 45 mm / Posteriori: monoammortizzatore idraulico dell’ “Öhlins”, dal ’93 in poi “Boge”
Freni Anteriore: a disco da 296 mm con pinze nissin, dal ’93 freno a doppio disco da 282 mm / Posteriore: a disco da 240 mm
Pneumatici anteriore 100/90-19 – posteriore 140/80-17

Elefant Marathon 

Prodotta nel 1994 con un motore da 944 cm³, munito di carburatori Keihin FCR, raffreddato ad aria-olio, con potenza di 75 CV a 5.000 rpm e coppia 7,20kgm a 5.000 rpm utilizzava delle forcelle Marzocchi Magnum da 45 mm con corsa da 290 mm, al forcellone si aveva l’Öhlins, le ruote erano 90x90x21″ e 140x90x18″. ( 2set16 )

 Articolo in collaborazione con: http://autoemotodepoca.altervista.org

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