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Attentato a PAPA GIOVANNI PAOLO II – (13/05/1981)

 

attentato a papa giovanni II 1981
Attentato a Papa Giovanni Paolo II – L’attimo in cui viene colpito

Il 13 maggio 1981, Papa Giovanni Paolo II subì un attentato da parte di Mehmet Ali Ağca, un killer professionista turco, che gli sparò due colpi di pistola.

Ecco il momento dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II – Clicca Sopra  

Storia 

Pochi minuti dopo essere entrato in piazza San Pietro per un’udienza generale, mentre si trovava a bordo della sua Papamobile scoperta, Karol Wojtyła fu ferito gravemente all’addome e all’indice della mano destra, da due proiettili sparati da Ali Ağca. Soccorso immediatamente, fu sottoposto ad un intervento di 5 ore e 30 minuti riuscendo a sopravvivere.          

Due anni dopo, nel Natale del 1983 Papa Giovanni Paolo II volle andare in prigione per incontrare il suo attentatore e dargli il suo perdono. I due parlarono da soli per lungo tempo e gli argomenti della loro conversazione sono tuttora sconosciuti.

Il Papa disse poi dell’incontro:

  « Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato e che gode della mia fiducia. Quello che ci siamo detti è un segreto tra me e lui. »
 
(Papa Giovanni Paolo II)

L’attentatore venne in seguito condannato all’ergastolo dalla giustizia italiana per attentato a Capo di Stato estero.

La grazia e l’estradizione di Ağca

Nel 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli concesse la grazia: Ali Ağca, estradato dall’Italia, fu condotto nel carcere di massima sicurezza di Kartal (Turchia), nel quale finì di scontare la pena di dieci anni di reclusione per l’assassinio del giornalista Abdu Ipekci, avvenuto nel 1979.

La reticenza di Ağca

Ali Ağca non ha mai voluto rivelare in modo chiaro la verità sugli eventi. Ağca ha ripetutamente cambiato versione sulla dinamica della preparazione dell’attentato, a volte affermando addirittura di aver avuto aiuti per compiere l’assassinio del Papa dall’interno del Vaticano.

Le indagini e le ipotesi

papa giovanni II ferito
Attentato a Papa Giovanni Paolo II – Il Papa è colpito

Le lunghe indagini non portarono mai alla scoperta dei veri mandanti dell’attentato. La commissione Mitrokhin del parlamento italiano, però, analizzando documenti provenienti da Germania ed Ungheria, stilò una relazione di maggioranza, secondo la quale l’attentato sarebbe stato progettato dal KGB in collaborazione con la Stasi, i servizi segreti della Germania Est, con l’appoggio di un gruppo terroristico bulgaro a Roma, che a sua volta si sarebbe rivolto ad un gruppo turco di estrema destra, i Lupi grigi dei quali Ağca faceva parte. Una relazione di minoranza della stessa commissione negò questa tesi; tuttavia, altri documenti scoperti negli archivi sovietici e resi pubblici nel marzo 2005 supporterebbero la tesi che l’attentato sia stato commissionato dall’Unione Sovietica.

Le motivazioni che avrebbero portato l’URSS a preparare l’attentato non sono state chiarite; secondo i sostenitori di tale ipotesi, probabilmente l’Unione Sovietica temeva l’influenza che un Papa polacco poteva avere sulla stabilità dei loro Paesi satelliti dell’Europa Orientale, in special modo la Polonia. Tutte queste informazioni vanno considerate come ipotesi, perché ad oggi non sono state comprovate le circostanze e le motivazioni dell’attentato. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II, inoltre, dichiarò nel maggio 2002, durante una visita in Bulgaria, di «non aver mai creduto nella cosiddetta connessione bulgara».

D’altro lato, l’inchiesta “Armi e droga” condotta dal giudice Carlo Palermo nel 1980, rivelò che Abuzer Ugurlu (capo della mafia turca che permise ad Ağca di entrare in Bulgaria) e Bekir Celenk (contrabbandiere in armi e droga, tramite fra i Lupi grigi e i servizi segreti bulgari, secondo quanto dichiarato da Ağca), per agire in tranquillità, lavoravano come “agenti doppi”, sia per l’est che per l’ovest. A1175

A queste informazioni si aggiunge quella del coinvolgimento della mafia nell’attentato, suffragata dal memoriale del pentito di Cosa Nostra Vincenzo Calcara sulle dichiarazioni rese a Paolo Borsellino.

Calcara racconta di essere stato personalmente incaricato dall’imprenditore mafioso e massone Michele Lucchese (in contatto con il monsignor Marcinkus) di recarsi a Roma il 12 maggio 1981, per prelevare il giorno successivo due turchi armati in piazza San Pietro. Venti minuti dopo l’attentato, all’appuntamento si presentò solo uno dei due, molto agitato e scortato da un uomo, Antonov, vicino alla mafia bulgara. Assieme al turco, Saverio Furnari (Capo Decina della Famiglia di Castelvetrano) e Vincenzo Santangelo (definito «figlioccio del Nostro Capo Assoluto Francesco Messina Denaro», quest’ultimo il «braccio destro del Triumvirato della Commissione di Cosa Nostra» e padre di Matteo Messina Denaro) tornarono a Milano e da lì si recarono a Paderno Dugnano, a casa di Lucchese, dove Furnari e Santangelo uccisero il turco («la fine dell’asino», che «si usa fino a che serve, dopo, quando non serve più, si uccide!»). Fu Calcara stesso a seppellirlo, ma quando, dopo la morte di Borsellino, tornò sul luogo con i magistrati, il terreno era stato smosso da scavatrici ed il cadavere, dice Calcara, trafugato.

papa giovanni paolo II
Papa Giovanni Paolo II

Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_a_Giovanni_Paolo_II

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Una risposta a “Attentato a PAPA GIOVANNI PAOLO II – (13/05/1981)”

  1. 13 maggio 1981 : attentato a PAPA GIOVANNI PAOLO II.Qui le FOTO e VIDEO

    Qui il post dedicato al vile attentato del 13 maggio 1981 a PAPA GIOVANNI PAOLO II. Tutto il resoconto in cronaca e tutte le FOTO e il VIDEO che ne testimonia l’accaduto. Un momento tragico della nostra storia.

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