VANNA MARCHI – Storia e Spot – (Anni 80/90/00)

VANNA MARCHI

vanna marchi puntata

Vanna Marchi a ” Storie maledette “

VIDEO 2 – Il suo modo di vendere – Clicca 

 VIDEO 3 – VIDEO 4 – Alcuni suoi spot – Clicca   

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Vanna Marchi (Castel Guelfo di Bologna, 2 settembre 1942) è un personaggio televisivo italiano.

Dopo la scuola elementare e la perdita dei genitori, iniziò a lavorare come estetista. Divenne poi una commerciante specializzata nel settore della televendita, attività che unitamente ad alcune sue peculiari modalità comunicative le ha conferito una certa notorietà.

La Marchi è stata condannata a dieci anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, per truffa aggravata e associazione per delinquere finalizzata alla truffa a seguito di trasmissioni televisive in cui si raggiravano molti telespettatori.

La carriera come televenditrice

vanna marchi alghe televendita

Iniziò a lavorare come estetista, poi a partire dagli anni ottanta, la Marchi si fece notare per una chiassosa televendita di prodotti dimagranti basati su micronizzato di tarassaco ed estratti di alghe con cui, grazie anche al suo stile particolare, ebbe grande successo.

Durante le sue televendite Vanna Marchi ha sempre usato un tono di voce molto alto e stridulo, insieme ad una gestualità molto appariscente ed incisiva, uno stile che l’ha resa inconfondibile, tanto che qualcuno l’ha soprannominata la “regina delle televendite” e “teleimbonitrice”. È rimasto impresso a molti l’urlo che utilizzava in tutte le sue trasmissioni per ottenere il tacito assenso dei telespettatori: “D’accordooo?”. Uno dei prodotti più venduti era la crema “scioglipancia” della quale l’imbonitrice declamava miracolose proprietà dimagranti. Il costo in “offerta” era, negli anni ’80, di 100.000 lire per tre confezioni.

La Marchi, cavalcando l’onda del successo di questo motto, incise nel 1989 un 45 giri, intitolato appunto D’accordo?!: il brano, un ensemble di frasi più o meno celebri della televenditrice, su una base synthpop tipicamente anni’80 suonata dal gruppo The Pommodores (riferimento ironico ai più celebri The Commodores), raggiunse il picco di notorietà con l’apparizione al programma televisivo Superclassifica Show; la poca dimestichezza dell’ improvvisata cantante col playback, costrinse gli autori a coprire la bocca della Marchi con un cuore rosa di carta posto sul microfono. La canzone e il video sono oggi annoverati fra gli esempi di produzione trash del panorama catodico italiano anni ’80.

vanna marchi disco

Per la popolarità raggiunta, Vanna Marchi è stata nel 1990 anche attrice minore del celebre sceneggiato I Promessi Sposi, del trio comico Lopez,Marchesini, Solenghi (vendeva prodotti per curare la peste), mentre nel 1998 ha recitato nel film di Alfredo Arciero Dio c’è con Riccardo Rossi,Chiara Noschese e Roberto Benvenuti.

La vicenda di Vanna Marchi è stata ripercorsa in una fiction per la televisione da una emittente del Giappone. Le tappe del suo percorso artistico e umano – da quando svolgeva attività di pettinatrice fino ai clamori suscitati dal suo ruolo di imbonitrice televisiva – sono state ripercorse attraverso una ricostruzione effettuata con attori occidentali e sulla base delle notizie giornalistiche che l’hanno riguardata negli ultimi anni.

Vicende giudiziarie  

Intorno al 1990 fu arrestata per concorso in bancarotta. Fallita pochi mesi dopo anche come imprenditrice individuale, riprese successivamente l’attività televisiva come dipendente del Marchese Capra de Carré. Da questo momento in poi, al settore cosmetico viene ad affiancarsi quello esoterico. Al 1996 risale la costituzione della società Ascié Srl di Milano, tra i cui soci figuravano la figlia Stefania Nobile e Mario Pacheco Do Nascimento.

Il 27 novembre 2001 fece molto scalpore uno scoop della trasmissione Striscia la Notizia a proposito di una serie di truffe che la vedeva coinvolta, al fianco della figlia e del sedicente mago Mario Pacheco Do Nascimento, quale presentatrice di una vendita televisiva di numeri fortunati per il gioco del lotto, talismani, amuleti e kit contro le influenze maligne (rito del sale, del desiderio, del danaro, del corallo ecc). Si scoprì infatti che la Asciè Srl aveva indotto (grazie a questa pubblicità) un rilevante numero di persone a pagare ingenti quantitativi di denaro in cambio di bustine di sale da cucina, rametti di edera e altri oggetti, la cui funzione avrebbe dovuto essere quella di scacciare il malocchio. Il materiale doveva utilizzarsi secondo “procedure rituali”, ed in caso di fallimento di queste (per esempio se il sale non si fosse sciolto, cosa che per dei limiti di solubilità non poteva accadere) si sarebbe acclarata la presenza del malocchio; la società stessa avrebbe quindi provveduto a fornire gli opportuni rimedi a pagamento. Il caso fu denunciato sei anni prima di “Striscia” da Telefono Antiplagio, ma le autorità (pur informate) non si mossero: unica eccezione l’Antitrust, che sanzionò Vanna Marchi e soci per pubblicità ingannevole.

Il servizio realizzato da Striscia la Notizia, grazie alla collaborazione di una donna che finse di essere interessata ai prodotti ed al servizio forniti dalla società, si valse di filmati realizzati con telecamere nascoste e registrazioni telefoniche per mostrare la condotta della società della Marchi, la cui figlia Stefania Nobile si rivolse alla finta cliente dicendole “le auguro tutto il male del mondo” e prospettandole disgrazie nel caso in cui non fossero stati presi provvedimenti contro il malocchio.

La vicenda divenne subito clamorosa per l’ampio sfruttamento della credulità popolare. In particolare, i metodi della società della Marchi sono stati considerati truffa perché:

  • i numeri del lotto erano promessi come “personalizzati” per il cliente (al quale si richiedeva un esborso) ma, se questi numeri fossero stati vincenti, sarebbero ovviamente stati gli stessi per tutti i clienti.
  • il cloruro di sodio (il comune sale da cucina), come tutti i sali, ha un limite di solubilità in acqua. Se l’acqua è salata oltre un certo limite, non è più in grado di sciogliere il sale, che rimane depositato sul fondo del recipiente per il fenomeno di saturazione.
  • i rametti d’edera erano recisi da una pianta nel cortile degli uffici societari.

A seguito dello scandalo, il Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha avviato con l’Autorità Giudiziaria un’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed all’estorsione …. 

Le condanne e la detenzione

Il 4 marzo 2009 la Corte di cassazione ha confermato in via definitiva la condanna per Vanna Marchi a 9 anni e 6 mesi di reclusione, per la figlia Stefania Nobile a 9 anni e 4 mesi e per Francesco Campana, ex compagno della Marchi, a 3 anni.

Dalla vicenda di Wanna Marchi è stato tratto un musical dal titolo “Teletruffa alla crema”. Sempre in riferimento alle sue vicende giudiziarie, nel2010 Edoardo Bennato le ha “dedicato” la canzone Wannamarkilibera, una delle tracce dell’album Le vie del rock sono infinite.

La Marchi e la figlia sono state condannate, nel mese di aprile 2010, anche per bancarotta fraudolenta per il fallimento della società Ascié.

08/10/2011 Vanna Marchi ottiene il regime di semilibertà lavorando nel bar-ristorante di proprietà del fidanzato della figlia Stefania Nobile. ( 1gen16 )

vanna marchi come era giovane young

La situazione è fotografata  all’ OTTOBRE 2011 e tratta dall’enciclopedia on-line Wikipedia.

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