Storia dell’auto: PEUGEOT 104

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peugeot 104 1979

 Peugeot 104 GL del 1975 – Clicca Sopra

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La Peugeot 104 era una piccola vettura prodotta e venduta in molti paesi europei dalla Casa automobilistica francese Peugeot tra il 1972 ed il 1983 e fino al 1988 nel solo mercato interno.

Peugeto 104 – Storia 

Genesi  

peugeot 104 presentazione

La genesi della 104 va fatta risalire alla metà degli anni sessanta del Novecento: nel 1965 venne lanciata la Peugeot 204, auto di immediato successo commerciale. Tuttavia, pochissimo tempo dopo il lancio della 204, i vertici della Casa di Sochaux si resero conto che non sarebbe stato possibile limitarsi alla gamma che la Casa automobilistica proponeva in quel periodo. Occorreva ampliarla in maniera decisa ed in varie direzioni, ma senza sperperare fondi in progetti ex novo che avrebbero fatto lievitare i costi in maniera esponenziale, visto e considerato che gran parte degli sforzi economici erano già indirizzati da tempo alla realizzazione della 504. Fu coì che mentre venne varato un altro progetto teso alla realizzazione di una vettura appena sopra la 204 (la futura 304), della quale avrebbe mantenuto la maggior parte dei componenti, ci si preoccupò anche della realizzazione di altri due modelli, uno alla base della gamma ed uno al vertice, sopra la 504. In questo caso, non avendo basi meccaniche da sfruttare, occorreva cercare un partner, un’altra Casa con cui sviluppare i nuovi progetti, specialmente pr quanto riguardava la futura “piccola” Peugeot, che per forza di cose dovva essere caratterizzata da un prezzo contenuto per poter essere concorrenziale. La Casa di Sochaux trovò il suo collaboratore nientemento che nella sua più diretta rivale, la Renault. Nel 1966, tra Peugeot e Renault venne stipulato un contratto di collaborazione che sfociò nella fondazione della Société Francaise de Mecanique (SFM). Gli ultimi anni del decennio furono tesi principalmente alla realizzazione delle due “piccole”. Ma vennero imposte delle clausole in modo tale che le due vetture non si cannibalizzassero eccessivamente dal punto di vista commerciale. La futura utilitaria della Renault (che avrebbe debuttato con il nome di Renault 5) non poteva avere tre porte, mentre la piccola Peugeot avrebbe dovuto rinunciare, almeno per i primi anni, al portellone posteriore, una soluzione ancora inedita presso le vetture di fascia bassa e medio-bassa, ma che stava prendendo piede nei progetti di molti costruttori europei, basti pensare che di lì a pochi anni avrebbero debuttato modelli di successo come la Simca 1100 e la Fiat 127, nonché la stessa Renault 5.
Dal punto di vista dei vantaggi innovativi fu quindi la Peugeot ad essere maggiormente penalizzata in partenza, poiché il semplice sportello posteriore per l’accesso al bagagliaio costuituiva un aspetto tutt’altro che pratico. Si decise quindi che la vettura doveva divenire un punto di riferimento per quanto riguardava l’abitabilità interna. Tra le caratteristiche scelte dai progettisti Peugeot vi fu quella di disporre il motore in posizione trasversale per sottrarre spazio al vano motore in favore dell’abitacolo, e di inclinare il motore stesso all’indietro di 72º per poter alloggiare la ruota di scorta sotto il portellone del cofano. Per quanto riguardava lo styling, ci si avvalse sia del centro stile interno, sia della Pininfarina, con cui la Casa francese era in stretti rapporti di collaborazione già da oltre un decennio. Entro la fine del 1966 furono approntati i primi modelli in gesso da parte dei due atelier: delle due proposte fu accettata quella del carrozziere torinese, poiché proponeva un corpo vettura spigoloso che permetteva un ottimale livello di abitabilità.

Debutto

puugeot 104 posteriore

Il progetto M16 sfociò nel 1971 con l’effettuazione dei crash test volti a valutare il fattore sicurezza, e finalmente nel 1972 con la presentazione della nuova vettura al Salonedi Parigi. Già dall’estate precedente, però, quasi 1.100 esempalri di preserie uscirono dalle linee di montaggio di Mulhouse, in Alsazia
La 104, prima vera utilitaria prodotta dalla Peugeot, stabilì subito un primato, ossia quello di essere la vettura a 4 porte più piccola del mondo. Non solo, ma gli obiettivi che i progettisti si erano prefissati in fatto di abitabilità interna furono raggiunti pienamente: la 104 trovava uno dei suoi migliori punti di forza proprio in tale aspetto. Altri pregi stavano nella sua maneggevolezza e nella sua tenuta di strada, dovuta ad una impeccabile progettazione del telaio, ma anche al peso a vuoto decisamente ridotto. Inoltre, la visibilità era più che soddisfacente e permetteva di valutare efficacemente gli spazi in fase di manovra.

Design ed interni 

peugeot 104 interni e strumentazione

In poche parole, la carrozzeria della 104, frutto dell’atelier di Pininfarina, univa modernità e sobrietà. Nell’insieme appariva più discreta rispetto ad altri modelli simili dell’epoca, primo fra tutti la Renault 5: nonostante gli sforzi collaborativi tra Renault e Peugeot in fase di progetto, l’utilitaria di Billancourt si rivelò a conti fatti come la più ostica rivale della 104, rispetto alla quale appariva molto più personale nelle linee. Il frontale della 104 era caratterizzato da un paraurti in lamiera con alloggiamenti per gli indicatori di direzione, da una calandra a sviluppo orizzontale di color nero in mezzo alla quale campeggiava il simbolo del Leone Rampante e ai lati della quale trovavano posto i due fari quadrati. Il cofano motore era pressoché liscio, salvo le due nervature che lo attraversavano longitudinalmente, e presentava nella zona centrale un’ampia concavità appena visibile. La vista laterale presentava ancor meno note particolari, esclusa la scanalatura che attraversava longitudinalmente la fiancata, partendo dall’estremità anteriore e passando appena sotto le maniglie porta. La coda era caratterizzata dai gruppi ottici rettangolari e, nota dolente già menzionata, dal bagagliaio senza portellone, ma con un semplice sportello che ne penalizzava la praticità. Ma questi erano stati a suo tempo gli accordi con Renault.
Meno giustificata era invece l’eccessiva semplificazione ed austerità degli interni, in particolare della plancia, priva di un vero scomparto portaoggetti, così come di un vero svuotatasche. Inoltre, non erano previsti accessori come l’accendisigari e lo schienale regolabile lato guida o il retrovisore interno a due posizioni, accessori che già all’epoca cominciavano a diffondersi anche nelle fasce basse di mercato. Il volante era a tre razze e dietro di esso si trovava il cruscotto a due strumenti circolari, circondato da un rivestimento in finta radica di legno. Per il resto, la plancia appariva completamente spoglia e tutt’altro che vivace, basti pensare che non esisteva neppure una console centrale.
Tra gli optional figurava l’autoradio a cassette, installata nello spazio vuoto normalmente destinato alla console centrale, ed integrata ad un pannello comprensivo di altoparlante.

Meccanica e motore

peugeot 104 motore

L’architettura meccanica della 104 era del tipo “tutto avanti”, cioè con motore anteriore (in questo caso disposto trasversalmente), trazione anteriore e cambio in blocco con il motore. Tale architettura può essere considerata tradizionale se vista con gli occhi di oggi, ma all’epoca si trattava invece di una configurazione tutt’altro che scontata, visto che la trazione anteriore non aveva cominciato a diffondersi che da pochi anni. Se è pur vero che Case come Citroën, Renault ed Audi avevano ormai in listino solo modelli con trazione sull’avantreno, era anche altrettanto vero che Case come la Fiat, la Lancia e la stessa Peugeot non avevano che solo un paio di modelli con trazione sull’asse anteriore. Nel resto d’Europa i modelli a trazione anteriore erano quasi delle eccezioni rarissime concentrate in maggioranza in Inghilterra dove venivano prodotte laMini e le sue derivate (Riley e Wolseley su tutte).
Pertanto, ciò che all’epoca proponeva la 104 non era affatto una soluzione tecnica banale. La scocca era del tipo portante, in acciaio, con sospensioni a quattro ruote indipendenti (avantreno di tipo McPherson e retrotreno a bracci tirati) con molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici telescopici, freni a disco anteriori e freni a tamburoposteriori.
Al suo esordio, la 104 fu proposta in un’unica motorizzazione, vale a dire il 4 cilindri da 954 cm³ in grado di erogare 46 CV DIN di potenza massima. Questo motore era accoppiato ad un cambio manuale a 4 marce.

Evoluzione 

Verso il successo  

peugeot 104 1974

Una 104 GL del 1974

Fin dal suo lancio, i vertici Peugeot si proposero di eliminare progressivamente tutte quelle “pecche di gioventù” che avevano caratterizzato la 104 al suo debutto commerciale. Ecco quindi che nel settembre del 1973 la 104 beneficiò di aggiornamenti al parabrezza, ai gocciolatoi sul tetto, al lunotto posteriore, ed ai sottoporta. Il cruscotto non fu più rivestito in finta radica, ma con una lamina in alluminio satinato. Finalmente comparvero i primi vani portaoggetti, uno in basso, a sinistra del piantone del volante, ed un altro sopra la plancia, all’altezza del passeggero anteriore, diviso in due semivani separati. Fecero inoltre la loro apparizione un portacenere ed una scritta identificativa sulla console centrale, mentre il volante venne leggermente ridisegnato. Tra gli accessori a pagamento proposti sulal 104 berlina dopo il primo anno di vita vi furono il lunotto disappannante e il divano La più grande novità del 1973 nella gamma 104 fu però l’avvento della versione a 3 porte, spesso chiamata anche coupé. Tale versione utilizzava lo stesso pianale della 104, ma con passo e sbalzo posteriore ridotti. Grazie all’ampliamento della gamma ed alle qualità dei modelli che la componevano, alla fine del 1973, le vendite della 104 ebbero un significativo decollo, anche se poco tempo prima si era verificata la grande crisi petrolifera che avrebbe messo in serie difficoltà molte Case automobilistiche in tutto il mondo.
Ulteriori novità si ebbero nel 1974: vi fu infatti lo sdoppiamento della versione a 4 porte in due livelli di allestimento, denominati L e GL: mentre il primo rimase pressoché identico alla versione del 1972, senza neppure più gli aggiornamenti dell’anno prima, il secondo propose una dotazione migliore, a partire dalla console centrale, fino a quel momento riservata solo alla versione 3 porte. Inoltre furono introdotte le luci di retromarcia, fino a quel momento assenti ed ancora il tergicristallo a due velocità, il lavavetri a comando elettrico, il portacenere ed il retrovisore interno a doppia posizione, mentre il pomello della leva del cambio ricevette il disegno a griglia della disposizione delle marce. Il motore subì un leggerissimo incremento di potenza.
Nessun particolare aggiornamento nella berlina per il 1975, se si escludono i fari posteriori leggermente più ampi e appena sconfinanti nel prafango posteriore. L’ampliamento della gamma della 104 a 3 porte, nello stesso anno (arrivarono infatti la ZL e la ZS), mise un po’ in ombra la versione a 4 porte, di vocazione più tranquilla, ma le vendite continuarono ad essere piuttosto sostenute, poiché nonostante le sue pecche non ancora completamente risolte, la vettura continuò ad essere un riferimento per la sua polivalenza.

L’aggiornamento del 1976 

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Una 104 del 1979

Nel 1976, la 104 berlina fu sottoposta a numerosi aggiornamenti nella gamma e non solo: la 104 L venne tolta dal listino, mentre venne introdotta la nuova 104 GL6 (il numero 6 indicava i cavalli fiscali secondo la legislazione francese), caratterizzata sottopelle dalla presenza del nuovo motore XW3 da 1124 cm³, direttamente mutuato dalla 104 ZS lanciata l’anno prima, ma con potenza ridotta da 66 a 57 CV. La GL6 non fu l’unica novità nella gamma della 104: sempre nel 1976 venne infatti introdotta la 104 SL, caratterizzata da tutta quella dotazione fino a quel momento riservata alla serie Z, vale a dire il tergicristallo a due velocità, la moquette sul pavimento, plancia e strumentazione specifica, sbrinalunotto, cinture di sicurezza anteriori, accendisigari, ecc. Esternamente la GL6 e la SL si riconoscevano per i grandi fari anteriori ripresi pari pari dalle versioni a 3 porte e per i nuovi paraurti anteriori che integravano gli indicatori di direzione. La versione di base GL mantenne invece i vecchi fari quadrati di dimensioni minori. Vi furono anche altri aggiornamenti comuni a tutta la gamma, come la calandra che divenne a tre listelli orizzontali anziché cinque, ma soprattutto arrivò finalmente il tanto sospirato portellone posteriore, che fece così della104 la prima utilitaria a 5 porte. La consociata Renault, dal canto suo, ebbe in cambio la possibilità di utilizzare gli schemi dei motori montati dalla 104 per derivarne dei nuovi da utilizzare sul suo nuovo modello, la R14 lanciata proprio nel 1976.
Tante furono le novità per il 1976 quanto poche furono quelle dell’anno seguente, almeno per la berlina: il 1977 ha visto infatti semplicemente l’arrivo dei sedili anteriori con schienale regolabile, di serie sulla SL, optional sulla GL6 e non previsti per la GL. Novità un po’ più consistenti per la serie Z, con l’arrivo di una versione da competizione e di una versione commerciale, ma anche di nuovi fari posteriori più grandi.
Nel 1978 venne introdotta la serie limitata Sundgau, ristretta a 1.200 esemplari e basata unicamente sulla berlina a 5 porte in allestimento GL6, rispetto alla quale si differenziava esternamente per una banda nera longitudinale e sottopelle per il motore XW3S da 66 CV, montato fino a quel momento solo sulla 104 ZS. Il successo fu grande e gli esemplari si esaurirono in breve tempo, tanto da convincere la Casa francese ad introdurre stabilmente nella gamma una versione simile: fu così che sempre nel 1978 nacque la 104 S, simile alla Sundgau, tranne che per i cerchi di nuovo disegno con coprimozzo in plastica nera. L’allestimento era stavolta quello della SL, della quale riprendeva la dotazione.

 Una 104 Sl

Nel 1979 la neonata 104 S ricevette il nuovo motore da 1360 cm³ da 72 CV, versione depotenziata del 1.4 utilizzato in quell’anno nella ZS2. La GL, invece, ricevette il 1.1 da 50 CV in luogo del precedente motore da 1 litro. La SL venne sostituita dalla 104 SR, che montava un motore da 1219 cm³, sempre della potenza di 57 CV. Tale motore era lo stesso montato dalla Renault sulla sua R14 già dal 1976: in cambio la Casa di Billancourt ottenne di poter usufruire del 1.4 da 72 CV che nella gamma 104 aveva cominciato ad essere montato sulle versioni S e ZR, proprio in quel finire del 1979. Un altro aggiornamento si ebbe con l’arrivo della 104 GR, che sostituì la GL6 ma senza grandi variazioni di rilievo. La dotazione su tutta la gamma venne sensibilmente arricchita, con l’arrivo della predisposizione per l’impianto hi-fi, una nuova plancia comandi ed un nuovo volante a due razze.
Nel 1980 vi furono solo piccoli aggiornamenti: la berlina ricevette nuovi fari posteriori, simili nella forma e nelle dimensioni, a quelli di prima del 1975, quindi non più sconfinanti oltre l’angolo, ma dotati di luci di retromarcia e retronebbia.

Verso la fine della carriera   

Nella seconda metà del 1981 vi fu un nuovo restyling al frontale dell’intera gamma 104: venne infatti adottata una nuova calandra, con fari anteriori sempre di grandi dimensioni, ma leggermente più discreti. Contemporaneamente, le versioni S ed SR ricevettero un nuova cambio a 5 marce.
Nel 1983, con il lancio della Peugeot 205, destinata a sostituirla, la 104 vide la sua gamma drasticamente ridotta: a partire da luglio rimase in listino solo la GL tra le berline, mentre le versioni a 3 porte potevano contare su tre versioni (Z Style, ZS e ZA). In ogni caso, tale gamma rimase confinata entro i confini della Francia, poiché negli altri Paesi tutti i modelli e le versioni sparirono dai listini.

Riepilogo caratteristiche

Di seguito vengono riepilogate le varie versioni previste per la gamma della 104. I prezzi riportati sono espressi in franchi francesi e si riferiscono al momento del debutto nel mercato interno.

Va detto che i dati riportati nella tabella soprastante si riferiscono in particolar modo alla gamma francese: a seconda dei mercati stranieri, possono esservi differenze anche sensibili rispetto alle versioni descritte ed alle loro caratteristiche. Per esempio, in Italia, per qualche tempo, la 104 ZR è stata commercializzata con motore da 954 cm³ anziché 1124.

 Una 104 GL 6

peugeot 104  z s2 Una 104 ZS2

Prototipi e fuoriserie 

Sulla base della 104 sono stati realizzati alcuni studi per possibili altre varianti, varianti rimaste purtroppo tutte quante allo stadio di prototipo. In altri casi sono state realizzate delle vere e proprie versioni fuoriserie.

  • Peugette: prototipo con carrozzeria roadster realizzato da Pininfarina e presentato al Salone di Torino del 1976 e caratterizzato dalla notevole semplicità costruttiva che ne avrebbe potuto fare la sportiva ideale per i giovani. La base meccanica ed il pianale erano quelle della 104 ZS, all’epoca ancora con motore 1.1 da 66 CV. Anche i gruppi ottici anteriori e posteriori erano quelli della piccola 3 porte prodotta in serie. La particolarità estetica della vettura stava nel fatto di possedere un corpo vettura quasi simmetrico. La Casa madre, però, troppo ancorata a soluzioni più tradizionali, bocciò il progetto.
peugette
  • 104 Sedan: una 104 a tre volumi realizzata sulla base della 104 berlina, resa più signorile ed elegante grazie al suo aspetto da mini-berlina classica. Tra le particoalrità vanno segnalati i fari posteriori ripresi direttamente dalla Simca 1307. Anche in questo caso, il progetto fu abbandonato, probabilmente per non interferire troppo con la 304, anche se oramai quest’ultima era tutt’altro che una fresca di debutto.
  • 104 Break: anch’essa realizzata sulla base della berlina, ne era però la versione station wagon: il progetto fu abbandonato per non interferire commercialmente con la 304 Break. I fari posteriori erano ripresi direttamente dalla 504 Break.
  • 104 Pick-Up: prototipo con carrozzeria pick-up con meccanica mutuata dalla 104 di base spinta da un motore da 954 cm³. Autore di tale prototipo fu la carrozzeria Chausson, che mantenne il corpo vettura della normale 104 berlina fino al montante centrale, dietro al quale venne invece montato un cassone scoperto. Proposta alla Casa madre, l’idea della 104 pick-up venne però scartata.
  • 104 Arvor: piccola “bomba” fuoriserie ad alte prestazioni realizzata sulla base della 104 ZS2, ma con svariate modifiche estetiche, telaistiche ed al propulsore. Esternamente la vettura sfoggiava una carrozzeria color rosso fuoco, con gruppi ottici tondi e sdoppiati, cerchi in lega specifici e spoiler anteriori e posteriori specifici. Meccanicamente la 104 Arvor montava un assetto irrigidito e sostanziosamente rivisto anche nelle barre antirollio. Il motore era il 1.4 della ZS2, ma con asse a cammepiù spinto e camere di scoppio ridisegnate: la potenza salì a ben 105 CV.
  • 104 Chapron: realizzata da Chapron sulla base della ZS, era simile alla Roland Peugeot, con cui condivideva la soluzione dei rivestimenti in pelle bicolore (in questo caso bianca e blu), ma aveva una panchetta posteriore assai ridotta, poiché poteva trovare posto solo una persona di corporatura minuta ed era verniciata in un colore blu cobalto metallizzato.

Vanno infine ricordati la versione furgonata realizzata sulla base della berlina, anch’essa un prototipo, e la versione cabriolet denominata LM5

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