Addio a Hugh Hefner il fondatore di PLAYBOY – (1926/2017)

 Playboy

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Il numero 1 del 1953

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Playboy (o Playboy Magazine) è una celebre rivista rivolta prevalentemente al pubblico maschile eterosessuale, fondata nel 1953 a Chicago da Hugh Hefner  (Chicago, 9 aprile 1926 – Los Angeles, 27 settembre 2017), e diffusa in tutto il mondo sia nella versione originale sia in edizioni locali. Hufner Muore il 27 settembre 2017 a 91 anni, per cause naturali, nella sua casa di Los Angeles. Il mausoleo che accoglierà le spoglie del fondatore di Playboy era pronto da anni e si trova al cimitero di Westwood, a Los Angeles, in California: sorge proprio accanto alla tomba di Marilyn Monroe.

Playboy – La Rivista 

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Dalla rivista si è sviluppata la Playboy Enterprises, società quotata alla borsa valori di New York con la sigla PLA, che si occupa dell’intrattenimento per adulti attraverso praticamente ogni tipo di media. Il logo di Playboy (una testa stilizzata di coniglio con un farfallino da smoking) è uno dei marchi più noti e diffusi al mondo e in qualche modo oggetto di un “culto” specifico (vengono per esempio venduti in tutto il mondo adesivi col logo di Playboy da applicare, per esempio, alla carrozzeria delle automobili).

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All’inizio il simbolo della società è un cervo (stag), richiamo al rito maschile della caccia, ma anche delle serate per soli maschi, in cui si vedono in case private filmini pornografici muti: stag party. Poi con un colpo di genio grafico, il logo diventa un coniglio di bell’aspetto, giocherellone e sexy che indossa uno smoking.

Nel 1954 nasce la Playmate, la coniglietta. Un anno dopo, nel luglio del 1955, nel pieghevole appare Janet Pilgrim, una delle sue segretarie che accetta di posare nuda. Hugh ha trasformato la sua amante nella coniglietta del mese: la distanza tra lavoro e sesso, pubblico e privato, è minima. Pilgrim è il primo modello delle future famose-sconosciute dell’era tv dei decenni successivi e quindi teorizzate da Warhol con la sua frase sul quarto d’ora di celebrità, che spetterebbe a chiunque. Inoltre Hefner fa entrare la via privata nel processo produttivo rendendo pubblica la sua vita privata trasformando la segretaria e amante in “ragazza del mese”.

jane pilgrim prima play del 1955

Janet Pilgrim la prima Playmate

La rivista esce mensilmente e propone servizi fotografici di nudo femminile insieme ad articoli di costume, moda, sport, politica, interviste a personaggi illustri di ogni settore, nonché contributi letterari di autori famosi (per esempio Arthur C. Clarke o Stephen King). La linea editoriale adottata negli articoli dedicati alla politica e alla società è in genere considerata di taglio piuttosto liberal.

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Playboy fu la prima rivista esplicitamente dedicata alla fotografia erotica, ed ebbe (anche grazie alla figura carismatica di Hefner) un ruolo non irrilevante nel movimento noto come rivoluzione sessuale. Il genere di fotografia di nudo proposta da Playboy viene oggi definita softcore, contrapposto alla pornografia hardcore introdotta inizialmente da Penthouse e poi sviluppatasi, a partire dagli anni settanta, nell’enorme mercato dell’editoria pornografica. Tra le altre caratteristiche di Playboy destinate a fare la storia delle pubblicazioni soft o hardcore vi fu l’uso del “paginone centrale” (espressione poi entrata nell’uso comune) dedicato interamente alla riproduzione di una singola fotografia, in grande formato. Le modelle a cui vengono dedicati i paginoni centrali della rivista vengono dette playmate (letteralmente: “compagne di giochi”, ma in italiano “conigliette”).

Cenni di storia

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Il primo numero di Playboy fu pubblicato nel dicembre del 1953 e venduto a 50 centesimi di dollaro. Vi compariva l’allora esordiente Marilyn Monroe, a cui fu dedicato il primo “paginone centrale”, in una foto scattata per pubblicazioni precedenti da Tom Kelley, e comprata a modico prezzo da Hefner da una casa editrice di calendari e poster di pin-up. La rivista vendette l’intera tiratura di 53.991 copie. Una copia del primo numero in condizioni perfette è un pezzo da collezione quotato nel 2002 attorno ai 5.000$.

Il logo della rivista fu disegnato da Art Paul e comparve per la prima volta nel secondo numero. Hefner dichiarò di aver scelto l’immagine di un coniglio con lo scopo di alludere in modo giocoso a un certo tipo di atteggiamento sessuale.

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Dal 1955 al 1979 (con l’eccezione di un intervallo di sei mesi nel 1976), la “P” di “Playboy” apparve decorata con un certo numero di stelline, variabile da 0 a 12. Ne nacque una leggenda metropolitana secondo cui il numero di stelle indicava una sorta di giudizio di Hefner sulla playmate del mese (sulla sua avvenenza o sulle sue prestazioni sessuali) o altre valutazioni di questo tipo. Questa leggenda risultò essere infondata; il numero delle stelle aveva a che vedere con i contenuti pubblicitari nazionali o internazionali di una particolare edizione.

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I contenuti di Playboy non sono limitati al nudo, ma spaziano tra l’intrattenimento colto (già nel primo numero vi erano articoli sul jazz, sul Decameron e brani di Sherlock Holmes) e il design. Nel tempo Hefner ha realizzato per mezzo delle pagine del suo periodico, ma anche mediante le foto della sua casa, e poi dei Playboy Club, la teatralizzazione dello spazio domestico.

Playboy, con il relativo impero commerciale che gli si stava affiancando, ebbe il suo momento di maggior successo negli anni sessanta e settanta. L’avvento di pubblicazioni concorrenti (come la più esplicita Penthouse), delle riviste pornografiche in senso stretto (a cui si affiancarono negli anni ottanta i prodotti porno per l’home video) e di riviste dedicate al pubblico maschile dai contenuti più soft (come le europee Maxim, Max e FHM), intaccarono in modo significativo la sua posizione sul mercato.

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Per contrastare questa competizione, Playboy ha agito principalmente modificando anche il proprio target, e configurandosi in modo sempre più netto come una rivista “di lusso” per uomini adulti di un certo livello culturale e sociale.

La rivista ha celebrato nel gennaio 2004 il suo cinquantesimo anniversario, con grandi feste a Las Vegas, Los Angeles, New York e Mosca. Playboy è anche una delle riviste più diffuse al mondo, con circa trenta edizioni pubblicate in ogni parte del mondo, dal Brasile al Giappone, dalla Lituania alle Filippine, dalla Francia all’Argentina. L’edizione italiana, dopo alterne vicende, è scomparsa nel 2003 per poi tornare in vendita nel 2008. ( 3feb17 )

Di seguito alcune storiche copertine dell’edizione Italia di Playboy anni 70 e 80

 

 

 

playboy_monica_gueritore

playboy_minni_minoprio

playboy_corinne_crely

 

playboy-SIDNEY-ROME

playboy_daniela_poggi

Testo tratto e modificato:  http://it.wikipedia.org/wiki/Playboy

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