15 Maggio 1986 – Incidente mortale di ELIO DE ANGELIS

Elio De Angelis

elio de angelis biografia e incidente

 Una sua grande vittoria….vogliamo ricordarti cosi con le mani alzate – Clicca 

VIDEO 2 – VIDEO 3 – I drammatici soccorsi – Clicca  

 

Tributo ad Elio da Ezio Zermiani – Clicca  

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Elio De Angelis

Elio De Angelis (Roma, 26 marzo 1958 – Marsiglia, 15 maggio 1986) è stato un pilota automobilistico italiano.

Campione nazionale di Formula 3 nel 1977, debuttò due anni dopo in Formula 1 nel Gran Premio d’Argentina, con la Shadow. Nel 1981 passò alla Lotus, con la quale ottenne le uniche due vittorie, al Gran Premio d’Austria 1982 e al Gran Premio di San Marino 1985.

Dopo 6 stagioni con la Lotus, con la quale arrivò 10 volte sul podio ed ottenne 3 pole position, passò alla Motor Racing Development. Elio de Angelis Morì a Marsiglia nel 1986 per le conseguenze di un grave incidente occorsogli il 14 maggio, durante una sessione di prove private sul circuito Paul Ricarda Le Castellet.

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Il passaggio alla Brabham  

Nel 1986, De Angelis passò al team Brabham, come sostituto del due volte Campione del Mondo Nelson Piquet. Arrivato in Brabham per la nuova stagione, si ritrovò come compagno di squadra il connazionale Riccardo Patrese, con cui fino a quel momento non aveva avuto un buon rapporto, ma in seguito instaurò con lui una sincera amicizia. La vettura, però, era un’automobile totalmente nuova e talmente bassa da essere soprannominata “sogliola”: questa tuttavia si rivelò poco competitiva e non riuscì a riportare la squadra ai livelli dei primi anni ottanta. Nei primi Gran Premi non andò oltre un ottavo posto in Brasile e fu costretto pure a partire ultimo a Monaco. Ciononostante, De Angelis lavorò duramente con il team per contribuire agli sviluppi della macchina. Il pilota, però, era sempre più deluso dalla BT55, ritenendola inoltre poco sicura.

L’incidente mortale  

Durante una serie di prove sul circuito francese di Paul Ricard a Le Castellet, l’alettone posteriore della BT55 si staccò mentre De Angelis procedeva ad alta velocità, facendo perdere stabilità al retrotreno della vettura, che, dopo diversi cappottamenti, finì contro una barriera e prese fuoco. Diversi piloti, tra cui Alan Jones e Nigel Mansell, si fermarono a prestare soccorso ed Alain Prost cercò di estrarre il romano dall’abitacolo nonostante le fiamme, senza riuscirvi.

elio de angelis

Elio De Angelis il primo intervento dopo il crash

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Elio De Angelis viene soccorso

Soltanto dopo diversi minuti, i commissari e alcuni meccanici, giunti a piedi dai box e privi di tuta ignifuga, riuscirono a tirare fuori il pilota dall’abitacolo. L’elicottero d’emergenza arrivò oltre 30 minuti dopo; poiché era una sessione di test privati, i proprietari del circuito non erano tenuti a prevedere lo stesso dispiegamento di mezzi di soccorso richiesto invece per i Gran Premi. In seguito a questo incidente la FIA impose anche per le sessioni di test i medesimi standard di sicurezza delle gare.

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L’impatto non uccise il pilota, ma provocò gravi danni alla testa e il distacco della colonna vertebrale, oltre alla frattura della clavicola e alcune bruciature; De Angelis morì a causa dell’asfissia provocata dal fumo dell’incendio, essendo rimasto intrappolato nell’abitacolo anche a causa della mancata prontezza dei soccorsi e dei vigili del fuoco. Trasportato all’ospedale di Marsiglia, vi spirò il giorno dopo. Le spoglie del pilota riposano nel Cimitero del Verano, a Roma.

La sua morte fu accolta con grande commozione, non solo nel mondo della Formula 1; Diego Armando Maradona, amico del pilota romano, espresse pubblicamente il suo dolore. I piloti si riunirono pochi giorni dopo in un’assemblea straordinaria e per protesta minacciarono di non partecipare al successivo Gran Premio del Belgio se non fossero state adottate norme per migliorare la sicurezza.

René Arnoux criticò aspramente la FIA. De Angelis fu l’ultimo pilota a morire in una macchina di F1 fino alla scomparsa di Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna, otto anni più tardi, ad Imola nel 1994. I colori e i disegni del suo casco sono stati ripresi da Jean Alesi, che ha voluto in questo modo rendere omaggio alla sua memoria. 3mag17

elio de angelis nigel mansell 1983Testo tratto e modificato:  http://it.wikipedia.org/wiki/Elio_De_Angelis

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