C’era una volta il TELEDRIN – (1990/2005)

TELEDRIN

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Il cercapersone (o radioavviso personale) è un apparecchio elettronico utilizzato soprattutto negli anni ottanta e novanta, caduto in disuso con la diffusione dei telefoni cellulari.

Il dispositivo è molto semplice e permette la trasmissione di brevi messaggi; un cercapersone unidirezionale (trasmissione simplex) può solo ricevere pochi bit, solitamente il numero del chiamante. Esistono anche cercapersone bidirezionali che permettevano di trasmettere e ricevere email, dati e sms.

In Italia il cercapersone fu commercializzato col nome commerciale di Teledrin.

Teledrin – Storia e funzionamento

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Il primo cercapersone fu introdotto nel 1950 a New York, ed era sfruttato da una rete di medici che pagavano 12 $ (circa 100 $ al giorno d’oggi) mensili per il servizio. Il raggio di copertura delle stazioni radio base era pari a 40 km.

L’apparecchio, delle dimensioni di un pacchetto di sigarette, permetteva di ricevere una notifica sonora nel caso in cui non si avesse risposto ad una chiamata ricevuta su un numero di rete fissa; la notifica era accompagnata da un breve messaggio sul display con le indicazioni del chiamante. L’utilizzatore del cercapersone poteva quindi mettersi in contatto al più presto con chi stava cercando di telefonargli altrove, utilizzando un telefono fisso o una cabina telefonica.

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In Italia il servizio di cercapersone fu denominato Teledrin, e il suo uso fu possibile dopo l’attivazione della rete TACS, la stessa utilizzata dai primi telefoni cellulari, nel 1990, con la quale condivideva una porzione di frequenze per la versione alfanumerica dell’omonimo servizio, e la riconversione dei vecchi ponti radio del sistema RTMI per le versioni solo tono e numeriche.

Il servizio in Italia veniva gestito dall’allora azienda monopolista delle telecomunicazioni italiane, la SIP, e successivamente, dal 1994 fino al 31 dicembre 2005, da Telecom Italia.

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Quando un utente desiderava mettersi in contatto con un utente Teledrin (ad esempio nel caso in cui avesse cercato di contattare qualcuno su telefono fisso senza ottenere risposta in quanto la persona cercata era assente), doveva comporre da un telefono a tastiera il numero 168. Una voce guida pronunciava il messaggio: “Servizio Teledrin. Digitare le cifre”. L’annuncio vocale veniva seguito da un segnale acustico, a seguito del quale si digitava il numero dell’utente Teledrin da contattare, seguito da varie informazioni (corrispondenti a determinati numeri da digitare) richieste per specificare la tipologia di avviso.

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Primi dispositivi anni ’50

Per contattare coloro che possedevano la versione alfanumerica la procedura era particolarmente lunga, in quanto per poter inviare un messaggio a tali versioni di Teledrin si dovevano premere varie volte diversi tasti per comporre il testo del messaggio, che non poteva superare gli 80 caratteri totali.

In Italia la commercializzazione dei dispositivi cercapersone (o radioavviso personale) era curata da SIP. Erano disponibili vari modelli. In particolare, alla fine degli anni ’70, era disponibile il Motorola Pageboy, in versione solo tono. Più avanti, vennero commercializzate le versioni numeriche e alfanumeriche di Teledrin, dotate sempre di elettronica Motorola. In particolare si ricordano questi modelli, tra i più diffusi in Italia e utilizzati fino al 31 dicembre 2005, data in cui il servizio fu disattivato

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