Addio anche all’ultimo degli “Amici” … GASTONE MOSCHIN – (1929/2017)

Gastone Moschin

 

GASTONE MOSCHIN
Uno spezzone di Amici Miei atto II – Clicca Sopra

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Gastone Moschin

Gastone Moschin (San Giovanni Lupatoto, 8 giugno 1929 – Terni, 4 settembre 2017) è stato un attore italiano.

Attore poliedrico e capace, incomincia la sua attività cinematografica nel 1955 con La rivale, di Anton Giulio Majano. A partire da quello stesso periodo è stato attivo, seppur in maniera saltuaria, anche come doppiatore:

GASTONE MOSCHIN

Nel 1959 esordisce nella commedia all’italiana con Audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy, ma il ruolo che lo farà emergere sarà quello del fascista codardo Carmine Passante nel film Gli anni ruggenti (1962) di Luigi Zampa. Di lì in avanti Moschin si dimostrerà una presenza assidua nelle commedie dell’Italia alternando ruoli da protagonista a ruoli da spalla di lusso.

Amici Miei

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È a ogni modo un ruolo brillante quello a cui Moschin deve la popolarità maggiore – vale a dire il ruolo dell’architetto inguaribilmente romantico Rambaldo Melandri, protagonista, al fianco di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi e Duilio Del Prete, della trilogia di Amici miei. Il primo film, diretto da Mario Monicelli, esce nel 1975 e si classifica al primo posto negli incassi della stagione.

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Il seguito, sempre diretto da Monicelli e con Renzo Montagnani che sostituisce Duilio Del Prete, esce nel 1982 e si rivela il terzo incasso stagionale e il film italiano più visto dell’anno.[4] Il terzo film, diretto da Nanni Loy, esce nel Natale del 1985, e pur avendo un successo inferiore, regala a Moschin un secondo Nastro d’Argento.

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Proprio gli anni ottanta sono quantitativamente meno intensi nella carriera di Moschin, pur regalando – sempre agli inizi del decennio – altre interpretazioni degne di nota, come il deputato comunista di Si salvi chi vuole di Roberto Faenza e il potente ministro di Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada di Lina Wertmüller.

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Chiusa la trilogia di Amici miei, le apparizioni si diradano ancora di più, ma merita di essere ricordata la partecipazione al poetico I magi randagi di Sergio Citti. L’ultima interpretazione di Moschin per il grande schermo è del 1997 nel discusso Porzus di Renzo Martinelli.

Gli ultimi anni e la morte

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Dal 1990 visse a Capitone, vicino a Narni, dove aveva installato anche un maneggio di cavalli, divenuto il primo centro di ippoterapia dell’Umbria. Era stato tra gli insegnanti della scuola di recitazione “MUMOS” a Terni organizzata dallo stesso Moschin, dalla ex moglie Marzia Ubaldi e dalla figlia Emanuela: con loro, nel 1993, aveva già portato in scena Tredici a tavola di Marc-Gilbert Sauvajon. Nel 2006 curò la messa in scena dell’opera teatrale Piccola Città di Thornton Wilder per la compagnia teatrale Orion Theatre: tale opera venne poi inserita dal Teatro Stabile dell’Umbria nella stagione di prosa 2006-2007 nei teatri di Narni (TR) e Todi (PG).

Si è spento nel pomeriggio del 4 settembre 2017 all’Ospedale Santa Maria di Terni, dove era ricoverato da qualche giorno.

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